Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti. Per proseguire devi accettare la nostra policy cliccando su “Sì, accetto”.

Archivio Sonoro

Archivio Sonoro della Puglia

Ti trovi qui:Archivio Sonoro | Archivio Sonoro Puglia | Fondo Rinaldi | Cerignola. Le voci del canto bracciantile

Cerignola. Le voci del canto bracciantile (156)

Gli incontri con eccezionali portatori di memoria musicale

La ricerca sul canto popolare bracciantile non è stata momento separato della più ampia indagine, condotta da Giovanni Rinaldi in collaborazione con Paola Sobrero e Alberto Vasciaveo, che dal 1975 prosegue in più tappe fino al 1980. L'orizzonte in cui questi materiali sonori si inseriscono è quello della restituzione del mondo materiale e culturale dei braccianti agricoli di Cerignola. Numerosi gli incontri con eccezionali portatori di memoria musicale. Uomini e donne (Angelo Debono, Rosa Laguardia, Maria Manzi, Lucia Barbarossa, Giuseppe Diploma, Concetta Mangini e altri) che nella collettività hanno assunto coscientemente il ruolo di "quelli che sanno le canzoni", che sul lavoro o nelle occasioni festive si attribuiscono le funzioni di animatori e di provocatori. I documenti spaziano dal canto religioso ai repertori legati al ciclo calendariale e della vita, dai canti di lavoro ai lunghi canti narrativi, per finire agli echi della tradizione classica napoletana. 

  • Genere Audio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Savina Vigliotti e Concetta Mangini eseguono un canto devozionale del pellegrinaggio al santuario della Madonna Incoronata nei pressi di Foggia.

    Data: maggio 1975

  • Durata 01:03
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Savina Vigliotti, Concetta Mancini: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Savina Vigliotti e Concetta Mangini eseguono un canto devozionale del pellegrinaggio al santuario della Madonna Incoronata nei pressi di Foggia.

    Data: maggio 1975

  • Durata 00:21
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Savina Vigliotti, Concetta Mancini: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Savina Vigliotti e Concetta Mangini eseguono un canto devozionale del pellegrinaggio al santuario della Madonna Incoronata nei pressi di Foggia.

    Data: maggio 1975

  • Durata 00:13
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Savina Vigliotti, Concetta Mancini: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Savina Vigliotti e Concetta Mangini eseguono il canto devozionale all'Eterno Padre (a cui è dedicata la cappella limitrofa al paese di cui Concetta è custode).

    Data: maggio 1975

  • Durata 04:15
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Savina Vigliotti, Concetta Mancini: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Savina Vigliotti esegue il canto religioso dedicato alla Vergine Maria derivato dal Salve Regina.

    Data: maggio 1975

  • Durata 03:28
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Savina Vigliotti: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Savina Vigliotti esegue un canto devozionale del pellegrinaggio al santuario della Madonna di Ripalta (patrona di Cerignola).

    Data: maggio 1975

  • Durata 02:36
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Savina Vigliotti: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Savina Vigliotti esegue il canto devozionale di saluto al termine del pellegrinaggio al santuario della Madonna di Ripalta (patrona di Cerignola).

    Data: maggio 1975

  • Durata 00:40
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Savina Vigliotti: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Savina Vigliotti esegue il canto devozionale di saluto al termine del pellegrinaggio al santuario della Madonna di Ripalta (patrona di Cerignola).

    Data: maggio 1975

  • Durata 00:20
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Savina Vigliotti: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Concetta Mancini esegue un canto militare che vede un monaco diventare soldato e, per questo, lamentarsi del cambio di condizione.

    Data: maggio 1975

  • Durata 01:04
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Concetta Mancini: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Concetta Mancini recita il grido di richiamo che veniva eseguito all'alba del giorno del pellegrinaggio alla Madonna di Ripalta.

    Data: maggio 1975

  • Durata 00:16
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Concetta Mancini: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Concetta Mancini interpreta il canto che si eseguiva alla fine della Quaresima, il Sabato Santo, nella itinerante questua delle uova.

    Data: maggio 1975

  • Durata 00:41
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Concetta Mancini: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Concetta Mangini recita la litania del Santo Sepolcro.

    Data: maggio 1975

  • Durata 00:34
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Concetta Mancini: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Concetta Mancini recita una preghiera dedicata alla Madonna del Monserrato.

    Data: maggio 1975

  • Durata 00:15
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Concetta Mancini: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Concetta Mancini esegue un canto della Passione.

    Data: maggio 1975

  • Durata 04:03
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Concetta Mancini: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Maria Manzi recita una serie di frasi: battute, proverbi e scenette ironiche o con doppisensi.

     

  • Durata 00:22
  • Data Martedì, 19 Agosto 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Maria Manzi (nata nel 1912) bracciante, infermiera: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Maria Manzi recita una serie di frasi: battute, proverbi e scenette ironiche o con doppisensi. Scioglilingua.

  • Durata 00:24
  • Data Martedì, 19 Agosto 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Maria Manzi (nata nel 1912) bracciante, infermiera: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Maria Manzi recita una serie di frasi: battute, proverbi e scenette ironiche o con doppisensi. Recita velocemente una delle frasi dette precedentemente in modo più lento.

  • Durata 00:10
  • Data Martedì, 19 Agosto 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Maria Manzi (nata nel 1912) bracciante, infermiera: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Maria Manzi i due scioglilingua appena recitati.

  • Durata 01:24
  • Data Martedì, 19 Agosto 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Maria Manzi (nata nel 1912) bracciante, infermiera: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Maria Manzi recita prima lentamente e poi veloce una frase licenziosa, testo usato anche negli stornelli (prana = incinta).

  • Durata 00:56
  • Data Martedì, 19 Agosto 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Maria Manzi (nata nel 1912) bracciante, infermiera: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Maria Manzi canta le strofette licenziose dette nel brano precedente (prana = incinta).

  • Durata 00:46
  • Data Martedì, 19 Agosto 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Maria Manzi (nata nel 1912) bracciante, infermiera: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Maria Manzi recita alcuni scherzi a doppiosenso, indovinelli provocatori.

     

  • Durata 02:12
  • Data Martedì, 19 Agosto 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Maria Manzi (nata nel 1912) bracciante, infermiera: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto di lavoro che si eseguiva in coro durante i lavori della trebbiatura (in mezz'all'aijr': nell'aia della masseria).
    Maria Manzi riporta anche le grida e gli intercalari, legati alle azioni di lavoro da eseguire e sollecitare, sia dei lavoratori che dei loro controllori (caporali e curatoli).

  • Durata 03:34
  • Data Sabato, 27 Dicembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Maria Manzi (nata nel 1912) bracciante, infermiera: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Angelo Debono esegue un canto enumerativo (di probabile origine ciociara o abruzzese) in cui si elencano tutti i capi che compongono quanto portano in dote Mariantonia, figlia di Mariannina belle trecce e il suo sposo Pasqualuccio della Martufagna.

    Data: giugno-luglio 1975

  • Durata 02:22
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Angelo Debono esegue una serenata dedicata a una fruttivendola. Una variante siciliana si trova nella raccolta 027 dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

    Data: giugno-luglio 1975

  • Durata 01:42
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Rosa Laguardia esegue una canzonetta d'amore e di corteggiamento.

    Data: giugno-luglio 1975

  • Durata 00:56
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Angelo Debono esegue la canzonetta satirica a cui si è ispirato anche Matteo Salvatore per la sua La bicicletta.

    Data: giugno-luglio 1975

  • Durata 01:45
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: E la sere de san Giaccheine 
    e la sere de san Giaccheine 
    e ssende sende n'arruin' 

    Pasquale Quinte per nominate 
    la settema 'nvàmje se l'avì chiamate 

    E nu curtille ghj teneve 
    a gun' a gune v'accarugneve 
    e nu curtille ghj teneve 
    a tutt'e quatte v'accarugneve 

    E mo pass' nu carrettjre 
    e ferma ferma sta carrette 
    ferma ferma sta carrette 
    av'a salì nu gevenott' 
    vedime chi è stu gevenott'

    E quisse ghè Vecinze de Peule 
    u cape 'nfame dint'a Cergnoule 
    e quisse ghè Vecinze de Peule 
    u cape 'nfame dint'a Cergnoule 

    E mo s'u portane allu spudale 
    e cume nu 'nfame scillerate 
    e mo s'u portane allu spudale 
    e cume nu 'nfame scillerate 

    E mo se ne vèj allu pretoure 
    a uè Vecinze a uè Vecinze 
    uè Vecinz' a uè Vecinze 
    la caus' avante tu la vu fà

    E nonzignore signor pretoure 
    la cos'avante non la voglio fà 
    e se dDej me dè la veite 
    la nuvetà vu la sendeite 

    Vecinze de Peule tre meise uarute 
    Pasquale Quinte d'o carce' assute 
    e nu pugnale av'accattate 
    e quatte solete lu pagà 

    E sott'a Moccia u cumbrendai 
    e l'accumenz'a 'mbustià 
    e sott'a Moccia u cumbrendai 
    e l'accumenz'a zeppià 

    Mecheline Cundine s'e truate 
    e san Giuanne non l'ammazzà 
    che san Giuanne no l'ammazze 
    e quiss'e u sdegne ca me l'e luè

    Angelarò ben bu 
    luot'u sdegne Vicinze de Peule

    La sera di san Gioacchino/ s'e sentita una disgrazia// Pasquale Quinto così chiamato/ si procurava l'ennesima infamia// Io avevo un coltello/ e a uno a uno vi sistemavo/ io avevo un coltello/ tutti e quattro vi sistemavo'// Passa un carrettiere/ "ferma ferma il carretto/ ferma ferma il carretto/ deve salire un giovanotto"/ "vediamo chi è questo giovane"// Questo è Vincenzo Di Paola/ il capoinfame a Cerignola"// E ora se lo portano all'ospedale/ come un infame scellerato// Poi va in pretura/ "eh Vincenzo eh Vincenzo/ vuoi portar avanti la causa?"// "Nossignore signor pretore/ la causa non la voglio portare avanti/ se Dio mi dà la vita/ sentirete la novità"// Vincenzo di Paola dopo tre mesi è guarito/ Pasquale Quinto è uscito dal carcere/ un pugnale si era comprato/ quattro soldi l'aveva pagato// Sotto a Moccia lo incontrò/ e gli si piazzò davanti/ sotto a Moccia lo incontrò/ e incominciò a prenderlo in giro// Si trovò Michele Contino/ "per san Giovanni non ammazzarlo"/ "per san Giovanni non l'ammazzo/ questo è lo sdegno che mi sono tolto"// Angelarè ben bu/ Vincenzo di Paola si è tolto lo sdegno.
    Angelo Debono esegue un canto narrativo su un fatto di cronaca o di malavita. Si narra dell'uccisione di Vincenzo Di Paola, avvenuta la sera della festa di San Gioacchino, provocata da tal Pasquale Quinto. Veniva eseguito oltre che nelle osterie anche sul lavoro.

    Data: giugno-luglio 1975

  • Durata 01:04
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Angelo Debono esegue il notissimo canto pugliese Abbasce alla marine(rit. Quant’è bello il primo amore).

    Data: giugno-luglio 1975

  • Durata 02:41
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto cumulativo di probabile origine campana che elenca tutti gli oggetti musicali, abbinandoli ai loro suoni onomatopeici, comprati alla fiera di Sant'Andrea.

     

  • Durata 01:47
  • Data Sabato, 19 Luglio 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Maria Tattoli Vasciaveo: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Ninna nanna.

  • Durata 00:23
  • Data Sabato, 19 Luglio 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Maria Tattoli Vasciaveo: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: Ninna nanna e ninna volo
    è morta la gallina sop'all'ovo
    è morta la gallina Cicireina
    quelle faceve l'uve ser'e mateina
    ninna nann'e ninnarelle
    lu lupe s'è mangiate la pecurella
    Ninna nanna.

  • Durata 01:09
  • Data Sabato, 19 Luglio 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Maria Tattoli Vasciaveo: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Ninna nanna. Le tre strofe sono certamente tratte dal testo originale del Cantico di Natale di S. Alfonso Maria de' Liguori, noto anche con il suo primo verso "Quanne nascette Ninno a Betlemme"
    Ecco le strofe corrispondenti, dal testo originale:

    Viene suonno da lo Cielo,
    viene e adduorme 'sso Nennillo;
    pe pietà, ca è peccerillo,
    viene suonno e non tarda'.
    Gioia bella de sto core,
    vorria suonno arreventare,
    doce, doce pe' te fare
    'ss'uocchíe bell'addormenta'.
    Ma si Tu p'esser'amato
    te sí fatto Bammeníello,
    sulo ammore è o sonnaríello
    che dormire te pò fa'.
    Ment'è chesto può fa nonna,
    pe Te st'arma è arza e bona.
    T'amo, t'a'... Uh sta canzona
    già t'ha fatto addobea'!
    T'amo Dio - Bello mio,
    t'amo Gioja, t'amo, t'a'...

  • Durata 01:41
  • Data Sabato, 19 Luglio 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Maria Tattoli Vasciaveo: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Preghiera cantata in latino.

  • Durata 01:12
  • Data Sabato, 19 Luglio 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Maria Tattoli Vasciaveo: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto devozionale eseguito durante il pellegrinaggio al santuario della Madonna Incoronata presso Foggia.

  • Durata 00:27
  • Data Sabato, 19 Luglio 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Maria Tattoli Vasciaveo: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Angelo Debono canta una serenata. Al termine ricorda che erano canzonette che si intonavano durante il lavoro, rivolte alle ragazze presenti.

  • Durata 00:40
  • Data Mercoledì, 05 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Angelo Debono esegue con la sua armonica a bocca un medley tra La casetta in Canada, Bandiera rossa e una canzonetta locale.

  • Durata 01:03
  • Data Giovedì, 06 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: armonica a bocca
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Angelo Debono esegue una tarantella con la sua armonica a bocca.

  • Durata 01:21
  • Data Giovedì, 06 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: armonica a bocca
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Angelo Debono esegue con la sua armonica a bocca O sole mio.

  • Durata 01:30
  • Data Giovedì, 06 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: armonica a bocca
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Angelo Debono esegue con la sua armonica a bocca Il silenzio.

  • Durata 01:23
  • Data Giovedì, 06 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: armonica a bocca
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Angelo Debono esegue con la sua armonica a bocca la musica della festa per la Madonna del Carmine.

  • Durata Angelo Debono esegue con la sua armonica a bocca la musica della festa per la Madonna del Carmine.
  • Data Giovedì, 06 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: armonica a bocca
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Rosa Laguardia, moglie di Angelo Debono esegue il canto della festa per la Madonna del Carmine accompagnata dal marito con l'armonica a bocca.

  • Durata 00:49
  • Data Giovedì, 06 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce; Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: armonica a bocca
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Rosa Laguardia e il marito Angelo Debono raccontano della passione familiare per il canto e la musica. Angelo ricorda come ha imparato a cantare da suo padre e di come memorizza testi e melodie, le sue tante performance a Cerignola, nei paesi vicini e a Milano in occasione di cerimonie e anniversari dei propri figli. Aneddoti vari. Spesso si travestiva da donna per interpretare meglio la canzone Mariantonia.

  • Durata 24:29
  • Data Giovedì, 06 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce, Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Rosa Laguardia canta una serenata spesso eseguita durante i lavori in campagna. Il marito Angelo Debono si unisce nell'intermezzo.

  • Durata 01:14
  • Data Giovedì, 06 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce, Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Rosa Laguardia canta una canzonetta d'osteria, spesso eseguita durante i pranzi di cerimonie o feste nuziali. Il marito Angelo Debono si unisce nell'intermezzo.

  • Durata 00:57
  • Data Giovedì, 06 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce, Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Rosa Laguardia canta il canto dedicato alla Madonna del Carmine. Il marito Angelo Debono l'accompagna con l'armonica a bocca.

  • Durata 00:48
  • Data Giovedì, 06 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce, Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Rosa Laguardia interpreta un canto che si eseguiva durante il pellegrinaggio al santuario di San Gerardo Maiella in Basilicata.

  • Durata 03:27
  • Data Giovedì, 06 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce, Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Rosa Laguardia interpreta un canto che si eseguiva durante il pellegrinaggio al santuario della Madonna di Ripalta (patrona di Cerignola).

  • Durata 00:53
  • Data Giovedì, 06 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce, Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Rosa Laguardia canta il canto che si eseguiva durante il pellegrinaggio al santuario della Madonna Incoronata presso Foggia.

  • Durata 00:25
  • Data Giovedì, 06 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce, Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Rosa Laguardia canta un altro brano del canto che si eseguiva durante il pellegrinaggio al santuario di San Gerardo Maiella in Basilicata.

  • Durata 00:58
  • Data Giovedì, 06 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Angelo Debono canta alcune strofette di stornelli fronn'e limone. La moglie Rosa Laguardia gli ricorda alcuni versi.
    "Le fronne 'e limone derivate stilisticamente dai canti di mietitura, rappresentavano nel passato, un modo di comunicare tra chi stava in carcere e gli amici o parenti che sostavano fuori o di fuori alle mura di cinta. I contenuti sono i più svariati (amorosi, licenziosi, satirici, di vendetta ecc.) e sono frammisti con notizie da comunicare all'esterno", dal commento di Diego Carpitella al canto n. 10 del disco 1 in "Documenti dell'Archivio Etnico linguistico-Musicale", Roma, Discoteca di Stato, p. 17 del fascicolo allegato. CfrRoberto Leydi e Sandra Mantovani, Dizionario della musica popolare europea, Milano, Bompiani, 1970, pp. 240-241; in particolare per il secondo fronne 'e limone cfr. Raffaele Nigro, Tradizioni e canti popolari lucani: il melfese, Bari-Melfi, Interventi Culturali/Arci-Uisp, 1976, p. 115 n. 97. Sullo stesso motivo melodico ma con un diverso testo canta Carmelita Gadaleta nel suo Canti popolari di Puglia e Lucania, Albatros, 1974.

    T'a fatt la camenate ch'u stradoune
    truvaje a Nannine la bbona bboune

    E me piace u vine bbune
    e me piace o llatte di ddonne maretate

    T'a fatt la cammesell vettùn vettùne
    a fatt lu richiame p'li vagnune

    Camminando per lo stradone/ trovai alla bella Nannina// E mi piace il vino buono/ e mi piace il latte delle donne maritate// Ti sei fatta la camicella piena di bottoni/ sei diventata il richiamo dei ragazzi

  • Durata 01:14
  • Data Domenica, 09 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: voce, Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: Facce de craparella salvagg' 
    a fategà che stu patrune ghè nu dann' 
    fatj' assai e poco vole spenn' 
    la ggende cume ninde se ne vanne 

    Che vole venì a fategà ven'a Curnì(ta) 
    a fategà che stu patrune ghe nu dann' 
    fatj' assai e poco vole spenn' 
    la ggende cume ninde se ne vanne 

    Facce de craparella salvagg' 
    tena la casetta a la vj de Fogg' 
    quanda passaggjre passene tutt'allogg' 
    tjne la facc'e solde craparelle. 

    Faccia di capretta selvatica/ lavorare per questo padrone è un danno/ si lavora molto e poco vuole spendere/ la gente se ne va subito// Chi vuole lavorare venga a Curnita/ lavorare per questo padrone è un danno/ si lavora molto e poco vuole spendere/ la gente se ne va appena può// Faccia di capretta selvatica/ hai la casetta sulla via di Foggia/ tutti i passeggeri che passano li alloggi/ hai un sacco di soldi craparella
    Cfr. Saverio La Sorsa, Tradizioni popolari pugliesi, vol. III (1937), p. 98 n. 2357; Raffaele Nigro, Tradizioni e canti popolari lucani: il melfese, Bari-Melfi, Interventi Culturali/Arci-Uisp, 1976, p. 134 n. 199.
    Angelo Debono canta delle strofette in cui i braccianti invitavano gli altri lavoratori ad evitare le masserie di alcuni padroni, dove si lavorava male e si era maltrattati. Ascolta un'altra esecuzione dello stesso interprete.

  • Durata 01:35
  • Data Domenica, 09 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: voce, Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Angelo Debono spiega che gli stornelli appena recitati erano composti ed eseguiti dai braccianti contro i padroni delle masserie.

  • Durata 00:40
  • Data Domenica, 09 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: All'Amereca all'Amereca 
    e lu cafone che la sciammereca 
    e se l'artiste lu ssapeve 
    ij all'Amereca non gi eve 

    E la mugliere du 'mericane 
    sceva alla messe che ssette suttane 
    s'inginocchia e prega dDie 
    manne quatrine marite mie

    E li quatrine ca m'hai mannate 
    me l'aggie mangiate ch'o 'nnamurato 
    me l'aggie mangiate che bbona salute 
    manne quatrine chernute fettute. 

    In America in America/ il cafone con il frak/ e se sapevo [fare] l'artigiano/ in America non ci andavo// La moglie dell'americano [emigrato]/ andava a messa tutta coperta/ s'inginocchia e prega Dio/ manda quattrini marito mio// I denari che mi hai mandato/ me li sono spesi con l'innamorato/ me li sono spesi con buona salute/ manda quattrini cornuto fottuto. 
    Cfr. Saverio La Sorsa, Tradizioni popolari pugliesi, vol. II, p. 235 n. 1780; A. Virgilio Savona, Michele L. Straniero, Canti dell'emigrazione, Milano, Garzanti, 1976, p. 153.
    Rosa Laguardia canta un canto di emigrazione di probabile origine campana. E' una dura invettiva della moglie dell'emigrante che gli rinfaccia il non essere stato in gradi di diventare artigiano e di essere rimasto cafone, costretto quindi a partire e a mandare soldi a casa, dove saranno sperperati dalla moglie e dal suo amante. Ascolta un'altra versione della stessa esecutrice.

  • Durata 00:27
  • Data Domenica, 09 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Rosa Laguardia canta delle strofette derivate dal canto lirico narrativo Il molinaio.

  • Durata 00:26
  • Data Domenica, 09 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce, Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Rosa Laguardia canta il canto lirico narrativo, diffuso in tutto il Sud, in cui si racconta dell'incontro degli amanti alla fontanella. Il tema è sempre quello dell'appuntamento mancato, con notevoli riferimenti al Convegno notturno del Nigra. I motivi sono gli stessi: quello dell'amante intraprendente, cui la donna sfugge dandogli appuntamento a casa sua. La donna, quando lui si presenta lo schernisce ma ottiene in cambio la minaccia che non riuscirà a sfuggirgli un'altra volta.

  • Durata 01:21
  • Data Domenica, 09 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce, Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Rosa Laguardia canta un canto narrativo su un fatto di sangue avvenuto agli inizi del '900 a Cerignola il giorno di San Gioacchino. Vincenzo Di Paola, esponente della malavita locale, viene ferito da Pasquale Quinto, che finisce in carcere. Alla sua liberazione Di Paola lo ucciderà per "levarsi lo sdegno".

  • Durata 02:17
  • Data Domenica, 09 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce, Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Diffusissimo canto lirico narrativo. Il tema è sempre quello dell'appuntamento mancato, con notevoli riferimenti al Convegno notturno del Nigra. I motivi sono gli stessi: quello dell'amante intraprendente, cui la donna sfugge dandogli appuntamento a casa sua. La donna, quando lui si presenta lo schernisce ma ottiene in cambio la minaccia che non riuscirà a sfuggirgli un'altra volta.

  • Durata 01:25
  • Data Lunedì, 10 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto lirico d'amore spesso eseguito anche sul lavoro in campagna.

  • Durata 01:13
  • Data Lunedì, 10 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto di osteria, in uso anche durante banchetti conviviali delle feste nuziali.

  • Durata 00:51
  • Data Lunedì, 10 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: Menènna menènn' 
    non te pegghiànn'u zzàppateur'
    e ttu sj la preime 
    ca te gàlze la matèine 
    te mitte la vesticella 
    passe bbèune la ciucciarella 
    mo ven'u marite da fèure 
    feve lass'e feve trèuve 
    se mène soup'u litt' 
    vocche sturt'e gamm'apirte 

    Bambina bambina/ non sposare un contadino/ sarai tu la prima/ ad alzarti la mattina/ metterai il vestitino/ metterai fuori la somarella/ quando verrà tuo marito dal lavoro/ fave lascia e fave trova/ si butterà sul letto/ con la bocca storta e le gambe aperte
    Cfr. Saverio La Sorsa, Tradizioni popolari pugliesi, Bari-Roma, Casa Ed. F. Casini e Figlio, 1934, vol. II, p. 229 n. 1754, p. 230 n. 1757.

    Rosa Laguardia ricorda la filastrocca che le cantava la mamma.

  • Durata 00:24
  • Data Lunedì, 10 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Rosa Laguardia canta gli stornelli che si cantavano sul lavoro in campagna.

  • Durata 00:42
  • Data Lunedì, 10 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Angelo Debono canta le strofette di chiusura di uno stornello a contrasto (o a dispetto) in cui era in competizione con il fratello.

  • Durata 00:51
  • Data Lunedì, 10 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Angelo racconta delle vere e proprie gare che si ingaggiavano tra stornellatori, uomini e donne. Ogni primo verso della nuova strofa doveva legarsi logicamente all'ultimo verso della precedente. Chi non riusciva a proseguire nell'improvvisazione cedeva il passo ad altri. Vinceva chi cantava un'ultima strofa senza ricevere risposta. Nel corso del racconto canta diverse strofe come esempi di versi e di controversi. La strofa di chi aveva la meglio era, infine, "Arrogne arrogne t’agghja accarugnate a te pizze de carogna". Dopo una sequenza di strofe a contrasto, ricordando una competizione che ebbe con un amico, ripensa ai momenti in cui si cantava durante il lavoro e di come i vecchi insegnassero ai giovani.

  • Durata 07:46
  • Data Lunedì, 10 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Angelo Debono canta la canzone napoletana Napule ca se ne va (E. Murolo-Tagliaferri, 1920). Molte le varianti di testo rispetto all'originale.

  • Durata 02:12
  • Data Lunedì, 10 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: Mitte mitte la cammeise 
    damme ll'ove ca m'a premmise 
    la quaresime è passate 
    je voglie cammarà 
    e nen me mouve da qque 
    e se tu non me ddeie ll'ove 
    mitte mitte la cammeise 
    damme ll'ove ca m'a premmise. 

    Infilati la camicia / dammi le uova che mi hai promesso / la quaresima è passata / io voglio mangiar carne // e non mi muovo da qua / se tu non mi dai le uova / infilati la camicia / dammi le uova che mi hai promesso

    Angelo Debono interpreta il canto rituale eseguito in occasione della questua delle uova che si svolgeva, itinerante in paese e nelle campagne, la mattina del Sabato Santo. Ascolta un'altra versione di Debono,, di Mancini, di Diploma.

    Canto rituale che veniva eseguito in occasione della questua delle uova il Sabato Santo. Gruppi di braccianti, composti di quattro o cinque suonatori, giravano per le strade del paese ed anche per le masserie nella campagna, fermandosi dinanzi agli ingressi delle abitazioni e chiedendo con le parole stesse del canto doni e uova agli ascoltatori. Al termine del giro, nel giorno di Pasqua, si svolgeva una grande tavolata comune a base di carne, salsicce, vino e frittate.
    Cfr. Maria Conte, Tradizioni popolari di Cerignola, pp. 272-273; Saverio La Sorsa, Canti popolari pugliesi che si recitano in occasione di grandi feste, in "Storia ed Arte", a. I, n. 6, nov-dic. 1929, pp. 110-118; Saverio La Sorsa, Tradizioni popolari pugliesi, vol. I, p. 153 n. 399, p. 158 n. 405, p. 159 nn. 407-8-9, p. 161, n. 411.

  • Durata 00:32
  • Data Lunedì, 10 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Rosa Laguardia recita La questua della zingarella, poesia che le ragazze, vestite da zingarelle, recitavano a carnevale girando per le case con un cestino al braccio chiedendo doni gastronomici o piccoli regali.
    Ascolta un'altra esecuzione della stessa interprete.

  • Durata 00:49
  • Data Lunedì, 10 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Angelo Debono canta una serenata "tragica" dell'amante abbandonato o tradito ("duorme ca serenate non è pe tte").

  • Durata 01:32
  • Data Lunedì, 10 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: voce, Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Angelo Debono e Rosa Laguardia cantano una canzone di Giacomo Rondinella (autore L. Cioffi) del 1954.

  • Durata 00:50
  • Data Lunedì, 10 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: voce, Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Angelo canta una parte della canzone napoletana O zappatore di Libero Bovio (Napoli, 1883-1942).

  • Durata 01:23
  • Data Lunedì, 10 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Rosa Laguardia canta un tipico canto cumulativo in cui si enumerano tutti gli strumenti musicali, e i loro suoni, comprati alla fiera di Sant'Andrea. Nella raccolta anche l'interpretazione di Tattoli..

  • Durata 01:47
  • Data Sabato, 15 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Rosa Laguardia esegue una filastrocca. Bettuccia va alla masseria dove lavora la madre per portarle un po' di pane.

  • Durata 00:17
  • Data Sabato, 15 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Rosa Laguardia esegue una ninna nanna.

  • Durata 00:44
  • Data Sabato, 15 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Ninna nanna. Le tre strofe sono certamente tratte dal testo originale del Cantico di Natale di S. Alfonso Maria de' Liguori, noto anche con il suo primo verso "Quanne nascette Ninno a Betlemme". Ascolta anche la versione di Maria Tattoli Vasciaveo.
    Ecco le strofe corrispondenti, dal testo originale:

    Viene suonno da lo Cielo,
    viene e adduorme 'sso Nennillo;
    pe pietà, ca è peccerillo,
    viene suonno e non tarda'.
    Gioia bella de sto core,
    vorria suonno arreventare,
    doce, doce pe' te fare
    'ss'uocchíe bell'addormenta'.
    Ma si Tu p'esser'amato
    te sí fatto Bammeníello,
    sulo ammore è o sonnaríello
    che dormire te pò fa'.
    Ment'è chesto può fa nonna,
    pe Te st'arma è arza e bona.
    T'amo, t'a'... Uh sta canzona
    già t'ha fatto addobea'!
    T'amo Dio - Bello mio,
    t'amo Gioja, t'amo, t'a'...

  • Durata 01:39
  • Data Sabato, 15 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Rosa Laguardia canta la preghiera che si esegue nella festa della Madonna del Carmine.

  • Durata 01:39
  • Data Sabato, 15 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Rosa Laguardia canta la preghiera che si esegue durante il pellegrinaggio al santuario della Madonna Incoronata presso Foggia. Ascolta le versioni di Vigliotti, di Tattoli, e l'altra di Laguardia.

  • Durata 00:27
  • Data Sabato, 15 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Rosa Laguardia canta un canto narrativo accompagnata dall'anziana madre.

  • Durata 01:42
  • Data Sabato, 15 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce, madre di Rosa: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Il gruppo dei suonatori presenti all'incontro con Rosa Laguardia intepretano il canto precedente.

  • Durata 01:18
  • Data Sabato, 15 Novembre 1975
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Biagio Di Stasi (nato nel 1910): mandolino; Savino Di Bari (nato nel 1901) contadino, operaio: mandolino, banjo; Gaetano Lorusso (nato nel 1902) bracciante: chitarra; Pasquale Gisario fruttivendolo ambulante: chitarra
  • Autore Giovanni Rinaldi, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: Uè cumbare de san Giuann' 
    ti lu ggiure ma nen tjne lu 'ngann' 
    te spar' in bitte la battarei 

    Uè cumbare de san Zavoine 
    te lu ggiure e me diciste seine 
    j ti sccacche na stambeta ind'a lu cule 
    te rombe la fisina de li paparule 

    Uè cumbare de san Giuann' 
    te lu ggiure ma nen tjne lu 'ngann' 
    ti lu ggiure che l'amore de dDei 
    te spar' in bitt' la battarie 

    E' cumbare quanne te nne vè 
    uè cumbare quanne te nne vè
    uè cumbare quanne te nne vè 
    dumane alli giorno me ne andrò

    Ehi compare di San Giovanni/ te lo giuro senza inganno/ te lo giuro per l'amore di Dio/ ti sparo addosso la batteria [fuochi d'artificio]// Ehi compare di san Savino/ te lo giuro e mi dicesti sì/ io ti sferro un calcione nel sedere/ ti rompo il vaso dei peperoni// ... // Ehi compare quando te ne vai?!/ .../ .../ domani all'alba me ne andrò. 
    Canto satirico. Il comparaggio di San Giovanni costituisce una delle norme più strette di legame sovrafamiliare tra due persone.

    Stornelli satirici.

  • Durata 00:53
  • Data Domenica, 20 Giugno 1976
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Diffusissimo canto lirico narrativo. Il tema è sempre quello dell'appuntamento mancato, con notevoli riferimenti al Convegno notturno del Nigra. Il motivo è il medesimo: quello dell'amante intraprendente, cui la donna sfugge dandogli appuntamento a casa sua. La donna, quando lui si presenta lo schernisce ma ottiene in cambio la minaccia che non riuscirà a sfuggirgli un'altra volta. Ascolta altre versioni di Laguardia 055 e 057, di Barbarossa, di Diploma.

  • Durata 01:16
  • Data Domenica, 20 Giugno 1976
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Angelo canta una classica macchietta napoletana (autore Giuseppe Cioffi, 1940), interpretata tra gli altri da Nino Taranto.

  • Durata 01:46
  • Data Domenica, 20 Giugno 1976
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: Menènna menènn' 
    non te pegghiànn'u zzàppateur'
    e ttu sj la preime 
    ca te gàlze la matèine 
    te mitte la vesticella 
    passe bbèune la ciucciarella 
    mo ven'u marite da fèure 
    feve lass'e feve trèuve 
    se mène soup'u litt' 
    vocche sturt'e gamm'apirte 

    Bambina bambina/ non sposare un contadino/ sarai tu la prima/ ad alzarti la mattina/ metterai il vestitino/ metterai fuori la somarella/ quando verrà tuo marito dal lavoro/ fave lascia e fave trova/ si butterà sul letto/ con la bocca storta e le gambe aperte
    Cfr. Saverio La Sorsa, Tradizioni popolari pugliesi, Bari-Roma, Casa Ed. F. Casini e Figlio, 1934, vol. II, p. 229 n. 1754, p. 230 n. 1757.

    Filastrocca infantile. Ascolta l'altra esecuzione di Laguardia.

  • Durata 00:19
  • Data Domenica, 20 Giugno 1976
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: All'Amereca all'Amereca 
    e lu cafone che la sciammereca 
    e se l'artiste lu ssapeve 
    ij all'Amereca non gi eve 

    E la mugliere du 'mericane 
    sceva alla messe che ssette suttane 
    s'inginocchia e prega dDie 
    manne quatrine marite mie

    E li quatrine ca m'hai mannate 
    me l'aggie mangiate ch'o 'nnamurato 
    me l'aggie mangiate che bbona salute 
    manne quatrine chernute fettute. 

    In America in America/ il cafone con il frak/ e se sapevo [fare] l'artigiano/ in America non ci andavo// La moglie dell'americano [emigrato]/ andava a messa tutta coperta/ s'inginocchia e prega Dio/ manda quattrini marito mio// I denari che mi hai mandato/ me li sono spesi con l'innamorato/ me li sono spesi con buona salute/ manda quattrini cornuto fottuto. 
    Cfr. Saverio La Sorsa, Tradizioni popolari pugliesi, vol. II, p. 235 n. 1780; A. Virgilio Savona, Michele L. Straniero, Canti dell'emigrazione, Milano, Garzanti, 1976, p. 153.

    Canto sull'emigrazione di probabile origine campana. Ascolta l'altra versione della stessa esecutrice.

  • Durata 00:26
  • Data Domenica, 20 Giugno 1976
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: E la sere de san Giaccheine 
    e la sere de san Giaccheine 
    e ssende sende n'arruin' 

    Pasquale Quinte per nominate 
    la settema 'nvàmje se l'avì chiamate 

    E nu curtille ghj teneve 
    a gun' a gune v'accarugneve 
    e nu curtille ghj teneve 
    a tutt'e quatte v'accarugneve 

    E mo pass' nu carrettjre 
    e ferma ferma sta carrette 
    ferma ferma sta carrette 
    av'a salì nu gevenott' 
    vedime chi è stu gevenott'

    E quisse ghè Vecinze de Peule 
    u cape 'nfame dint'a Cergnoule 
    e quisse ghè Vecinze de Peule 
    u cape 'nfame dint'a Cergnoule 

    E mo s'u portane allu spudale 
    e cume nu 'nfame scillerate 
    e mo s'u portane allu spudale 
    e cume nu 'nfame scillerate 

    E mo se ne vèj allu pretoure 
    a uè Vecinze a uè Vecinze 
    uè Vecinz' a uè Vecinze 
    la caus' avante tu la vu fà

    E nonzignore signor pretoure 
    la cos'avante non la voglio fà 
    e se dDej me dè la veite 
    la nuvetà vu la sendeite 

    Vecinze de Peule tre meise uarute 
    Pasquale Quinte d'o carce' assute 
    e nu pugnale av'accattate 
    e quatte solete lu pagà 

    E sott'a Moccia u cumbrendai 
    e l'accumenz'a 'mbustià 
    e sott'a Moccia u cumbrendai 
    e l'accumenz'a zeppià 

    Mecheline Cundine s'e truate 
    e san Giuanne non l'ammazzà 
    che san Giuanne no l'ammazze 
    e quiss'e u sdegne ca me l'e luè

    Angelarò ben bu 
    luot'u sdegne Vicinze de Peule

    La sera di san Gioacchino/ s'e sentita una disgrazia// Pasquale Quinto così chiamato/ si procurava l'ennesima infamia// Io avevo un coltello/ e a uno a uno vi sistemavo/ io avevo un coltello/ tutti e quattro vi sistemavo'// Passa un carrettiere/ "ferma ferma il carretto/ ferma ferma il carretto/ deve salire un giovanotto"/ "vediamo chi è questo giovane"// Questo è Vincenzo Di Paola/ il capoinfame a Cerignola"// E ora se lo portano all'ospedale/ come un infame scellerato// Poi va in pretura/ "eh Vincenzo eh Vincenzo/ vuoi portar avanti la causa?"// "Nossignore signor pretore/ la causa non la voglio portare avanti/ se Dio mi dà la vita/ sentirete la novità"// Vincenzo di Paola dopo tre mesi è guarito/ Pasquale Quinto è uscito dal carcere/ un pugnale si era comprato/ quattro soldi l'aveva pagato// Sotto a Moccia lo incontrò/ e gli si piazzò davanti/ sotto a Moccia lo incontrò/ e incominciò a prenderlo in giro// Si trovò Michele Contino/ "per san Giovanni non ammazzarlo"/ "per san Giovanni non l'ammazzo/ questo è lo sdegno che mi sono tolto"// Angelarè ben bu/ Vincenzo di Paola si è tolto lo sdegno

    Canto narrativo su fatti di malavita locale. Veniva eseguito oltre che nelle osterie anche sul lavoro. Ascolta la versione di Debono.

  • Durata 02:37
  • Data Domenica, 20 Giugno 1976
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Preghiera rituale funebre in forma di filastrocca nonsense che si recitava invocando il nome delle persone care defunte, battendo una mazza sui mobili della casa.

  • Durata 01:24
  • Data Domenica, 20 Giugno 1976
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Grida eseguite durante i lavori della trebbiatura. Da collegare al brano successivo.

  • Durata 00:25
  • Data Domenica, 20 Giugno 1976
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: Curatele e curateloun' 
    la pagghi' o fatt' a sumeloune 
    uè l'ariaroule 
    a vuletè la pesatoure 

    Curatolo e curatolo/ la paglia si è staccata dai chicchi [del grano dopo la trebbiatura a strascico]/ ehi ariarolo [vai] a smuovere [lanciandolo in aria] il grano sparso sull'aia [così la paglia sarà portata lontano dal vento e a terra resteranno i chicchi]

    Grida eseguite durante i lavori della trebbiatura.

  • Durata 00:19
  • Data Domenica, 20 Giugno 1976
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto di osteria. Ascolta altre versioni di Laguardia/Debono, di Laguardia.

  • Durata 01:29
  • Data Domenica, 20 Giugno 1976
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce, Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: E 'na massaria nova 
    e 'na taverna scuffelate 
    stette n'ann' e dde nuttate 
    pe puterle cammarà 
    j da queie non me mouve 
    e se tu non me ddè ll'ove 
    zumb'e mmitte la cammise 
    damme ll'ove ca m'a premmise 
    e sendute ca tjne l'agnille 
    e datammille nu quartecille 
    c'u facime a spezzatille 
    e u reste s'u mange mammà. 

    Una masseria nuova/ e una taverna cadente/ stetti un anno e due notti/ per riuscire a mangiar carne/ io da qui non mi muovo/ se tu non mi dai le uova/ infilati presto la camicia/ dammi le uova che mi hai promesso/ ho saputo che hai l'agnello/ datemene un quarticello/ lo cuciniamo a spezzatino/ e il resto se lo mangia mamma
    Canto rituale che veniva eseguito in occasione della questua delle uova il Sabato Santo. Gruppi di braccianti, composti di quattro o cinque suonatori, giravano per le strade del paese e per le masserie nella campagna, fermandosi dinanzi agli ingressi delle abitazioni e chiedendo con le parole stesse del canto doni e uova dagli ascoltatori. Al termine del giro, nel giorno di Pasqua, si svolgeva una grande tavolata comune a base di carne, salsicce, vino e frittate. Ascolta altre versioni di Debono, di Mancini, di Diploma.
    Cfr. Maria Conte, Tradizioni popolari di Cerignola, pp. 272-273; Saverio La Sorsa, Canti popolari pugliesi che si recitano in occasione di grandi feste, in "Storia ed Arte", a. I, n. 6, nov-dic. 1929, pp. 110-118; Saverio La Sorsa, Tradizioni popolari pugliesi, vol. I, p. 153 n. 399, p. 158 n. 405, p. 159 nn. 407-8-9, p. 161, n. 411.

  • Durata 01:39
  • Data Domenica, 20 Giugno 1976
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce, Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto d'amore. Ascolta altre esecuzioni di Laguardia (025058), di Debono, di Laguardia/Debono.

  • Durata 00:57
  • Data Domenica, 20 Giugno 1976
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce, Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Recitativo rituale relativo alla questua che si svolgeva durante il carnevale. A svolgerla ragazze vestite da zingarelle. Ascolta un'altra esecuzione della stessa interprete.

  • Durata 00:23
  • Data Domenica, 20 Giugno 1976
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto di lavoro che si eseguivano in coro durante i lavori della trebbiatura (in mezz'all'aijr', nell'aia della masseria).
    Angelo Debono, la moglie Rosa Laguardia e la madre di Rosa cantano insieme. Ascolta la versione di Manzi.

  • Durata 02:01
  • Data Domenica, 20 Giugno 1976
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce, Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: Facce de craparella salvagg' 
    a fategà che stu patrune ghè nu dann' 
    fatj' assai e poco vole spenn' 
    la ggende cume ninde se ne vanne 

    Che vole venì a fategà ven'a Curnì(ta) 
    a fategà che stu patrune ghe nu dann' 
    fatj' assai e poco vole spenn' 
    la ggende cume ninde se ne vanne 

    Facce de craparella salvagg' 
    tena la casetta a la vj de Fogg' 
    quanda passaggjre passene tutt'allogg' 
    tjne la facc'e solde craparelle

    Faccia di capretta selvatica/ lavorare per questo padrone è un danno/ si lavora molto e poco vuole spendere/ la gente se ne va subito// Chi vuole lavorare venga a Curnita/ lavorare per questo padrone è un danno/ si lavora molto e poco vuole spendere/ la gente se ne va appena può// Faccia di capretta selvatica/ hai la casetta sulla via di Foggia/ tutti i passeggeri che passano li alloggi/ hai un sacco di soldi craparella
    Cfr. Saverio La Sorsa, Tradizioni popolari pugliesi, vol. III (1937), p. 98 n. 2357; Raffaele Nigro, Tradizioni e canti popolari lucani: il melfese, Bari-Melfi, Interventi Culturali/Arci-Uisp, 1976, p. 134 n. 199.

    Angelo Debono canta delle strofette in cui i braccianti invitavano gli altri lavoratori ad evitare le masserie di alcuni padroni, dove si lavorava male e si era maltrattati. Ascolta un'altra esecuzione dello stesso interprete.

  • Durata 01:04
  • Data Domenica, 20 Giugno 1976
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Rosa Laguardia canta, con la madre e il marito Angelo Debono, il canto devozionale che si eseguiva nel pellegrinaggio al santuario di San Gerardo Maiella (Basilicata). Ascolta l'altra esecuzione di Laguardia.

  • Durata 04:26
  • Data Domenica, 20 Giugno 1976
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce, Angelo Debono (nato nel 1910) bracciante: voce, madre di Rosa Laguardia: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Rosa Laguardia canta, con la madre, il canto devozionale che si eseguiva nel pellegrinaggio al santuario della Madonna di Ripalta (patrona di Cerignola). Ascolta l'altra esecuzione di Laguardia.

  • Durata 01:03
  • Data Domenica, 20 Giugno 1976
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Rosa Laguardia canta una ninna nanna.

  • Durata 00:57
  • Data Domenica, 20 Giugno 1976
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Rosa Laguardia canta un altro frammento della ninna nanna precedente.

  • Durata 00:13
  • Data Domenica, 20 Giugno 1976
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Rosa Laguardia canta un altro frammento della ninna nanna precedente.

  • Durata 00:08
  • Data Domenica, 20 Giugno 1976
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Rosa Laguardia canta un altro frammento della ninna nanna precedente.

  • Durata 00:32
  • Data Domenica, 20 Giugno 1976
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (nata nel 1909) casalinga: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    "Le fronne 'e limone derivate stilisticamente dai canti di mietitura, rappresentavano nel passato, un modo di comunicare tra chi stava in carcere e gli amici o parenti che sostavano fuori o di fuori alle mura di cinta. I contenuti sono i più svariati (amorosi, licenziosi, satirici, di vendetta ecc.) e sono frammisti con notizie da comunicare all'esterno", dal commento di Diego Carpitella al canto n. 10 del disco 1 in "Documenti dell'Archivio Etnico linguistico-Musicale", Roma, Discoteca di Stato, p. 17 del fascicolo allegato. Cfr. Roberto Leydi e Sandra Mantovani, Dizionario della musica popolare europea, Milano, Bompiani, 1970, pp. 240-241; in particolare per il secondo fronne 'e limone cfr. Raffaele Nigro, Tradizioni e canti popolari lucani: il melfese, Bari-Melfi, Interventi Culturali/Arci-Uisp, 1976, p. 115 n. 97. Sullo stesso motivo melodico ma con un diverso testo canta Carmelita Gadaleta nel suo Canti popolari di Puglia e Lucania, Albatros, 1974. 

    Fronn' e limone 
    a te ggiure davand'a dDie vaglione non t'abbandone 
    te ggiure davand'a dDie non t'abbandone 

    E sora sora 
    a stasere in gopp'o letto l'im'a ggiurà 
    stasera in gopp'o letto ram'a ggiurà 

    A bella bbella 
    a quante si bbella t'agge ggiurà 

    Addej addeie 
    a vaglione quanne me lasse non t'abbandone 

    Addej addeie 
    a tanda miglie lundane non ge vedime 

    Ecarceratille stasere 
    a tu famme nu segne di carta alle mane 

    A fronne d'agresta 
    a lu giuramende tu' si n'andate da la te(sta)

  • Durata 01:33
  • Data Venerdì, 15 Luglio 1977
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Lucia Barbarossa (nata nel 1904) bracciante: voce
  • Autore Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Lucia Barbarossa ricorda lo sfruttamento delle donne sul lavoro. I curatoli, responsabili delle masserie, approfittavano delle donne, anche di quelle con figli. Ricorda un episodio avvenuto nelle campagne, quando fu trovato sotto un cespuglio un neonato probabilmente partorito clandestinamente. La fatica dei lunghi trasferimenti per raggiungere le masserie. Lei faceva la caporale delle braccianti e le radunava per andare al lavoro. L'unico piatto a disposizione serviva a far mangiare l'intera famiglia.

  • Durata 04:10
  • Data Venerdì, 15 Luglio 1977
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Lucia Barbarossa (nata nel 1904) bracciante: voce
  • Autore Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: Nu jurne scipp' all'acqua 
    all'acqua 'la fundanella 
    stèvene tre giùvene bell' 
    a lavè li panne 

    E ghj me la capìpp' 
    a la cchiù bell' de tutte 
    'ngopp al mio cavall' 
    mi là purtippe

    Mo 'rriv' a la mità 
    la mitaio de la veie 
    damme nu bagge menènne 
    ca se no me fè murej

    Non ti lu pozze dè 
    ca se no me veite mamma 
    vjne dumàne mateina 
    quanne mamma non ge stè 

    O rruòte la matèine 
    e che tre iòre de matutèine 
    damme nu bagge menènne 
    ca se no me fè murej 

    E ghej ca steiche da ghjnde 
    e steiche cchiù secoure 
    tu ca stè de feure 
    guarde li meure

    Ieri andai all'acqua/ della fontanella/ c'erano tre giovani belle/ che lavavano i panni// Io mi scelsi/ la più bella di tutte/ e sul mio cavallo la portai// Arrivati a metà/ della strada/ "ragazza dammi un bacio/ se no mi fai morire" // "non te lo posso dare/ se no mi vede mamma/ vieni domani mattina/ quando mamma non c'è"// Arrivata la mattina/ alle tre di mattina "io che sto dentro/ sto più sicura/ tu che stai fuori/ guarda i muri"
    Registrata già nel 1954 a San Nicandro Garganico da Alan Lomax e Diego Carpitella (CNSMP, Raccolta n. 24B). Nella versione del 1954 è riproposta, a ricalco, da Carmelita Gadaleta in Canti popolari di Puglia e Lucania, Albatros, 1974. Canto diffuso anche in altre zone dell'Italia meridionale. Sul tema dell'incontro alla fontana e sul rapimento cfr. Saverio La Sorsa, Tradizioni popolari pugliesi, vol. I, pp. 167-168 n. 435, p. 253 n. 769; sul tema del convegno notturno Costantino Nigra, Canti popolari del Piemonte, pp. 456-460 n. 76; Canti popolari di S. Marco in Lamis, a cura di Raffaele Cera, San Marco in Lamis, Quaderni del Sud, 1979, pp. 42-44.

    Canto lirico narrativo molto diffuso. Il tema è quello dell'appuntamento mancato, con notevoli riferimenti al Convegno notturno del Nigra. Il motivo è il medesimo: quello dell'amante intraprendente, cui la donna sfugge dandogli appuntamento a casa sua. La donna, quando egli si presenta lo deride ma ottiene in cambio la minaccia che non riuscirà a sfuggirgli un'altra volta. Ascolta altre versioni di Laguardia 055057 e 079, di Diploma.

  • Durata 01:34
  • Data Venerdì, 15 Luglio 1977
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Lucia Barbarossa (nata nel 1904) bracciante: voce
  • Autore Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: Di quindic'anno mi hanno renghiuso 
    sul pagliariccio a farma ripusà 
    è nu dilitto di peno d'infamo 
    di ammazzaro la propria mia spo' 

    Da ricoluso mi hanno vestito 
    una matricolo ch'addossa al mio pe' 
    una matricolo ch'addossa al mio petto 
    addivederci al mondo fenito per me 
    io ho una matricolo ch'addossa al mio petto 
    addivederci o mammo fenito per me 

    Io maledico quell'infamo destina 
    cosi l'amora così comincià 
    a me ni dero di peno d'infamo 
    da ricoluso mi hanno a ppresentà 

    Da ricoluso mi hanno vestito 
    da delinquento mi hann'accusà
    da delinquento mi hann'accusato 
    all'ericasto mi hanno condannà 

    Ho scritto una lettero ai miei genitoro 
    facite prighiero davand'alla mia spo' 
    facite prighiero davand'alla mia sposa 
    chissà dal cielo mi vien'a perdonà 

    Una notto che in sogno a me vieno 
    mi sente di strapparo nel cuoro del mio pe' 
    mia sposo che in sogno mi vieno 
    la volevo de perdonà 
    si mi hai strappata nel cuore al mio petto 
    ma la voleva ne perdonà 

    ricoluso/ recluso; ericasto/ ergastolo

    Canto narrativo che racconta di un fatto delittuoso locale nato da un rapporto d'amore tra due giovani. Il giovane per gelosia uccide la sua sposa e, dopo essere stato condannato all'ergastolo, in prigione si pente e si dispera per l'omicidio commesso.

    Lucia Barbarossa canta una canzone narrativa che dice composta a Cerignola su un fatto realmente accaduto.

  • Durata 02:50
  • Data Venerdì, 15 Luglio 1977
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Lucia Barbarossa (nata nel 1904) bracciante: voce
  • Autore Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Lucia Barbarossa canta un canto narrativo. Strofe da collegare al brano precedente.

  • Durata 00:36
  • Data Venerdì, 15 Luglio 1977
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Lucia Barbarossa (nata nel 1904) bracciante: voce
  • Autore Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Lucia Barbarossa spiega la canzone narrativa (ascolta brani 103 e 104), raccontando poi che è stata composta da lei con altre donne durante i lavori in campagna, per far conoscere a tutti il fatto accaduto.

  • Durata 01:29
  • Data Venerdì, 15 Luglio 1977
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Lucia Barbarossa (nata nel 1904) bracciante: voce
  • Autore Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Lucia Barbarossa canta una canzone narrativa in cui si racconta di una ragazza morente che chiede di vedere il suo amato per l'ultima volta.

    Papà mi sento malo 
    mi sento da morira 
    vorrei veder Peppino 
    lo voglio salutà

    Peppino va in cambera 
    col bianco fazzoletto 
    s'e mis'a fiangh'al letto 
    s'e mis'a lagrimà

    non lagrimar Peppino 
    l'amoro vai cercando 
    l'amoro vai cercando 
    lo trovera' più bell' 

    sopra alla mia tomba 
    mettete un vel'a nero 
    ma di vederc' mio bello 
    non ci vediamo più

    sopra alla mia tomba 
    mettete un vel'a biango 
    ma di vederc' papaio 
    non ci vediamo più

    sopra alla mia tombo 
    mettete un fiore rosso 
    ma di vederci al mondo 
    non ci vediamo più

    addio costoto bello 
    del camposanto 
    e aprir mo quella tomba 
    aqquann' abbac' la mia ninnello 
    la se c'è lì ancor 

    'ddio costoto bclla 
    la gapremi questa tomba 
    quando bacio la mia ninnella 
    la se c'è li ancor 

    ucchi 'a negletta meia 
    mi guard'e non la vede 
    c'hai l'occhiero dell'amora 
    c'hai l'occhiero dell'amora 
    che mi fa segno ancor' 

    prenda un fazzoletto 
    me lo tengerà di nera 
    che 'ntutt' che mi domande 
    il lutto della propria amand' 

    mi prenda un pugnalo 
    che il cuoro mi traversa 
    il sangue che mi versa 
    fermerai una schertura 
    ch'è morta la mia ninnell' 

    che il sanguo che mi ghesso 
    fermerai una schirtura 
    chiunque pass'e leggio 
    che questa è la mia sventu' 

    chidun' chi pass'e leggia 
    leggio la mia sventura 
    che legge la mia sventura 
    ch'e morto nianco ier' .

    cambera / camera - papaio / padre - costoto / custode - occhiero / occhi - fermerai una schertura / farò una scrittura. 
    La versione fornita da Lucia Barbarossa corrisponde in parte al noto tema narrativo dell'amata morta. Di questo canto esistono due tipi principali di versioni: in quello più antico (diffuso in Piemonte e in Emilia) l'amante (fidanzato o sposo) che spesso si identifica con un soldato, viene avvertito da un ucello che la fidanzata è malata. Vicino al paese sente suonare le campane a morto. In alcune versioni l'amante va a casa e domanda della fidanzata: gli dicono che è stata portata a seppellire. In altre va incontro al corteo funebre e chiede che si posi la bara. Riscontriamo inoltre il motivo del dialogo con la morta e la richiesta di darle un bacio. Nel secondo tipo manca il dialogo e alcune versioni si concludono con il suicidio. In altre parti il canto presenta alcune similitudini con Fenesta ca lucive. D'altra parte la contaminazione tra le due versioni corrisponde ad una tendenza poetica collettiva frequentemente riscontrabile in questo tipo di canti. Vedi in particolare GIOVANNI B. BRONZINI, La canzone epico-lirica nell'Italia Centromeridionale, Roma, Signorelli, 1956, vol. I, p. 429-454; cfr. COSTANTINO NIGRA, Canti popolari del Piemonte, cit., p. 136-141 (la sposa morta).

  • Durata 03:24
  • Data Venerdì, 15 Luglio 1977
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Lucia Barbarossa (nata nel 1904) bracciante: voce
  • Autore Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Lucia Barbarossa spiega la precedente canzone narrativa (ascolta brano 106) aggiungendo che le risulta essere stata composta a Cerignola su fatti realmente accaduti.

  • Durata 00:40
  • Data Venerdì, 15 Luglio 1977
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Lucia Barbarossa (nata nel 1904) bracciante: voce
  • Autore Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: Un giovano' che ghere di Potignano 
    la museca che sonavone d'amora 
    sendeva di sonare e si n'andava 
    ero Malareggino che festeggiava. 
    Il chiando che faceva la sua sorello 
    che vi' stat'ammazzato al suo fratello 

    Sendiva di sonare e si n'andava 
    era Malareggino che festiggiava. 
    E mo si mette in viaggi patre e matro 
    e ianco le sui sorelle e suoi cuggino 
    sendiva di sonare e si n'andava 
    era Malareggino che festiggiavo</e

    Lucia Barbarossa canta un canto narrativo che racconta di un giovane di Putignano, morto ammazzato.

  • Durata 02:06
  • Data Martedì, 19 Luglio 1977
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Lucia Barbarossa (nata nel 1904) bracciante: voce
  • Autore Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Lucia Barbarossa racconta la sua partecipazione a un funerale in cui furono ingaggiate decine di lamentatrici per piangere una donna morta, uccisa in Francia dal marito. Ricorda che usarono i limoni, spruzzandone il succo sugli occhi, per piangere più copiosamente. Per un'ora di lavoro 2.000 lire (per una bracciante era un regalo fuori dal comune).

  • Durata 00:56
  • Data Venerdì, 15 Luglio 1977
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Lucia Barbarossa (nata nel 1904) bracciante: voce
  • Autore Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Lucia Barbarossa canta gli stornelli, variante dei fronn'e limone.

    "Le fronne 'e limone derivate stilisticamente dai canti di mietitura, rappresentavano nel passato, un modo di comunicare tra chi stava in carcere e gli amici o parenti che sostavano fuori o di fuori alle mura di cinta. I contenuti sono i più svariati (amorosi, licenziosi, satirici, di vendetta ecc.) e sono frammisti con notizie da comunicare all'esterno", dal commento di Diego Carpitella al canto n. 10 del disco 1 in "Documenti dell'Archivio Etnico linguistico-Musicale", Roma, Discoteca di Stato, p. 17 del fascicolo allegato. Cfr. Roberto Leydi e Sandra Mantovani, Dizionario della musica popolare europea, Milano, Bompiani, 1970, pp. 240-241; in particolare per il secondo fronne 'e limone cfr. Raffaele Nigro, Tradizioni e canti popolari lucani: il melfese, Bari-Melfi, Interventi Culturali/Arci-Uisp, 1976, p. 115 n. 97. Sullo stesso motivo melodico ma con un diverso testo canta Carmelita Gadaleta nel suo Canti popolari di Puglia e Lucania, Albatros, 1974.

  • Durata 02:03
  • Data Venerdì, 15 Luglio 1977
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Lucia Barbarossa (nata nel 1904) bracciante: voce
  • Autore Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Lucia Barbarossa canta un’altra sequenza di stornelli, varianti dei fronn'e limone.


    "Le fronne' limone derivate stilisticamente dai canti di mietitura, rappresentavano nel passato, un modo di comunicare tra chi stava in carcere e gli amici o parenti che sostavano fuori o di fuori alle mura di cinta. I contenuti sono i più svariati (amorosi, licenziosi, satirici, di vendetta ecc.) e sono frammisti con notizie da comunicare all'esterno", dal commento di Diego Carpitella al canto n. 10 del disco 1 in Documenti dell'Archivio Etnico linguistico-Musicale, Roma, Discoteca di Stato, p. 17 del fascicolo allegato. Cfr. Dizionario della musica popolare europea di Roberto Leydi e Sandra Mantovani, Milano, Bompiani, 1970, p. 240-241; cfr. Raffaele Nigro, Tradizioni e canti popolari lucani: il melfese, cit., p. 115 n. 97. Sullo stesso motivo melodico ma con un diverso testo canta Carmelita Gadaleta nel suo Canti popolari di Puglia e Lucania, Albatros, 1974.

  • Durata 01:43
  • Data Venerdì, 15 Luglio 1977
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Lucia Barbarossa (nata nel 1904) bracciante: voce
  • Autore Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: Ma sende de tuzzelà ret'o portona 
    je sende tuzzelà ret'o portona 
    j so' ze moneche sande e latetruppelariolà 
    je so' ze moneche sando di la cerca 

    Se vuje la lemosene e tteu vattinna 
    se Mlje la lemosene e tteu vattinna 
    ca tenghe la mia figlia e latetruppelariolà
    ca tenghe la mia figlia sul lett'ammalato 

    Se ste maloite e falle cumbesseie 
    se ste malete e falla cumbesseie 
    so' cumbessore gheie e latetruppelariolà 
    so' cumbessore e ghej te la cumbesse 

    Chiudete sti fenestre e sti balcouna 
    chiudete sti fenestre e sti balcouna 
    ca meue accummenze e latetruppelariolà 
    ca moue accummenze la cumbessiona 

    La figlia saup'o lett' la mamma casa case 
    la mamma casa case sceve chiangenna 
    la figlia soup'o lett' e latetruppelariolà
    la figlie soup'o lett' a cumbessare 

    Aprite sti fenestre e sti balcouna 
    aprite sti fenestre e sti balcouna 
    ca meue s'e fenoute e latetruppelariolà
    ca meue s'e fenoute la cumbessiona 

    Ma ghj non era moneche e manghe prevete 
    ma ghej non era moneche e manghe prevete 
    j so' Ciccille suj e latetruppelariolà
    je so' Ciccille sue me l'agghie baciata

    Sento bussare al portone "io sono zio monaco santo della cerca"// "Se vuoi l'elemosina [prendi] e vattene/ che ho mia figlia nel letto ammalata"// "Se è malata falla confessare/ sono confessore e te la confesso io"// "Chiudete queste finestre e questi balconi/ che ora comincia la confessione"// La figlia sul letto e la mamma per la casa/ la mamma per la casa piangeva/ la figlia sul letto a confessare// "aprite queste finestre e questi balconi/ che ora è finita la confessione"// ma io non ero monaco e neanche prete/ io sono il suo Ciccillo e l'ho baciata
    Canto narrativo diffuso in tutta Italia. Il motivo del travestimento religioso che costituisce il perno di questo canto conosciuto come L'amante confessore o Il finto monaco non ha riscontro in altri paesi. Anche qui un giovane innamorato travestito da frate cappuccino va a bussare alla casa della sua ragazza, col pretesto dell'elemosina; e poichè è malata induce la mamma a farla confessare. E così a porte chiuse si svolge "la confessione". In origine probabile farsa carnevalesca a scopo di questua. Cfr. Maria Conte, Tradizioni popolari di Cerignola, pp. 253-254; Saverio La Sorsa, Tradizioni popolari pugliesi, vol. I, p. 176 n. 457, pp. 182-183 n. 480; C. Nigra, Canti popolari del Piemonte, pp. 534-535 n. 97; Giovanni B. Bronzini, La canzone epico-lirica nell'Italia centromeridionale, vol. I, p. 43 e vol. II, p. 139; Alfredo Giovane, Canzoni epico-liriche raccolte a Bari, pp. 22-23; Anna Maria Ungaro, Ricerche sul folklore musicale pugliese, pp. 321-322; R. Leydi, B. Pianta (a cura di), Brescia e il suo territorio, Milano, Silvana Editoriale d'Arte, 1976, pp. 355-356 n. 39 in "Mondo popolare in Lombardia" (dalla collezione di G. Bignami).

    Lucia Barbarossa canta un canto narrativo, secondo la tradizione de "il frate confessore".

  • Durata 02:37
  • Data Venerdì, 15 Luglio 1977
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Lucia Barbarossa (nata nel 1904) bracciante: voce
  • Autore Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: Sende tuzzelà ret'o portona 
    so' capura' de Frange 
    so' capura' de Frange 
    e bella me' vinem'ad aprej 

    Che non ti poss' aprire 
    il mio marite è mort'in guerra 

    So' capura' di Frange 
    so' capural di Frange 
    e bella mej vinem'ad aprej 

    Se mena da lu lette 
    e vè in camic'e va ad aprire 

    Che na maine a lu ferrett' 
    che na maine a lu ferrett' 
    e l'outa mane ti braccio a te 

    Vedende il suo marito 
    tutta chinfousa rumaneie 

    Ma s'inginocchia a terr' 
    e fissa l'occhie a terra 
    lu perdona li cercò 

    Bella mia me fe mureie 
    io non perdono più donne 
    bella mia me fe mureie 
    si sfudera la sciabele 
    si sfudera la sciabele 
    e ca la testa li tagliò 

    Je aveve veneute Peppeine 
    av'ammazzete a Concetteina 
    tu fugge l'assasseine 
    tu fugge l'assasseine 
    ev'ammazzait'a Concetteine

    Numerosissima la serie di canzoni sul tema dell'adulterio, in cui la moglie crede di parlare con l'amante e invece parla con il marito; la sua provata infedeltà viene punita con la morte. Canto narrativo di origine francese e dal Piemonte diffuso in Italia. Versione de La canzone di Bernardo o Il marito giustiziere. Cfr. Costantino Nigra, Canti popolari del Piemonte, pp. 203-209 n. 29, pp. 210-215 n. 30; Giovanni B. Bronzini, La canzone epico-lirica nell'ltalia centromeridionale, vol. I, p. 41 e vol. II (1959), p. 227; Alfredo Giovine, Canzoni epico-liriche raccolte a Bari, Bari, Biblioteca dell'Archivio delle Tradizioni Popolari Baresi, 1967, p. 15; Anna Maria Ungaro, Ricerche sul folklore musicale pugliese, pp. 316-317.

    Lucia Barbarossa canta il canto narrativo Il caporal di Francia.

  • Durata 02:06
  • Data Venerdì, 15 Luglio 1977
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Lucia Barbarossa (nata nel 1904) bracciante: voce
  • Autore Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Lucia Barbarossa spiega il canto narrativo precedente.

  • Durata 00:38
  • Data Venerdì, 15 Luglio 1977
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Lucia Barbarossa (nata nel 1904) bracciante: voce
  • Autore Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Lucia Barbarossa canta la canzone napoletana I' mm'arricordo 'e te (G. De Curtis-E. De Curtis, 1911).

  • Durata 00:34
  • Data Venerdì, 15 Luglio 1977
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Lucia Barbarossa (nata nel 1904) bracciante: voce
  • Autore Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: La mamma de Lucietta era gilosa 
    nen la mannave mai e latretuppelariolà 
    non la mannave meie a l’acqua sola 

    Un giorno per disgrazia andò al molino 
    trovà lo munivaro e latretuppelariolà 
    trovà lo munivaro che dormiva 

    Tu svegliti monivare da lu sogna 
    venuta Lucietta e lariotuppelariolà 
    venuta Giulietta a macinaje 

    Tu già ca sei venute una volta solo 
    ti la faraggi fine e latretuppelariolà 
    ti la faraggi fino la farina 

    E mendro macinavo pe' la rota 
    la mana su lli pette e latretuppe le poggiò 
    le mana su lli pett' se l'appuggievo 

    Sta fermo monivaro per le mano 
    ci tengo sei fratell' e latretuppelariolà 
    ci tengo sei fratello che ti ammazzo 

    Ma io non pij' pagure de li sei o di setta 
    la mia pistulella e lariolittelariolà 
    la mia pistulello caricato 

    La tenghi caricate pallini doro 
    te la sparo in pitt'a tteie e lariolettelariolà 
    te la sparo in pitt'a tte chi mora mora 

    tu già ca monivaro tu stai sicuro 
    io acconz'u pagliaricc' e lariolittelariolà 
    accunz'u pagliaricc' a ripusaje

    munivaro/ molinaio; ti la faraggi/ te la farò; pagure/ paura; acconz'/ preparo
    Cfr. Saverio La Sorsa, Tradizioni popolari pugliesi, vol. II, p. 23 n. 999; Anna Maria Ungaro, Ricerche sul folklore musicale pugliese, pp. 323-324; Giuseppe Vettori (a cura di), Canti popolari italiani, pp. 264 e 363; Canti popolari di S. Marco in Lamis, pp. 56-57.

    Canto lirico narrativo, a contrasto, conosciuto come Il molinaio. Ascolta il frammento cantato da Laguardia.

  • Durata 02:02
  • Data Venerdì, 15 Luglio 1977
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Lucia Barbarossa (nata nel 1904) bracciante: voce
  • Autore Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Lucia Barbarossa racconta come ha imparato tante canzoni e il contesto in cui venivano cantate. Parla del suo primo matrimonio con un "malandrino". Poi si sposò col secondo, che è stato in carcere otto anni, lasciandola in seguito ad una malattia, vedova con cinque figli. Lavora ancora, alla raccolta dei carciofi, e poi ricorda tutti i lavori fatti in giovinezza. Ricorda i caporali e le loro provocazioni nei confronti delle donne. Si lavorava dall'alba al tramonto e al calar del sole, al termine del lavoro, erano obbligate a dire il rosario. Le condizioni igieniche precarie, il cibo poverissimo. Ha lavorato come tabacchina per ventiquattro anni, poi a raccogliere le pesche, a tagliare l'uva, poi a vendere l'acqua in paese. "Il mondo di prima era malamente assai". I figli giravano scalzi, seminudi, non si mangiava mai carne. Nelle feste importanti si buttava del grasso sul fuoco per far credere ai vicini che si era cucinato, quando non c'era nemmeno il pane. Al lavoro spesso si beveva l'acqua dalle cunette. In casa la promiscuità di più famiglie che coabitavano, figli e genitori nello stesso letto, e poi cimici, pidocchi. I figli piccoli, rimasti soli, mentre lei lavorava in campagna, venivano accuditi da vicini che davano loro qualcosa da mangiare.

  • Durata 06:51
  • Data Venerdì, 15 Luglio 1977
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Lucia Barbarossa (nata nel 1904) bracciante: voce
  • Autore Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Giuseppe Diploma canta un canto d'amore ironico e provocatorio.

  • Durata 02:01
  • Data Venerdì, 19 Maggio 1978
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Diploma (nato nel 1906) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: U preisce de la mamm' quann' l'annuss' 
    teneve u bbecche lunghe la cape ross' 
    che prisce lu mettj 'nd'a la caggioule 
    e ddè passev'u timb'e se chenzola 

    Mamma mamme che gran deloure 
    se n'o fesciute la vucilla tradetoure 
    o rutt'u fenestridd'a la caggioule 
    e mo non ge ste cchiù che me chenzola

    La gioia della mamma quando lo portò/ aveva il becco lungo e la testa rossa/ con piacere lo mise nella gabbia/ e lì passava il tempo e si consola// Mamma mamma che gran dolore/ se n'è scappato l'uccello traditore/ ha rotto la finestrella della gabbia/ e ora non c'è più a consolarmi

    Canto lirico con metafore e riferimenti sessuali.

  • Durata 00:36
  • Data Venerdì, 19 Maggio 1978
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Diploma (nato nel 1906) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Giuseppe Diploma canta un canto lirico narrativo su un contrasto d'amore finito tragicamente.

  • Durata 00:42
  • Data Venerdì, 19 Maggio 1978
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Diploma (nato nel 1906) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Giuseppe Diploma canta un canto lirico narrativo sull'abbandono della donna amata.

  • Durata 00:36
  • Data Venerdì, 19 Maggio 1978
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Diploma (nato nel 1906) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Giuseppe Diploma canta la sua variante del canto lirico narrativo noto come La fontanella. Il tema è sempre quello dell'appuntamento mancato, con notevoli riferimenti al Convegno notturno del Nigra. I motivi sono gli stessi: quello dell'amante intraprendente, cui la donna sfugge dandogli appuntamento a casa sua. La donna quando si presenta lo schernisce ma ottiene in cambio la minaccia che non riuscirà a sfuggirgli un'altra volta. Ascolta altre versioni di Laguardia 055057 e 079, di Barbarossa.

  • Durata 01:02
  • Data Venerdì, 19 Maggio 1978
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Diploma (nato nel 1906) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Giuseppe Diploma intona un canto che le donne eseguivano sul lavoro. Sembra essere quasi una lezione di sottomissione all'uomo che la mamma impartisce alla figlia che le chiede come comportarsi all'arrivo del suo amante.

  • Durata 00:50
  • Data Venerdì, 19 Maggio 1978
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Diploma (nato nel 1906) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: Mamma mo moure mo moure mo moure 
    vurrìj na couse ch'all'urte ce stè 

    Ma che vuriss' l'anzalatell' 
    mo scioim' all'urt e la scioim'a pigghiè 
    ma che vuriss' l'anzalatell 
    mo sceim' all'urt' e la sceim'a pigghiè 

    Che brutta mamm' ca tenghe ghej 
    no la capisce la malatej 

    Mamma j mo moure j mo moure j mo moure 
    vurrìj na couse ch'all'urte ce stè 
    ma che vurriss' u cetrulill' 
    mo sceim' all'urt' e lu sceim'a pigghiè 

    Che brutta mamm' ca tenghe ghej 
    no la capeisce la malatej 

    Mamma j mo moure j mo moure j mo moure 
    vurrj la couse ch'all'urte ce stè 
    ma che vurriss' u l'urtuloine 
    mo sceime all'urt e lu sceim'a pigghiè 

    Che bella mamm' ca tenghe ghej 
    mo l'o capeite la malatej 

    Mamma sto morendo/ vorrei una cosa che è nell'orto/ cosa vuoi, l'insalata?/ ora andiamo nell'orto e l'andiamo a raccogliere// Che brutta mamma che ho/ non capisce la malattia// .../ cosa vuoi, un cetriolo?/ ora andiamo nell'orto e l'andiamo a raccogliere// .../ cosa vuoi, l'ortolano?/ ora andiamo nell'orto e l'andiamo a prendere// Che bella mamma che ho/ ora ha capito la malattia.. 
    Contrasto tra madre e figlia diffuso in tutta Italia. Cfr. Saverio La Sorsa, Tradizioni popolari pugliesi, vol. I (1933), pp. 173-174 n. 452, vol. II, pp. 504-506 n. 88; Giuseppe Cocchiara, Le origini della poesia popolare, Torino, Boringhieri, 1966, pp. 159-163; Anna Maria Ungaro, Ricerche sul folklore musicale pugliese, in "Rivista Italiana di Musicologia", vol. VIII, 1973, n. 2, pp. 324-325; Giuseppe Vettori, (a cura di), Canti popolari italiani, pp. 134-135, 311; Raffaele Nigro, Tradizioni e canti popolari lucani: il melfese, p. 359 n. 8.

    Giuseppe Diploma canta il diffusissimo canto lirico narrativo noto col titolo L'ortolano (e I prodotti dell'orto). Nota anche la versione del Marinaio e dei pesci.

  • Durata 01:39
  • Data Venerdì, 19 Maggio 1978
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Diploma (nato nel 1906) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Giuseppe Diploma canta delle strofette composte durante la Prima guerra mondiale. In chiusura una strofa, apparentemente fuori luogo, dedicata a una bella ragazza che si mostrava al balcone.

  • Durata 01:02
  • Data Venerdì, 19 Maggio 1978
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Diploma (nato nel 1906) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: U vì u vì u vì mo se ne veine 
    che la vesazza 'ngudd'e senza peine 
    quand'e bbelle quanne mamete non ce steie 
    tutt'e ddu l'amor m'a fè 

    Ij vogghie tanda ben'a la seroca mej 
    cu nu mazz' de lumeine rappicciasse veive 
    quand'e bbell'u prjm'amoure 
    u second'e cchiù bbell'angoure 

    Mannaggia a chi t'è mmurte vu ghess'acceise 
    a rott' li lenzole pe farte li ccammeise 
    quand'e belle quanne mamete non ce stej 
    tutt' e ddu l'amor' m'a fè 

    Vedi vedi vedi che se ne arriva/ con la bisaccia al collo e senza preoccupazioni/ com'è bello quando mamma non c'è/ noi due possiamo fare all'amore// Io voglio tanto bene a mia suocera/ con un mazzo di fiammiferi la brucerei viva/ com'è bello il primo amore/ il secondo è più bello ancora// Maledetti i tuoi defunti, tu possa crepare/ hai strappato le lenzuola per farti le camicie/ ... 
    Stornelli diffusi su tutta l'area pugliese. Spesso adatti anche a motivi politici sociali e di lavoro. Cfr. Giuseppe Vettori (a cura di), Canti popolari italiani, Roma, Newton Compton, 1974, pp. 132-133, 310-311; Glauco Sanga, (a cura di) Il linguaggio del canto popolare, [serie "La comunicazione orale e scritta"], Milano-Firenze, ME/DI Sviluppo-Giunti/Marzocco, sd., (1979) p. 52.

    Giuseppe Diploma canta la sua versione di Abbasce a la marina. Ascolta la versione di Debono.

  • Durata 00:54
  • Data Venerdì, 19 Maggio 1978
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Diploma (nato nel 1906) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: Madaleine non gi scenne o camb' 
    non te la guadagne la trecindecinguande 
    tonna tonn' la reggeina musechell' 
    quande pareve bbelle Madaleine o guardieine 

    Madaleine non gi scenne o camb' 
    non te la guadagne la trecindecinguande 
    tonna tonn' cum'a tteie non ge ne stonn' 
    madonn' cum'am'a fe doup'u raccolt' am'a spusè 

    Maddalena non andare in campagna/ non te le guadagni le trecentocinquanta [lire]/ tonda tonda la regina musichella/ quanto pareva bella Maddalena al guardiano// ... / tonda tonda come te non ce ne sono/ madonna come faremo, dopo il raccolto ci sposeremo

    Giuseppe Diploma canta delle strofette che si cantavano sul lavoro, in cui si prendono in giro delle donne alle quali si consiglia di non rovinare la loro bellezza lavorando in campagna. L'amato dice all'amata di riguardarsi in attesa del loro matrimonio dopo il raccolto.

  • Durata 00:49
  • Data Venerdì, 19 Maggio 1978
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Diploma (nato nel 1906) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Giuseppe Diploma canta delle strofette giocate sul doppiosenso sessuale.

  • Durata 00:37
  • Data Venerdì, 19 Maggio 1978
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Diploma (nato nel 1906) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Giuseppe Diploma canta la notissima canzonetta napoletana 'A cammesella(musica: Francesco Melber–testo: Luigi Stellato, 1875).

  • Durata 01:11
  • Data Venerdì, 19 Maggio 1978
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Diploma (nato nel 1906) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: Rousa Rouse 
    non facenn' la pundignouse 
    pe nu colpe m'a fe zumbej 
    u filetour'a la gazzoule 

    Anna gAnn' 
    u sorge gamma gamm' 
    arreive sousa souse 
    se voule 'nbezzej 'nd'o pertouse 

    A cumà Marej 
    non la pigghiann' dura dure 
    i scarpe s'ann' rott' 
    e l'im'a fall' la solatoure 

    Anema mosce 
    che cavadde pacce 
    o rutt'u capezzoune 
    e cume corr'a cap'abbasce 

    Anna gAnn' 
    e sjme cummare de san Giuann' 
    e se me me dej a figghie
    da cummare ti chieime mamm' 

    U mare pundille pundill' 
    a cuma gAnn' e murt' u vouve 
    se me dè nu poch' u quill' 
    e ti lu deich' u quidd' du vouve 

    Rousa Rouse 
    non facenne la pundignouse 
    che na botte m'a fe zumbeie 
    u feletour'a la gazzoule 

    Rosa Rosa/ non fare la preziosa/ con una botta mi devi far saltare/ il tappo al recipiente// Anna Anna/ il topo svelto svelto/ arriva su in alto/ vuol infilarsi nel buco// Ehi comare Maria/ non la prendere così/ le scarpe si sono rotte/ e dobbiamo risuolarle// Anima molle/ che cavallo pazzo/ ha rotto le briglie/ e corre a rotta di collo// Anna Anna/ siamo comari di san Giovanni/ se mi dai tuo figlio/ da comare ti chiamerò mamma// Il mare luccicante/ ah comare Anna è morto il bue/ se mi dai un po' quello/ io ti dò quello del bue/ ...

    Giuseppe Diploma canta le strofette d'improvvisazione, eseguite durante i lavori agricoli, che chiudevano spesso i canti più formalizzati. Evidenti le tante allusioni sessuali. Sul Gargano sono conosciuti come strapulette e si eseguono con il ritmo della tarantella. Ripresi anche da Matteo Salvatore nella sua Il venditore ambulante.

  • Durata 01:06
  • Data Venerdì, 19 Maggio 1978
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Diploma (nato nel 1906) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Giuseppe Diploma canta una ninna nanna.

  • Durata 01:41
  • Data Venerdì, 19 Maggio 1978
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Diploma (nato nel 1906) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Giuseppe Diploma canta la questua delle uova che si svolgeva il Sabato Santo, itinerante per il paese e per le masserie. Ascolta altre versioni di Debono 065  088, di Mancini.

  • Durata 00:52
  • Data Venerdì, 19 Maggio 1978
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Diploma (nato nel 1906) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    "Le fronne 'e limone derivate stilisticamente dai canti di mietitura, rappresentavano nel passato, un modo di comunicare tra chi stava in carcere e gli amici o parenti che sostavano fuori o di fuori alle mura di cinta. I contenuti sono i più svariati (amorosi, licenziosi, satirici, di vendetta ecc.) e sono frammisti con notizie da comunicare all'esterno", dal commento di Diego Carpitella al canto n. 10 del disco 1 in "Documenti dell'Archivio Etnico linguistico-Musicale", Roma, Discoteca di Stato, p. 17 del fascicolo allegato. Cfr. Roberto Leydi e Sandra Mantovani, Dizionario della musica popolare europea, Milano, Bompiani, 1970, pp. 240-241; in particolare per il secondo fronne 'e limone cfr. Raffaele Nigro, Tradizioni e canti popolari lucani: il melfese, Bari-Melfi, Interventi Culturali/Arci-Uisp, 1976, p. 115 n. 97. Sullo stesso motivo melodico ma con un diverso testo canta Carmelita Gadaleta nel suo Canti popolari di Puglia e Lucania, Albatros, 1974.

  • Durata 01:21
  • Data Venerdì, 19 Maggio 1978
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Diploma (nato nel 1906) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: 
    Addej mareite mej 
    a l'Amereche te ne vu scej 
    se tu vu fateghè 
    Mereche è quej e mMereche è ddè 

    U sineche cchiù purche 
    i dett'u passapurte 
    la mamma cchiù cundende 
    ca li dett' l'accunsende 

    Addej mareite mej 
    a l'Amereche te ne vu scej 
    se tu vu fateghè 
    Mereche è quej e mMereche è ddè.

    Addio marito mio/ te ne vuoi andare in America/ se vuoi lavorare/ America è qua America è là// Il sindaco più porco/ gli ha dato il passaporto/ la mamma più contenta/ che gli ha dato il permesso// ... 
    Cfr. Saverio La Sorsa, Tradizioni popolari pugliesi, vol. II, pp. 228-229 n. 1752.

    Canto sull'emigrazione.

  • Durata 00:28
  • Data Venerdì, 19 Maggio 1978
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Diploma (nato nel 1906) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: 
    Giovanotti canteme tutte 
    nu vuljme la libbertà 
    evviva i cumuniste 
    bandjra rossa trionferà
    evviva i cumuniste 
    bandjra rossa trionferà 

    I privete so' na maniate d'imbostoure 
    chi tene 'a mandenute e chi fa ammora 
    chi fa ammora 
    a nnou ce l'hanne ditte tutte quande 
    ch'u partite cumuniste veie avande 
    a sta storie a dda fenì 
    a dda fenì 

    Giovanotti grideime tutte 
    nu vuljme la libbertà 
    evvive i cumuniste 
    bandjra rossa trionferà

    (i privete so' na maniate d'imbostoure/ i preti sono tutti impostori)

    Canto politico legato alle vicende della scomunica e della sconfitta elettorale del Fronte Democratico Popolare nel 1948.

  • Durata 01:02
  • Data Venerdì, 19 Maggio 1978
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Diploma (nato nel 1906) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Giuseppe Diploma canta un canto narrativo sulla leva militare probabilmente diffuso da cantastorie.

  • Durata 00:50
  • Data Sabato, 20 Maggio 1978
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Diploma (nato nel 1906) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Giuseppe Diploma canta delle strofette goliardiche.

  • Durata 00:22
  • Data Sabato, 20 Maggio 1978
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Diploma (nato nel 1906) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Giuseppe Diploma canta le strofette di una macchietta.

  • Durata 00:27
  • Data Sabato, 20 Maggio 1978
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Diploma (nato nel 1906) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: 
    Teneva n'arve alla vigna mej 
    j nou sapeive che frutte gheive 
    frutte belle quanne te lu mange 
    prime te fece reire mo te fece chiange 

    Non fece ninde ca sj basce e cchieine 
    abbaste ca tjne u tic e tac
    te vogghie bboine pe tutt'u coure 
    la femene de foure la femene de foure 

    Avevo un albero nella mia vigna/ non sapevo che frutto era/ frutto bello quando lo mangi/ prima ti fa ridere ora ti fa piangere// Non importa se sei bassa e grassa/ basta che hai il tic e tac/ ti voglio bene con tutto il cuore/ o donna di campagna

    Canto narrativo che si eseguiva sul lavoro in forma di serenata, con venature provocatorie e doppisensi, nei confronti delle donne braccianti.

  • Durata 00:34
  • Data Sabato, 20 Maggio 1978
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Diploma (nato nel 1906) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Giuseppe Diploma canta delle strofette alla maniera degli stornelli romani, su aneddoti e fatti comici.

  • Durata 02:17
  • Data Sabato, 20 Maggio 1978
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Diploma (nato nel 1906) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Giuseppe Diploma canta, intervallando le strofette ai comandi alla francese, la quadriglia cerignolana.

  • Durata 00:29
  • Data Sabato, 20 Maggio 1978
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Diploma (nato nel 1906) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Giuseppe Diploma canta un canto narrativo religioso sulla storia di Santa Lucia tentata da un principe, che non accetta tutti i doni proposti per seguire la via della santità.

  • Durata 00:44
  • Data Sabato, 20 Maggio 1978
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Diploma (nato nel 1906) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Giuseppe Diploma canta un canto narrativo religioso. Un uomo lascia nottetempo la moglie addormentata per correre a ricevere l'apparizione della Madonna del Carmine. La moglie gelosa pensa a un tradimento e si uccide. La Madonna la farà resuscitare e quindi si svela alla donna.

  • Durata 02:37
  • Data Sabato, 20 Maggio 1978
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Diploma (nato nel 1906) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Giuseppe Diploma intona un ironico canto d'amore.

  • Durata 01:03
  • Data Sabato, 20 Maggio 1978
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Diploma (nato nel 1906) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Giuseppe Diploma canta un canto ironico sull'attesa di un ospite che porterà cose buone da mangiare.

  • Durata 00:35
  • Data Sabato, 20 Maggio 1978
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Diploma (nato nel 1906) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Giuseppe Diploma canta un'ironica canzonetta basata su doppisensi e ricorda tale Ersilia Morini quale interprete.

  • Durata 00:50
  • Data Sabato, 20 Maggio 1978
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Diploma (nato nel 1906) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Giuseppe Diploma racconta una storia, "Al tempo dei tempi", che si raccontava la sera dopo il lavoro nelle masserie. E' la storia di un povero uomo che rubava per sopravvivere e far mangiare i suoi figli. Decise di confessarsi da un sacerdote. Il sacerdote lo convinse, per "espiare la pena", a rubare, il sabato successivo, due pecore e portargliene una. Gli fornì per questo anche un carretto con un asino. Arrivato di notte nella masseria dov'erano gli abruzzesi con le pecore l'asino ragliò e l'uomo dovette scappare, perdendo anche la bestia. La domenica il pover'uomo andò in chiesa e rimase in fondo alla folla di fedeli in attesa di parlare col prete che celebrava messa. Il prete nella sua predica dal pulpito, pensando di aver guadagnato la pecora, diceva: "Eh, eh, eh, stamattina ho guadagnato u bemmè". Il pover'uomo accortosi della furbizia del prete gridò anche lui in chiesa: "Oh oh oh per guadagnare u bemmè hai perso u uohò!".

  • Durata 06:12
  • Data Sabato, 20 Maggio 1978
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Diploma (nato nel 1906) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Giuseppe Diploma racconta: "All'inizio del Novecento" c'erano due sposi. Il marito ogni domenica usciva e la prima persona che incontrava la portava a casa a mangiare. Una domenica il marito tornò a casa con un monaco. Quel giorno la moglie aveva preparato due colombi. Mentre il marito scende in cantina a prendere del vino, la moglie con uno stratagemma fa scappare il monaco da casa. Il marito sentendo urlare risale e la moglie gli dice che il monaco ha rubato i due colombi. Lo insegue con un coltello per recuperarli. Il marito tornando a mani vuote a casa promise alla moglie di non portare più ospiti a casa la domenica. Il racconto è basato sul gioco degli equivoci e dell'ironia triviale.

  • Durata 04:31
  • Data Sabato, 20 Maggio 1978
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Diploma (nato nel 1906) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Giuseppe Diploma canta stornelli ironici su una donna chiamata Angelina.

  • Durata 00:22
  • Data Venerdì, 26 Maggio 1978
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Diploma (nato nel 1906) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Giuseppe Diploma canta una canzone d'osteria di probabile origine milanese ("e ret'o dume de Melano").

  • Durata 00:48
  • Data Venerdì, 26 Maggio 1978
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Diploma (nato nel 1906) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: 
    Mej'e po meje 
    u Fuggianidd'a fateghè

    Mamma mamma 
    mmo m'aviss'a dda vedej 
    pe na raganedde 'ngoule 
    a fateghè cume nu mule 

    Mej'e po meje 
    u Fuggianidd'a fateghè 

    Mamma mamma 
    mmo m'aviss'addà vedej 
    pe na raganedde 'ngoule 
    a fateghè cume nu mule 

    Mej'e po meje 
    u Fuggianidd'a fateghè 

    Mai e poi mai/ il Foggianello a lavorare// Mamma mamma/ mi dovresti vedere ora/ con la raganella sulle spalle/ a lavorare come un mulo [la raganella è il telone per la raccolta delle olive]. 
    Strofe che si eseguivano sul lavoro, in particolare durante la raccolta delle olive e la zappatura. La strofa mamma mamma... si riferisce alla condizione dei bambini vittime di sfruttamento nella prostituzione.

    Giuseppe Diploma canta uno stornello di lavoro.

  • Durata 00:33
  • Data Venerdì, 26 Maggio 1978
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Diploma (nato nel 1906) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Giuseppe Diploma canta un canto in cui una donna si lamenta del marito giocatore d'azzardo.

  • Durata 00:41
  • Data Venerdì, 26 Maggio 1978
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Diploma (nato nel 1906) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Giuseppe Diploma esegue un canto alpino della Prima guerra mondiale, Gran Dio del cielo. L'ultima strofa è presente solo in alcune varianti della canzone: 

    Prendi il fucile e buttalo giù per terra,
    prendi il fucile e buttalo giù per terra:
    vogliam la pace, vogliam la pace
    vogliam la pace, e non vulime la guerra!

  • Durata 02:03
  • Data Venerdì, 26 Maggio 1978
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Diploma (nato nel 1906) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Giuseppe Diploma racconta una storia di un gruppo di scarpari che dopo essere stati in osteria decidono di andare in campagna a rubare della frutta da un albero. Racconto pieno di ironia e giochi degli equivoci.

  • Durata 03:26
  • Data Venerdì, 26 Maggio 1978
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Diploma (nato nel 1906) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: A me me chiammane don Cicce Cappille 
    che j non tenghe tre tirze de cerville 
    a me me chiammano lu prevete guaste 
    so' lli bezzoche che me fanne pazzià

    Vecine o Pregatorie 
    non me facite rjde ah ah ah ah 
    appicc'a luc' elettech' 
    e non pozze cchiù passa 

    E' jurn' e verità 
    è jurn' e cumbessà
    non sacce u paravise 
    a quale pizze stà

    Mi chiamano don Ciccio Cappello/ perchè non ho tre terzi di cervello/ mi chiamano il prete guasto/ le bigotte mi fanno divertire// Vicino alla chiesa Purgatorio/ mi vien da ridere/ [ora] si accende la luce elettrica/ e non posso più passare// Giorno di verità/ giorno di confessione/ non so il paradiso/ dove sia

    Ciccillo Borrelli canta una macchietta che si ritiene riferita a un personaggio locale, un sacerdote più dedito al culto delle donne che a quello divino, vissuto realmente a Cerignola nei primi anni del '900. Lo schema melodico è di origine napoletana.

  • Durata 00:33
  • Data Lunedì, 15 Novembre 1976
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Francesco Ciccillo Borrelli (nato nel 1916) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: J sacce nu bbelle cantà 
    dallu mete e llu pesà 
    lu pesàje non è ccose 
    e dalla spine nascì la rosa 
    rosa è la spine 
    e la mundagna non è marina 
    marina è la mundagna 
    e la nucella non è castagna 
    castagna è la nucella 
    e la vitrana non è zitella 
    zitella è la vitrana 
    e llu malati non è ssane 
    sane è llu malate 
    e lu rezzùle non è pignata 
    pignata è lu rezzùle 
    e la giummende non è mmula 
    mula è la giummende 
    e lu trappiti non è niende 
    niende è lu trappiti 
    e la chilombra non è fica 
    fica è la chilombra 
    e vulendiere non è palomma 
    palomma vulendiere 
    e la 'stata non è vierne 
    vierne è l'estate 
    e llu lupe non è crapa 
    crapa è llu lupe 
    e la cicoria non è lattuca 
    lattuca è la cicoria 
    tre cavall'e fenìsce la storie 

    Io so un bel canto/ dalla mietitura alla pesatura [trebbiatura a strascico]/ il trebbiare non è cosa/ dalla spina nacque la rosa/ rosa è la spina/ la montagna non è mare/ mare è la montagna/ la nocciola non è castagna/ castagna è la nocciola/ la rosolia non è zitella/ zitella è la rosolia/ il malato non è sano/ sano è il malato/ il coccio non è pignata/ pignata è il coccio/ la giumenta non è mula/ mula è la giumenta/ il frantoio non è niente/ niente è il frantoio/ il fiorone non è fico/ fico è l'inverno/ inverno è l'estate/ il lupo non è capra/ capra è il lupo/ la cicoria non è lattuga/ lattuga è la cicoria/ tre cavalli e finisce la storia 
    Riportiamo da Antonino Uccello, Risorgimento e società nei canti popolari siciliani, Firenze, Parenti, 1961, p. 30: "L'espressione di rivolta si fa aperta e cosciente, fortemente sarcastica, nei canti della mietitura e della vendemmia quando il contadino è investito di una specie d'immunità, qualunque cosa dica. Il Guastella, in appendice alle sue Ninne-nanne [Ninne nanne del Circondario di Modica, Ragusa, 1887] (p. 85 e seguenti), ce ne dà un bel saggio. Il canto della messe che egli riporta - ci dice lo studioso di Chiaromonte - 'appartiene al genere ditirambico ed è notevole per movimento, e per vivida espansione bacchica': vi troviamo la filastrocca dei contrari molto comune nella poesia popolare, che richiama il carattere dionisiaco dei canti dei mietitori e dei vendemmiatori". Cfr. anche Costantini Nigra, Canti popolari del Piemonte, Torino, Einaudi, [1° ed. 1957], 1974, pp. 689-690, rime infantili, n. 168 p, q.

    Canto della mietitura. Filastrocca dei contrari spesso usata per elencare tutti gli elementi caratterizzanti i diversi mestieri (analoga a quella dei carrettieri diffusa nel Gargano).

  • Durata 01:01
  • Data Lunedì, 15 Novembre 1976
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Francesco Ciccillo Borrelli (nato nel 1916) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero