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Archivio Sonoro

Capitanata (37)

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  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Ninna nanna diffusissima, con lo scopo di intimidire il bambino per farlo addormentare, ma anche per prepararlo in qualche modo alle dure realtà della vita. Tra i temi di minaccia, il più famoso nel Mezzogiorno è senza dubbio quello del lupo e della pecorella. In questa versione si aggiunge alla paura del lupo anche un contrasto violento avvenuto in campagna a causa di un furto di frutti da un albero. In copia nel Fondo Leydi (raccolta G. Rinaldi, Capitanata e Gargano 1976-78 brano 01).

  • Durata 01:23
  • Data Giovedì, 19 Gennaio 1978
  • Luogo Orsara di Puglia
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Lucia De Tullio (n. 1904) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    In questa ninna nanna si miscela il sacro e il profano. Si parte da San Nicola che gira per il mondo e fa addormentare i bambini che incontra. Si passa poi alle donne belle che non aspettano altro che il marito vada fuori casa a lavorare. In copia nel Fondo Leydi (raccolta G. Rinaldi, Capitanata e Gargano 1976-78 brano 02).

  • Durata 00:41
  • Data Venerdì, 10 Febbraio 1978
  • Luogo Orsara di Puglia
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Antonia Del Priore (n. 1936) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Ninna nanna diffusissima, con lo scopo di intimidire il bambino per farlo addormentare, ma anche per prepararlo in qualche modo alle dure realtà della vita. Tra i temi di minaccia, il più famoso nel Mezzogiorno è senza dubbio quello del lupo e della pecorella. Il testo prosegue diversamente dopo l’inizio ‘duro’, con una gallina che muore covando l’uovo; il ricordo della nascita del bambino bello come una rosa o un grappolo di ciliegie; la parentela del bambino, figlio di Maria e di Sant’Anna (Gesù); il bambino parente della mamma con il papà che si cura di loro; la mamma del bambino che va all’orto a raccogliere tanti peperoni.
    In copia nel Fondo Leydi (raccolta G. Rinaldi, Capitanata e Gargano 1976-78 brano 04).

  • Durata 01:38
  • Data Domenica, 20 Giugno 1976
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (n. 1909) casalinga: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Ninna nanna. La registrazione, effettuata da Francesco Solimando detto Cosimicchio, in veste di rilevatore e non di testimone, fu consegnata a Giovanni Rinaldi e Paola Sobrero durante la loro ricerca sul carnevale e il teatro popolare a San Nicandro Garganico. 
    Ritorna il tema del lupo che mangia la pecorella, della comare pazza che battezza il bambino (vedi la versione di Natale Orecchia nel brano 01 della Raccolta Natale Orecchia). Interessanti i versi che descrivono i gesti stessi della madre mentre canta per far addormentare suo figlio Giuseppe, il bambino più bello, dondolando la sedia, cambiandogli la camicetta.
    In copia nel Fondo Leydi (raccolta G. Rinaldi, Capitanata e Gargano 1976-78 brano 05).

    Data: Marzo 1978

  • Durata 02:46
  • Luogo San Nicandro Garganico
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore voce femminile anonima
  • Autore Francesco Solimando

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto narrativo. Il classico tema della ragazza che viene mandata dalla mamma a prendere l’acqua alla fontanella. L’amato la incontra e le domanda come mai non lo ha chiamato e si offre di accompagnarla per poter condividere con lei un momento d’amore. In copia nel Fondo Leydi (raccolta G. Rinaldi, Capitanata e Gargano 1976-78 brano 12).

  • Durata 01:05
  • Data Giovedì, 13 Luglio 1978
  • Luogo San Marco La Catola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppina Iannantuoni Vascia: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto narrativo. Numerosissima la serie di canzoni sul tema dell'adulterio, in cui la moglie crede di parlare con l'amante e invece parla con il marito; la sua provata infedeltà viene punita con la morte. Canto narrativo di origine francese e dal Piemonte diffuso in Italia. Versione de La canzone di Bernardo o Il marito giustiziere. Cfr. Costantino Nigra, Canti popolari del Piemonte, Torino, Einaudi, (1° ed. 1957), 1974, pp. 203-209 n. 29, pp. 210-215 n. 30; Giovanni B. Bronzini, La canzone epico-lirica nell'Italia Centromeridionale, Roma, Signorelli, 1956, vol. I, p. 41 e vol. II (1959), p. 227; Alfredo Giovine, Canzoni epico-liriche raccolte a Bari, Bari, Biblioteca dell'Archivio delle Tradizioni Popolari Baresi, 1967, p. 15; Anna Maria Ungaro, Ricerche sul folklore musicale pugliese, in "Rivista Italiana di Musicologia", vol. VIII, 1973, n. 2, pp. 316-317. 
    In copia nel Fondo Leydi (raccolta G. Rinaldi, Capitanata e Gargano 1976-78 brano 01).

  • Durata 02:13
  • Data Venerdì, 15 Luglio 1977
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Lucia Barbarossa (n. 1904) bracciante: voce
  • Autore Gabriella Rinaldi, Antonio Talia, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
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  • Descrizione

    Canto narrativo che racconta un fatto delittuoso locale nato da un rapporto d'amore tra due giovani. Il giovane per gelosia uccide la sua sposa e, dopo essere stato condannato all'ergastolo, in prigione si pente e si dispera dell'omicidio commesso. In copia nel Fondo Leydi (raccolta G. Rinaldi, Capitanata e Gargano 1976-78 brano 16).

  • Durata 03:27
  • Data Venerdì, 15 Luglio 1977
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Lucia Barbarossa (n. 1904) bracciante: voce
  • Autore Gabriella Rinaldi, Antonio Talia, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto narrativo. La versione fornita da Lucia Barbarossa corrisponde in parte al noto tema narrativo dell'amata morta. Di questo canto esistono due tipi principali di versioni: in quello più antico (diffuso in Piemonte e in Emilia) l'amante (fidanzato o sposo) che spesso si identifica con un soldato, viene avvertito da un uccello che la fidanzata è malata. Vicino al paese sente suonare le campane a morto. In alcune versioni l'amante va a casa e domanda della fidanzata: gli dicono che è stata portata a seppellire. In altre va incontro al corteo funebre e chiede che si posi la bara. Riscontriamo inoltre il motivo del dialogo con la morta e la richiesta di darle un bacio. Nel secondo tipo manca il dialogo e alcune versioni si concludono con il suicidio. In altre parti il canto presenta alcune similitudini con Fenesta ca lucive. D'altra parte la contaminazione tra le due versioni corrisponde ad una tendenza poetica collettiva frequentemente riscontrabile in questo tipo di canti. Si veda in particolare Giovanni B. Bronzini, La canzone epico-lirica nell'Italia Centromeridionale, Roma, Signorelli, 1956, vol. I, pp. 429-454; cfr. Costantino Nigra, Canti popolari del Piemonte, Torino, Einaudi, (1° ed. 1957), 1974, pp. 136-141 (La sposa morta). 
    In copia nel Fondo Leydi (raccolta G. Rinaldi, Capitanata e Gargano 1976-78 brano 17).

  • Durata 03:11
  • Data Venerdì, 15 Luglio 1977
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Lucia Barbarossa (n. 1904) bracciante: voce
  • Autore Gabriella Rinaldi, Antonio Talia, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
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  • Descrizione

    Canto narrativo che racconta di un giovane di Putignano (BA) morto ammazzato. Mentre il rivale Malareggino (?), suo uccisore, festeggia, il corpo del povero ragazzo viene trasportato al cimitero, tra i pianti e il dolore dell’amata e dei suoi parenti.
    In copia nel Fondo Leydi (raccolta G. Rinaldi, Capitanata e Gargano 1976-78 brano 18).

  • Durata 02:06
  • Data Venerdì, 15 Luglio 1977
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Lucia Barbarossa (n. 1904) bracciante: voce
  • Autore Gabriella Rinaldi, Antonio Talia, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto narrativo. 
    Trad.: Ieri andai all'acqua/ della fontanella/ c'erano tre giovani belle/ che lavavano i panni// Io mi scelsi/ la più bella di tutte;/ e sul mio cavallo la portai// Arrivati a metà/ della strada/ 'ragazza dammi un bacio/ se no mi fai morire'// 'Non te lo posso dare/ se no mi vede mamma/ vieni domani mattina/ quando mamma non c'è// arrivata la mattina/ alle tre di mattina io che sto dentro/ sto più sicura/ tu che stai fuori/ guarda i muri' 
    Registrata già nel 1954 a San Nicandro Garganico da Alan Lomax e Diego Carpitella (CNSMP, Raccolta n. 24B). Nella versione del 1954 è riproposta, a ricalco, da Carmelita Gadaleta in "Canti popolari di Puglia e Lucania", Albatros, 1974. Canto diffuso anche in altre zone dell'Italia meridionale. Sul tema dell'incontro alla fontana e sul rapimento cfr. Saverio La Sorsa, Tradizioni popolari pugliesi, Bari-Roma, F. Casini e figlio Editori, 1934, vol. I, pp. 167-168 n. 435, p. 253 n. 769; sul tema del convegno notturno Costantino Nigra, Canti popolari del Piemonte, Torino, Einaudi, (1° ed. 1957), 1974, pp. 456-460 n. 76; Raffaele Cera (a cura), Canti popolari di S. Marco in Lamis, San Marco in Lamis, Quaderni del Sud, 1979, pp. 42-44. 
    In copia nel Fondo Leydi (raccolta G. Rinaldi, Capitanata e Gargano 1976-78 brano 19).

  • Durata 01:17
  • Data Domenica, 20 Giugno 1976
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Rosa Laguardia (n. 1909) casalinga: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
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  • Descrizione

    Si tratta di un canto narrativo, basato su distici ed endecasillabi, tra i più diffusi in Puglia e Basilicata (da cui sembra essersi irraggiata) che Bronzini (La canzone epico-lirica nell'Italia centro-meridionale, Signorelli, Roma 1956, pp. 325-365) identifica con il titolo Verde Oliva e Conte maggio. La storia, spesso caratterizzata da innumerevoli varianti, solitamente rammenta un intreccio di temi quale quello della ragazza malmaritata e di allegorie legate alla vita agreste e alla fecondità. La struttura musicale è quadripartita, ottenuta sul piano verbale con la semplice ripetizione degli endecasillabi. 
    In copia nel Fondo Leydi (raccolta G. Rinaldi, Capitanata e Gargano 1976-78 brano 20).

  • Durata 02:45
  • Data Domenica, 28 Maggio 1978
  • Luogo San Nicandro Garganico
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Francesco Solimando detto Cosimicchio (n. 1910 a San Nicandro G.) barbiere: chitarra, Antonio Gravina detto Rignanese (n. 1909 a San Nicandro G.), bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
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  • Descrizione

    Canto di lavoro che si eseguiva al termine della giornata lavorativa che coincideva col tramonto del sole:
    "Quando doveva calare il sole:

    Lu sole ca dda calà e mokì e mokà 
    cala sole ca ci ni jam'
    rispondeva un'altra donna 
    Soup'a ddov'a calàe mokì e mokà 
    cala sole ca mò se ne va 
    che il sole stava per calare, che ce ne dovevamo andare. Per esempio: 
    A calà soup'a don Rocche mokì e mokà 
    cala sole ca se ne va 
    A don Rocch ch' c'ama dà e mokì e mokà 
    cala sole ca se ne va. 
    Una domandava, un'altra rispondeva. Diceva poi un'altra: 
    Giseppine chi c'amm'a dà e mokì e mokà 
    cala sole ca se ne va 
    C’u dim'o cane d' Zamparà e mokì e mokà
    cala sole ca se ne va, 
    ma le risate! …

    allora ce ne venivamo. Perciò si faceva il 'calasole', perché era finita la giornata e si faceva il 'calasole'". 
    In copia nel Fondo Leydi (raccolta G. Rinaldi, Capitanata e Gargano 1978 brano 01).

  • Durata 01:00
  • Data Giovedì, 19 Gennaio 1978
  • Luogo Orsara di Puglia
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Maria Ventrudo (n. 1905) contadina e bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto di lavoro che si eseguiva al termine della giornata lavorativa che coincideva col tramonto del sole:

    U soul' ca dda calà
    e mokì e mokà
    soup'a chi addà calà
    Cala sop'Antunette
    e mokì e mokà
    cala sole ca ddà calà
    Antunett' chi c'ama dà
    e mokì e mokà
    cala sole ca dda calà
    A 'Unard Manz c'u dai tu
    e mokì e mokà
    cala sole ca dda calà

    In copia nel Fondo Leydi (raccolta G. Rinaldi, Capitanata e Gargano 1978 brano 02).

  • Durata 00:35
  • Data Venerdì, 10 Febbraio 1978
  • Luogo Orsara di Puglia
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Antonia Del Priore (n. 1936) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
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  • Descrizione

    Canto di lavoro che si eseguiva al termine della giornata lavorativa che coincideva col tramonto del sole. "Rusille era il cavallo che non voleva arare. Quando vedeva che il sole calava diceva che non voleva arare. Ma quella era la scusa, che era il cavallo, o i buoi che non volevano arare. Erano le persone che non volevano… ? Il sole è calato, ce ne dobbiamo andare? [rivolti] al padrone". 
    In copia nel Fondo Leydi (raccolta G. Rinaldi, Capitanata e Gargano 1978 brano 03).

  • Durata 00:25
  • Data Venerdì, 10 Febbraio 1978
  • Luogo Orsara di Puglia
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Antonia Del Priore (n. 1936) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto di lavoro che si eseguiva al termine della giornata lavorativa che coincideva col tramonto del sole. 
    In copia nel Fondo Leydi (raccolta G. Rinaldi, Capitanata e Gargano 1978 brano 04).

  • Durata 00:22
  • Data Giovedì, 19 Gennaio 1978
  • Luogo Orsara di Puglia
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Maria Ventrudo (n. 1905) contadina e bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
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  • Descrizione

    Canto di lavoro.

    Madaleine non gi scenne o camb' 
    non te la guadagne la trecindecinguande 
    tonna tonn' la reggeina musechell' 
    quande pareve bbelle Madaleine o guardieine 

    Madaleine non gi scenne o camb' 
    non te la guadagne la trecindecinguande 
    tonna tonn' cum'a tteie non ge ne stonn' 
    madonn' cum'am'a fe doup'u raccolt' am'a spusè

    Maddalena non andare in campagna/ non guadagnerai trecentocinquanta [lire]/ tonda tonda la regina musichella/ quanto pareva bella Maddalena al guardiano// ... tonda tonda come te non ce ne sono altre/ madonna, che facciamo?! dopo il raccolto ci sposeremo 
    In copia nel Fondo Leydi (raccolta G. Rinaldi, Capitanata e Gargano 1978 brano 06).

  • Durata 00:45
  • Data Venerdì, 19 Maggio 1978
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Diploma (n. 1906) bracciante e sindacalista: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
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  • Descrizione

    Stornelli. "Le fronne' limone derivate stilisticamente dai canti di mietitura, rappresentavano nel passato, un modo di comunicare tra chi stava in carcere e gli amici o parenti che sostavano fuori o di fuori alle mura di cinta. I contenuti sono i più svariati (amorosi, licenziosi, satirici, di vendetta ecc.) e sono frammisti con notizie da comunicare all'esterno", dal commento di Diego Carpitella al canto n. 10 del disco 1 in Documenti dell'Archivio Etnico linguistico-Musicale, Roma, Discoteca di Stato, p. 17 del fascicolo allegato. Cfr. Roberto Leydi, Sandra Mantovani, Dizionario della musica popolare europea, Milano, Bompiani, 1970, pp. 240-241; in particolare per il secondo fronne 'e limone cfr. Raffaele Nigro, Tradizioni e canti popolari lucani: il melfese, Bari-Melfi, Interventi Culturali/Arci-Uisp, 1976, p. 115 n. 97. Sullo stesso motivo melodico, ma con un diverso testo, canta Carmelita Gadaleta nel suo "Canti popolari di Puglia e Lucania", Albatros, 1974.
    In copia nel Fondo Leydi (raccolta G. Rinaldi, Capitanata e Gargano 1978 brano 07).

  • Durata 03:33
  • Data Venerdì, 15 Luglio 1977
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Lucia Barbarossa (n. 1904) bracciante: voce
  • Autore Gabriella Rinaldi, Antonio Talia, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Stornelli. "Le fronne' limone, derivate stilisticamente dai canti di mietitura, rappresentavano nel passato, un modo di comunicare tra chi stava in carcere e gli amici o parenti che sostavano fuori o di fuori alle mura di cinta. I contenuti sono i più svariati (amorosi, licenziosi, satirici, di vendetta ecc.) e sono frammisti con notizie da comunicare all'esterno" (dal commento di Diego Carpitella al canto n. 10 del disco 1 in Documenti dell'Archivio Etnico linguistico-Musicale, Roma, Discoteca di Stato, p. 17 del fascicolo allegato. Cfr. Roberto Leydi, Sandra Mantovani, Dizionario della musica popolare europea, Milano, Bompiani, 1970, pp. 240-241; in particolare per il secondo fronne 'e limone cfr. Raffaele Nigro, Tradizioni e canti popolari lucani: il melfese, Bari-Melfi, Interventi Culturali/Arci-Uisp, 1976, p. 115 n. 97. Sullo stesso motivo melodico, ma con un diverso testo, canta Carmelita Gadaleta nel suo "Canti popolari di Puglia e Lucania", Albatros, 1974.
    In copia nel Fondo Leydi (raccolta G. Rinaldi, Capitanata e Gargano 1978 brano 08).

  • Durata 01:38
  • Data Venerdì, 15 Luglio 1977
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Lucia Barbarossa (n. 1904) bracciante: voce
  • Autore Gabriella Rinaldi, Antonio Talia, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
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  • Descrizione

    Filastrocca dei contrari e canto della mieititura.

    Io so un bel canto/ dalla mietitura alla trebbiatura/ il trebbiare non è cosa/ dalla spina nacque la rosa/ rosa è la spina/ la montagna non è mare/ mare è la montagna/ la nocciola non è castagna/ castagna è la nocciola/ la rosolia non è zitella/ zitella è la rosolia/ il malato non è sano/ sano è il malato/ il coccio non è pignata/ pignata è il coccio/ la giumenta non è mula/ mula è la giumenta/ il frantoio non è niente/ niente è il frantoio/ il fiorone non è fico/ fico è l'inverno/ inverno è l'estate/ il lupo non è capra/ capra è il lupo/ la cicoria non è lattuga/ lattuga è la cicoria/ tre cavalli e finisce la storia

    Riportiamo da Antonino Uccello, Risorgimento e società nei canti popolari siciliani, Firenze, Parenti, 1961, p. 30: "L'espressione di rivolta si fa aperta e cosciente, fortemente sarcastica, nei canti della mietitura e della vendemmia quando il contadino è investito di una specie d'immunità, qualunque cosa dica. Il Guastella, in appendice alle sue Ninne-nanne [Ninne nanne del Circondario di Modica, Ragusa, 1887] (p. 85 e seguenti), ce ne dà un bel saggio. Il canto della messe che egli riporta - ci dice lo studioso di Chiaromonte - 'appartiene al genere ditirambico ed è notevole per movimento, e per vivida espansione bacchica': vi troviamo la filastrocca dei contrari molto comune nella poesia popolare, che richiama il carattere dionisiaco dei canti dei mietitori e dei vendemmiatori". Cfr. anche Costantino Nigra, Canti popolari del Piemonte, Torino, Einaudi, (1° ed. 1957), 1974, pp. 689-690, Rime infantili, n. 168 p, q. 
    Vedi la versione di Natale Orecchia nel brano 3 della Raccolta Natale Orecchia.
    In copia nel Fondo Leydi (raccolta G. Rinaldi, Capitanata e Gargano 1978 brano 09).

  • Durata 01:05
  • Data Lunedì, 15 Novembre 1976
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Francesco Borrelli (n. 1916) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
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  • Descrizione

    Canto di lavoro.

    Quand jè bell a ij ‘ncampagna quand è temp d vennegnia 
    tu t’assitt ‘nterra e magnquand jè bell a ij ‘ncampagna
    E lu zit mij jè ruscpar nu pummedor d’aost’
    e la mamma lu tè genjma ij l’aija luà lu gusta
    e ij pur c l’aij dittlu figglje toj fattillu fritt
    fattatille ind a la friola co la sals di pommedora

    In copia nel Fondo Leydi (raccolta G. Rinaldi, Capitanata e Gargano 1978 brano 10).

  • Durata 01:40
  • Data Lunedì, 23 Gennaio 1978
  • Luogo San Nicandro Garganico
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Francesco Solimando detto Cosimicchio (n. 1910) barbiere: chitarra, Giuseppe Russo detto Trippetta (n. 1910) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
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  • Descrizione

    Canto sociale.

    E Francische ha ditt'Antonie
    T'avisse fatte li fatta toja
    S' vulive …. I femmene
    Nen ce nascevene po' tanta joria po' tanta jo'
    … stu …… ca isse c'ha mannate
    sti povere femmene a Celenza carcerate
    e cinghe giuvenette e cinghe maretate
    simpateche belle e brune e pure non m'accasa'

    In copia nel Fondo Leydi (raccolta G. Rinaldi, Capitanata e Gargano 1978 brano 11).

  • Durata 00:38
  • Data Mercoledì, 12 Luglio 1978
  • Luogo San Marco La Catola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppina Mattia, sarta: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Salvatore Lembo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto sociale.

    U millenovecenda i monace ind'ou cummente… 
    i monace che so' 'struite ind'ou cummente fanne i 'remmite
    per vedere che si fa è menoute a chiede' de cunfessa'
    e dope cunfessata i fanne a communione
    i danne l'assoluzione e se metten' u curdone
    che llu curdone in cinte e che l'abitine 'n pette
    che Padre Benedette pure a notte ce vonne sta'… 
    proibbitele d'abballa' chi se vole sfizià au munastere a dà calà…
    sempre ironico… 
    risponne l'urganiste vui sarete umile' e Criste
    vi facce na sonate e voi facete na ballate
    una cosa ironica sui frati…

    In copia nel Fondo Leydi (raccolta G. Rinaldi, Capitanata e Gargano 1978 brano 12).

  • Durata 01:03
  • Data Giovedì, 13 Luglio 1978
  • Luogo San Marco La Catola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppina Mattia, sarta: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Salvatore Lembo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto politico che descrive ironicamente le caratteristiche di vari candidati alle elezioni locali. I personaggi, alcuni noti come Leone Mucci e l’avv. Maitilasso, collocano il canto nei primi anni del 1900.

    E jè mernoute Lione Mucci
    E jà scacchiate l'occhj a Tucci
    Zumb larere zumb larere
    Zumb larè larì lirà
    Cume chiagnene li furcaiole
    Ch'hanne feneite d'arrubba'
    E ch'a menoute de Maitilasse
    E so' ruma' li terr'a spasse
    Zumb larere zumb larere
    Zumb larè larì lirà
    Cume chiagnene li furcaiole
    Ch'hanne feneite d'arrubba'
    E ch'a menoute de Zagarelle
    E c'ame cacciate 'che cusarelle
    Zumb larere zumb larere
    Zumb larè larì lirà
    Cume chiagnene li furcaiole
    Ch'hanne feneite d'arrubba'
    E u jorne d'a vutazione
    E don Tummase pareva cacone
    Zumb larere zumb larere
    Zumb larè larì lirà
    Cume chiagnene li furcaiole
    Ch'hanne feneite d'arrubba'
    Don Emilie u vrachettone
    Vuleve u vote du passarone
    Zumb larere zumb larere
    Zumb larè larì lirà
    Cume chiagnene li furcaiole
    Ch'hanne feneite d'arrubba'

    In copia nel Fondo Leydi (raccolta G. Rinaldi, Capitanata e Gargano 1978 brano 13).

  • Durata 00:55
  • Data Giovedì, 13 Luglio 1978
  • Luogo San Marco La Catola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppina Mattia, sarta: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Salvatore Lembo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto politico. Vedi precedente brano 23.
    In copia nel Fondo Leydi (raccolta G. Rinaldi, Capitanata e Gargano 1978 brano 14).

  • Durata 00:39
  • Data Giovedì, 13 Luglio 1978
  • Luogo San Marco La Catola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppina Mattia, sarta: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Salvatore Lembo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto politico di propaganda per le elezioni locali, probabilmente datato primi del 1900. Indicativa la seconda strofa, che vede il sindaco uscente meravigliarsi di vedere eletto un consigliere 'cafone' (contadino).

    E Bongh' d'a Port'a Monte
    Vuleve fa' u cunzigliere
    Vuleve fa' u cunzigliere
    Soup'u tupp' d'a mugliere
    Din dambù din dambù

    Responn' Peppine Cicchette
    Ij da sinneche me demette
    E tutt' me credeve
    E né i cafune cunzigliere
    Din dambù din dambù

    Dunate Mattìa
    Isse è u cape da cumbagnie
    Se non fai cos'a diritte
    U fanne sta' cu core afflitte
    Din dambù din dambù

    Risponne Calmanelle
    U sinneche nostre è Zagarelle
    Se non fa il suo dovere
    Cacciame a jsse e la mugghiere
    Din dambù din dambù

    In copia nel Fondo Leydi (raccolta G. Rinaldi, Capitanata e Gargano 1978 brano 15).

  • Durata 01:00
  • Data Giovedì, 13 Luglio 1978
  • Luogo San Marco La Catola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppina Mattia, sarta: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Salvatore Lembo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto politico. I fatti di San Severo del 23 marzo del 1950, con la rivolta popolare repressa sanguinosamente dalla celere scelbiana, furono all’origine di due canti, uno dei quali rappresentato da questa versione, composti dalle donne arrestate e rinchiuse nel carcere di Lucera, che nei versi danno la loro versione dei fatti, totalmente travisati dagli organi d’informazione dell’epoca. 
    Il canto è stato rielaborato e interpretato dal gruppo di Monte Sant’Angelo “Rione Junno” e pubblicato nel CD “Taranta Beat Project” (Nut/RaiTrade/Cni, 2008) e “Taranta Beat Live” (2010).
    In copia nel Fondo Leydi (raccolta G. Rinaldi, Capitanata e Gargano 1978 brano 16).

  • Durata 01:12
  • Data Giovedì, 25 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Maria Soccorso Foschini (n. 1900) bracciante e militante Pci: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Siamo alla fine degli anni '40 a San Severo. I versi narrano le violenze seguite alla sconfitta del Fronte Popolare alle elezioni del 1948, in cui si impose la Democrazia Cristiana. Nei versi vediamo una sequenza di "punizioni" e violenze – in modo molto simile a quelle descritte nel canto di Minervino sulla rivolta del pane del 1898 (vedi il racconto nel brano 129 della Raccolta Incoronata e il canto nel brano 21 della Raccolta Natale Orecchia) – su diversi ‘avversari’ nominati e identificati con nomi e cognomi. Il canto riprende la forma degli stornelli di lavoro dei braccianti.
    In copia nel Fondo Leydi (raccolta G. Rinaldi, Capitanata e Gargano 1978 brano 17).

  • Durata 02:55
  • Data Giovedì, 25 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Maria Soccorsa Foschini (n. 1900) bracciante e militante Pci, Teresa Foschini (n. 1929) bracciante e militante Pci: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto di carnevale. Le sceneggiate di Biccari: un piccolo comune del Subappennino dauno riprende con rigore filologico a rappresentare le commedie in ottava rima cantate e recitate che scandivano il ciclo carnevalesco. Personaggi fondamentali: la coppia di sposi e i Pulcinella che precedono correndo la compagnia di circa venti personaggi. Gli ‘nzammaruchele erano denominati “d’amore”, “di sdegno” e “di lagnanza”.
    In copia nel Fondo Leydi (raccolta G. Rinaldi, Capitanata e Gargano 1978 brano 20).

  • Durata 03:40
  • Data Giovedì, 01 Marzo 1979
  • Luogo Biccari
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Annunziata Casasa: voce, Giovena Ferlingo: voce, anonimo: voce
  • Autore Giuseppe Di Benedetto

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto di carnevale. Piazza centrale del paese. Morte di carnevale, rappresentata da due compagnie di giovani, ore 20.00. Alle 21.30 in una località in campagna a 3 km dal paese avviene il rito del bruciamento del carnevale.
    In copia nel Fondo Leydi (raccolta G. Rinaldi, Capitanata e Gargano 1978 brano 21).

  • Durata 02:50
  • Data Martedì, 07 Febbraio 1978
  • Luogo Biccari
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Maria Donata Tumolo, Salvatore Racioppa: voce
  • Autore Giuseppe Di Benedetto

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto di carnevale. Le sceneggiate di Biccari (in funzione): un piccolo comune del Subappennino dauno riprende con rigore filologico a rappresentare le commedie in ottava rima cantate e recitate che scandivano il ciclo carnevalesco. Personaggi fondamentali: la coppia di sposi e i Pulcinella che precedono correndo la compagnia di circa venti personaggi. Gli uomini interpretano indifferentemente le parti maschili e femminili.
    Gli ‘nzammaruchele erano denominati “d’amore”, “di sdegno” e “di lagnanza”.
    In copia nel Fondo Leydi (raccolta G. Rinaldi, Capitanata, Gargano e Minervino Murge, 1976-78 brano 01).

  • Durata 04:00
  • Data Giovedì, 01 Marzo 1979
  • Luogo Biccari
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Anonimi: voci maschili
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto di questua.

    Trad.: Una masseria nuova/ e una taverna cadente/ stetti un anno e due notti/ per riuscire a mangiar carne// Io da qui non mi muovo/ se tu non mi dai le uova/ infilati presto la camicia/ dammi le uova che mi hai promesso// Ho saputo che hai l'agnello/ datemene un quarticello/ lo cuciniamo a spezzatino/ e il resto se lo mangia mamma...

    Versione di un canto rituale che veniva eseguito in occasione della questua ‘delle uova’ il Sabato Santo. Gruppi di braccianti, composti di quattro o cinque suonatori, giravano per le strade del paese ed anche per le masserie nella campagna, fermandosi dinanzi agli ingressi delle abitazioni e chiedendo con le parole stesse del canto doni e uova agli ascoltatori. Al termine del giro, nel giorno di Pasqua, si svolgeva una grande tavolata comune a base di carne, salsicce, vino e frittate. Cfr. Maria Conte, Tradizioni popolari di Cerignola, Forni, Bologna, 1970, pp. 272-273; Saverio La Sorsa, Canti popolari pugliesi che si recitano in occasione di grandi feste, in "Storia ed Arte", a. I, n. 6, nov-dic., 1929, pp. 110-118; Saverio La Sorsa, Tradizioni popolari pugliesi, Bari-Roma, F. Casini e figlio Editori, 1934, vol. I, p. 153 n. 399, p. 158 n. 405, p. 159 n. 407-8-9, p. 161, n. 411. 
    In copia nel Fondo Leydi (raccolta G. Rinaldi, Capitanata, Gargano e Minervino Murge, 1976-78 brano 02).

  • Durata 00:42
  • Data Domenica, 20 Giugno 1976
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Angelo Debono (n. 1910) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Serenata garganica. Una delle più belle serenate a due voci (lo spasimante e l’amata) raccolte sul Gargano. La registrazione, effettuata da Francesco Solimando detto Cosimicchio, in veste di rilevatore e non di testimone, fu consegnata a Giovanni Rinaldi e Paola Sobrero durante la loro ricerca sul carnevale e il teatro popolare a San Nicandro Garganico.
    In copia nel Fondo Leydi (raccolta G. Rinaldi, Capitanata, Gargano e Minervino Murge, 1976-78 brano 03).

    Data: Marzo 1978

  • Durata 04:06
  • Luogo San Nicandro Garganico
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Antonio Gravina detto Rignanese bracciante: voce, anonima (prob. la moglie di Gravina): voce, Francesco Solimando detto Cosimicchio (n. 1910) barbiere: chitarra
  • Autore Francesco Solimando

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto devozionale. Gruppo di donne in pellegrinaggio al Santuario della Madonna di Ripalta presso il fiume Ofanto, accompagnate in sottofondo dalla “bassa banda” (rullante, grancassa) che precede il gruppo processionale. La registrazione presenta (separate da un’interruzione) due diverse varianti del canto alla Madonna di Ripalta eseguite in processione.
    In copia nel Fondo Leydi (raccolta G. Rinaldi, Capitanata, Gargano e Minervino Murge, 1976-78 brano 04).

  • Durata 05:01
  • Data Lunedì, 11 Ottobre 1976
  • Luogo Cerignola
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Anonime: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto devozionale. I pellegrini provenienti da Cerignola sono tra i devoti più numerosi di San Matteo. I canti vengono eseguiti da una voce solista (il pellegrino al centro della strada cammina all’indietro e canta rivolgendosi direttamente al quadro raffigurante il Santo) e dal coro di pellegrini che segue la processione ai due lati della strada percorsa.
    In copia nel Fondo Leydi (raccolta G. Rinaldi, Capitanata, Gargano e Minervino Murge, 1976-78 brano 07).

  • Durata 01:31
  • Data Giovedì, 21 Settembre 1978
  • Luogo San Marco in Lamis
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Anonime (provenienza Cerignola): voce
  • Autore Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto devozionale. I pellegrini provenienti da Cerignola sono tra i più numerosi devoti di San Matteo. I canti vengono eseguiti da una voce solista (il pellegrino al centro della strada cammina all’indietro e canta rivolgendosi direttamente al quadro raffigurante il Santo) e dal coro di pellegrini che segue la processione ai due lati della strada percorsa.
    In copia nel Fondo Leydi (raccolta G. Rinaldi, Capitanata, Gargano e Minervino Murge, 1976-78 brano 08).

  • Durata 02:00
  • Data Giovedì, 21 Settembre 1978
  • Luogo Santuario di San Matteo, presso San Marco in Lamis
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Anonimi (provenienza Cerignola): voce maschile e coro di voci femminili
  • Autore Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Variante della notissima tarantella di San Nicandro Garganico, con il testo in lingua arbëreshë. Si veda la variante sannicandrese di Antonio Gravina nel brano 37..
    In copia nel Fondo Leydi (raccolta G. Rinaldi, Capitanata, Gargano e Minervino Murge, 1976-78 brano 10).

  • Durata 01:31
  • Data Domenica, 05 Febbraio 1978
  • Luogo Chieuti
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Antonio Florio (n. 1906) agricoltore e allevatore: voce e chitarra francese
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero, Alberto Vasciaveo

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    La notissima tarantella di San Nicandro Garganico, ripresa e rielaborata da diversi gruppi di riproposta, qui nella splendida versione cantata da Antonio Gravina accompagnato dalla chitarra battente (arpeggiata) di Francesco Solimando.

    Facitele abballà 'sti duje uagliune 
    ca tenene a tarantella ca tenene a tarantella
    ca tenene a tarantella sott' a li peti
    Quann' me nzuru ije che bella festa ch'aggia fa 
    'nu zumbe d'a canigghia e tutte li voci amma fa
    Lizze lizze muccatore a quatt pizze 
    Muccatore arrecamate 
    u figghje mije va pe' surdate
    O re re vide che aria ca tene 
    Vide che aria che ha pigghiate 
    chess' 'nnammurateI 
    je 'nce vajie a monte 
    che ne 'nfa chedd'anghianata 
    Vaje de tacche e vaje de ponte 
    tutte e giuvene stanne a monte 
    Sante michele mije statte bune 
    A uanne venghe zite a uanne venghe zite
    A uanne venghe zite all'anne appress che lu marite
    A uanne venghe sole a uanne venghe sole
    A uanne venghe sole all'anne appress che lu guaglione
    Li uelì tu lu sa’ che tenghe je 
    Je tenghe na uacell 
    e se la vide quant'è belle
    O re re vide che aria ca tene 
    Vide che aria che ha pigghiate la bella mia

    In copia nel Fondo Leydi (raccolta G. Rinaldi, Capitanata, Gargano e Minervino Murge, 1976-78 brano 11).

  • Durata 04:31
  • Data Domenica, 28 Maggio 1978
  • Luogo San Nicandro Garganico
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Antonio Gravina detto Rignanese bracciante: voce, Francesco Solimando (n. 1910) barbiere: chitarra
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero, Alberto Vasciaveo