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San Severo. Dalle Leghe contadine ai movimenti di massa degli anni ’50 (44)

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  • Descrizione

    Carmine Cannelonga, bracciante, sindacalista, figura di spicco del movimento operaio, militante del partito comunista e amministratore, racconta delle prime leghe bracciantili, nei primi anni del 1900. Parla di una manifestazione del primo maggio nel 1919, poi del primo congresso comunista a San Severo, con la partecipazione di Amadeo Bordiga, nell’aprile del 1921. In questa occasione ci fu una provocazione di una squadraccia fascista, proveniente da Cerignola, che sparò davanti alla sede del congresso. Testimonianze discordanti vedono Giuseppe Di Vittorio partecipante al congresso. Cannelonga consulta i suoi manoscritti e ne legge dei frammenti. Da una cronaca locale a stampa prende spunto per parlare di quello che probabilmente fu il discorso di Di Vittorio al congresso: il boicottaggio sistematico delle aziende agricole di proprietà dei capi fascisti. Descrive l’assalto dei fascisti e la reazione di difesa dei congressisti che provocò la morte di uno degli assalitori. Arriva poi al 1926-’27 con gli arresti e l’invio al confino di molti dirigenti e militanti comunisti della provincia di Foggia (trenta a San Severo, ben duecentosette a Cerignola).

  • Durata 08:27
  • Data Lunedì, 22 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Carmine Cannelonga (San Severo 1904-1990) bracciante, dirigente politico e sindacale, amministratore comunale: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

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  • Descrizione

    Carmine Cannelonga ricostruisce i fatti del Primo Maggio 1919 e i tafferugli tra socialisti e moderati che portarono a una vittima, una donna rimasta schiacciata all’uscita del locale dove si svolgeva la manifestazione. Parla di Leone Mucci, leader socialista massimalista. La camera del lavoro in quegli anni non aderiva alla CGIL, era autonoma. Il movimento dei lavoratori era spiccatamente classista e anticlericale.

  • Durata 05:34
  • Data Lunedì, 22 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Carmine Cannelonga (San Severo 1904-1990) bracciante, dirigente politico e sindacale, amministratore comunale: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
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  • Descrizione

    Carmine Cannelonga racconta l’avvento del fascismo, guidato in provincia di Foggia dalla grande borghesia agraria. I primi anni di resistenza dei partiti dei lavoratori e l’ingresso, forzato, nella clandestinità. I congressi del partito comunista, quelli pubblici e poi quelli clandestini. L’arresto nel 1926 di Luigi Allegato. I collegamenti tra Cannelonga e gli antifascisti di Cerignola per dirigere l’attività politica clandestina in provincia di Foggia. Cannelonga e altri vengono arrestati e condannati dal Tribunale Speciale (Cannelonga a dieci anni di carcere e confino). Il ruolo di spie e confidenti. Elenca gli arrestati di San Severo e Cerignola, con le condanne e la loro condizione lavorativa (braccianti, contadini, muratori, ecc.). Modalità organizzative nella clandestinità, segni di riconoscimento, appuntamenti e orari dovevano rispettare un'assoluta precisione. Legge da un libro di Camilla Ravera il numero degli iscritti delle federazioni comuniste clandestine (la provincia di Foggia era pari alle più grandi città come Milano o Napoli). Legge documenti della Prefettura che resocontano sulla dirigenza clandestina del partito comunista trasferita a San Severo dopo i molti arresti di Foggia. Legge una lettera inviata dal coordinatore del partito comunista in provincia di Foggia (nome in codice Silvestri) alla direzione centrale nel giugno 1926. Nella lettera il resoconto della rinata capacità organizzativa, dopo lo sgomento e la paura dei primi anni, che portò a un’assemblea clandestina, in una località di campagna, di oltre settanta braccianti (nel novembre il partito comunista sarà dichiarato illegale).

  • Durata 22:32
  • Data Lunedì, 22 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Carmine Cannelonga (San Severo 1904-1990) bracciante, dirigente politico e sindacale, amministratore comunale: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
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  • Descrizione

    Carmine Cannelonga ricorda che sotto il fascismo era difficile cantare all’aperto ("si canta più in carcere che fuori") perché sarebbe stato imprudente. Dopo la Liberazione invece i canti politici erano quelli che più infiammavano la popolazione durante le manifestazioni. Indica una militante, Foschini (Mollica Soccorso), che ricorda canti politici e locali (che furono eseguiti e composti dopo la Liberazione). Le donne erano le principali protagoniste delle manifestazioni politiche e sindacali a San Severo (cita i fatti del 23 marzo 1959).

  • Durata 01:44
  • Data Lunedì, 22 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Carmine Cannelonga (San Severo 1904-1990) bracciante, dirigente politico e sindacale, amministratore comunale: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
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  • Descrizione

    Carmine Cannelonga ricorda come si riusciva, solo simbolicamente, a festeggiare il Primo Maggio nel ventennio fascista. Racconta un aneddoto che lo vide protagonista insieme a Luigi Allegato, suo compagno di lavoro, nel 1935. Andarono a lavorare in una vigna con altri (il vignaiuolo era un loro compagno) e dopo la colazione all’alba, prima di cominciare a lavorare fecero una breve commemorazione della festa del Primo Maggio. Poi avviarono il lavoro. Il vignaiuolo fu licenziato la sera stessa e loro due minacciati dalla polizia: qualche infiltrato aveva fatto delazione. Nel 1937, il Primo Maggio, ad Apricena i compagni innalzarono una bandiera rossa, fatto che causò una decina di arresti e condanne al confino. Apricena, Torremaggiore e San Nicandro Garganico erano i paesi più "resistenti". A San Severo il Primo Maggio apparivano sempre scritte inneggianti alla festa sulle muraglie alla periferia del paese.

  • Durata 04:19
  • Data Lunedì, 22 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Carmine Cannelonga (San Severo 1904-1990) bracciante, dirigente politico e sindacale, amministratore comunale: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
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  • Descrizione

    Carmine Cannelonga ricorda la partecipazione popolare alle manifestazioni del Primo Maggio nel secondo dopoguerra. Il ruolo del partito comunista, predominante anche in ambito sindacale. La festa organizzata attraverso la rete delle cellule comuniste. I canti erano eseguiti nella maggior parte dei casi dalle donne braccianti. Nel corteo diversi erano i simboli, tra i quali il giogo dei cavalli, che veniva ironicamente posto sul collo di alcuni lavoratori (così come dicevano avrebbe voluto fare un proprietario terriero locale). Parla della impostazione classista dei braccianti che aderivano al partito comunista e l’idea di "rovesciare il mondo", di fare la rivoluzione. Il 1948, i risultati negativi del 18 aprile e le speranze della rivoluzione cinese. L’organizzazione, in quell’anno, di una grande festa de l’Unità per riprendere l’attività politica con l’allestimento di carri allegorici e squadre di giovani in costume (i garibaldini, ecc.). Un carro rappresentava la più bella ragazza del paese, altri temi più "politici". L’organizzatore di queste iniziative (carri, canti e gruppi folkloristici) era il compagno D’Onofrio.

  • Durata 11:16
  • Data Lunedì, 22 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Carmine Cannelonga (San Severo 1904-1990) bracciante, dirigente politico e sindacale, amministratore comunale: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
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  • Descrizione

    Carmine Cannelonga legge, e spiega, un volantino della Lega di miglioramento dei Contadini di San Severo, stampato nel 1902. Sul volantino si stigmatizzavano fatti violenti avvenuti tra lavoratori locali e lavoratori "della marina" (i "marinesi") che venivano dalla provincia di Bari a cercare lavoro. Nel testo l’analisi del perché di questa guerra tra poveri fomentata dai grandi padroni che preferivano la manodopera forestiera più a buon mercato. Il superamento del "mercato delle braccia" a favore di una regolamentazione delle paghe e degli ingaggi. La funzione delle leghe per affratellare i contadini (braccianti) e creare riferimenti uguali per tutti. "E' stupido, è pazzo, chi ricorre alle pietre e al coltello. San Severo 19 maggio 1902". Carmine racconta come è stato ritrovato il volantino: tra i documenti regalati alla biblioteca da un sacerdote locale. Riflette sulla condizione sociale, bracciantile, dei militanti del movimento operaio, che hanno sottovalutato l’importanza della conservazione dei documenti. Prende un altro documento: il primo contratto di mezzadria.

  • Durata 04:07
  • Data Lunedì, 22 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Carmine Cannelonga (San Severo 1904-1990) bracciante, dirigente politico e sindacale, amministratore comunale: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
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  • Descrizione

    Carmine Cannelonga legge un suo manoscritto. E’ la descrizione della cinica punizione che il caporale infliggeva a chi rimaneva indietro nel lavoro di zappatura. Consisteva nello sporcare di sterco (o di terra con urina) lo stelo della zappa del ragazzo bracciante, obbligandolo quindi a proseguire così il lavoro. Era uno dei sistemi per velocizzare il lavoro di tutti gli altri.

  • Durata 00:35
  • Data Lunedì, 22 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Carmine Cannelonga (San Severo 1904-1990) bracciante, dirigente politico e sindacale, amministratore comunale: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
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  • Descrizione

    Carmine Cannelonga legge le prime pagine dei suoi manoscritti, composti nel 1976. La storia che vuol raccontare serve a smentire coloro che dicono che "mondo era e mondo è". Il mondo invece è cambiato e lo hanno cambiato i lavoratori, da quando erano considerati semplici strumenti di lavoro fino a quando hanno determinato i cambiamenti profondi della storia stessa, del loro modo di vivere. Le lotte, il partito comunista. Il suo primo lavoro dopo aver frequentato la IV elementare: la "scerbatura" del grano (per liberarlo dalle erbe infestanti). Descrive un’altra punizione che i soprastanti infliggevano ai ragazzini chinati al lavoro per estirpare le erbacce. Chi non riusciva o rimaneva indietro veniva sottoposto a una vera e propria tortura: gli si legava il pene con una cordicella all’erbaccia più radicata e bisognava così estirparla, tra dolori lancinanti. Carmine spiega le caratteristiche della pianta infestante che bisognava assolutamente estirpare per non danneggiare la qualità del grano, arrivando, da parte dei caporali, anche a queste sevizie nei confronti di chi era inadempiente. Rilegge il brano relativo all’altra punizione: la sarda.

  • Durata 03:27
  • Data Lunedì, 22 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Carmine Cannelonga (San Severo 1904-1990) bracciante, dirigente politico e sindacale, amministratore comunale: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
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  • Descrizione

    Mollica Soccorso racconta la sua militanza politica nel partito comunista, iniziata con il tesseramento nel 1944. Alla prima riunione l'impressione di "un mondo nuovo a sentire tutte quelle belle cose". Ricorda Luigi Allegato, dirigente comunista e senatore. Dopo le prime riunioni con uomini e donne, si decise per delle riunioni solo dedicate alle donne. Fu eletta segretaria di cellula, era il 1947-’48, erano iscritte 147 donne. Lei aveva frequentato le scuole solo fino alla II elementare. La cellula era talmente grande che si dovette sdoppiare in due più piccole (la "21 gennaio" e la "Maria Margotti"). Lavorava con la moglie di Allegato e nella cellula si dedicava molto tempo a cantare le canzoni politiche. I cortei di allora erano più vivaci di quelli odierni, si cantava, si gridava, si faceva "tutto quello che ci sentivamo nell’animo". A Natale si faceva la raccolta di offerte per fare i regali ai bambini poveri, si andava nelle cantine, nei pastifici, dovunque. C’era concorrenza con i compagni di Cerignola, a chi faceva più attività per il partito. In qualche palazzo le buttavano fuori o le prendevano a calci. Racconta di essere andata dappertutto, di aver percorso tutte le strade della provincia, anche quando le strade non c’erano. I contrasti, anche forti, con gli avversari che le provocavano nei cortei. Loro non avevano paura e reagivano alle provocazioni uscendo dalle file del corteo.

  • Durata 09:22
  • Data Giovedì, 25 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Mollica Soccorso Foschini (nato nel 1899) bracciante, militante comunista: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
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  • Descrizione

    Mollica Soccorso canta alcuni versi del canto politico della tradizione anarchica e sindacalista "Compagni su sorgiamo".

  • Durata 00:28
  • Data Giovedì, 25 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Mollica Soccorso Foschini (nato nel 1899) bracciante, militante comunista: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
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  • Descrizione

    Mollica Soccorso prosegue nel racconto dei contrasti, anche violenti, con gli avversari durante le manifestazioni. Riferisce aneddoti avvenuti in diversi paesi della provincia, tra cui un episodio a Cagnano Varano in cui provocarono la polizia con una canzone. Canta il primo verso della canzone che intonarono alla vista della polizia che li aspettava in paese per la manifestazione (sull’aria di Avanti o popolo).

  • Durata 02:00
  • Data Giovedì, 25 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Mollica Soccorso Foschini (nato nel 1899) bracciante, militante comunista: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
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  • Descrizione

    Mollica Soccorso ricorda le feste del Primo Maggio: l’organizzazione, i canti, la gita in campagna fuori del paese. La mattina presto usciva per le strade la fanfara vestita di rosso e si cantava Siamo i fratelli siamo i compagni.

  • Durata 03:08
  • Data Giovedì, 25 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Mollica Soccorso Foschini (nato nel 1899) bracciante, militante comunista: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
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  • Descrizione

    Mollica Soccorso canta Siamo i fratelli siam i compagni, uno dei più noti canti politici, meglio conosciuto come Inno dei lavoratori, composto nel 1886 da Filippo Turati su musica di Amintore Galli.

  • Durata 01:22
  • Data Giovedì, 25 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Mollica Soccorso Foschini (nato nel 1899) bracciante, militante comunista; Maria Grazia Foschini (nata nel 1926) bracciante, poi operaia a Milano; Teresa Foschini (nata 1929) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
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  • Descrizione

    Mario Ceglia descrive i cortei maestosi nel giorno del Primo Maggio. Ricorda gli insegnamenti di Luigi Allegato che diceva di non essere violenti, di non diventare come gli avversari della borghesia e di pensare che un giorno i figli dei lavoratori, istruiti, avrebbero governato lo Stato. Diceva sempre di far studiare i propri figli, perché così avrebbero diretto la società italiana. Racconta un aneddoto: durante il corteo con una pioggia torrenziale, c’erano tante donne con le biciclette, ma nessuno abbandonò il corteo. La festa del Primo Maggio nei primi anni del secondo dopoguerra era un risveglio a seguito del disastro procurato dal conflitto. Il lavoro politico si svolgeva andando "casa per casa". La maggior parte della popolazione era analfabeta. A San Severo durante il fascismo si riusciva comunque a celebrare questa festa clandestinamente, rischiando molto.

  • Durata 06:07
  • Data Giovedì, 25 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Mario Ceglia (nato nel 1932) commerciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

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  • Descrizione

    Maria Foschini ricorda il personaggio che durante i cortei del Primo Maggio “indossava” ironicamente un giogo da cavallo. Simbolicamente rappresentava quello che i padroni un tempo dicevano di voler fare con i lavoratori al loro servizio: considerarli come degli animali, strumenti di lavoro. Il testimone presente dice che un tempo qualche padrone davvero usò alcuni contadini per far tirare l’aratro in mancanza dei buoi. Nel corteo il lavoratore che sfilava col giogo sulle spalle era uno di quelli che avevano sopportato anni prima questa ingiuria. Era una “caricatura” e sollecitava gli applausi della folla. In quegli anni questi cortei e queste manifestazioni, per la loro forza e imponenza, spaventavano gli avversari.

  • Durata 02:22
  • Data Giovedì, 25 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Mollica Soccorso Foschini (nato nel 1899) bracciante, militante comunista; Maria Grazia Foschini (nata nel 1926) bracciante, poi operaia a Milano; Teresa Foschini (nata 1929) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

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  • Descrizione

    Mollica Soccorso e Maria ricordano le sfilate, le ragazze vestite a festa o in divisa (gonne nere e camicia rossa), l’organetto e le canzoni, i carri zeppi di giovani in camicia rossa e con le bandiere rosse.

  • Durata 01:27
  • Data Giovedì, 25 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Mollica Soccorso Foschini (nato nel 1899) bracciante, militante comunista; Maria Soccorso Foschini: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

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  • Descrizione

    Mollica Soccorso racconta come, le donne incarcerate per la rivolta del 23 marzo 1950, crearono una canzone (sull’aria di Villa Borghese), ognuna aggiungendo un verso.
    "L'abbiamo inventata il 23 di marzo e l'abbiamo inventata nel carcere. Rubammo un pezzo di gesso dalla scuola, dove andavamo alla scuola, andavamo a un gabinetto che c'era, stava un paravento che si chiudeva e si apriva. Noi mentre che facevamo quel servizio, piglia e facevamo scrivevamo: 'Il 23 di marzo'. Veniva un'altra: 'Che giornata di coraggio', e abbiamo composto la canzone".

  • Durata 00:25
  • Data Giovedì, 25 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Mollica Soccorso Foschini (nato nel 1899) bracciante, militante comunista; Maria Grazia Foschini (nata nel 1926) bracciante, poi operaia a Milano; Teresa Foschini (nata nel 1929) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

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  • Descrizione

    Mollica Soccorso canta Il ventitre di marzo che racconta la sequenza di fatti relativi alla rivolta popolare del 1950. 

    Il 23 di marzo che giornata di coraggio 
    uomini e donne siamo stati torturati 
    alli dieci in punto eravamo in sezione 
    e gli scelbini salirono per balcone 
    con i mitra ci hanno fatt'alzar le mani 
    noi comunisti siamo stato coraggiosi 

    Siamo forti e lor lo sann 
    e la lotta continuerà
    alla fine bandiera rossa trionferà

    Con i camion pronti avanti alla sezione 
    alla caserma ci hanno portati 
    in fila ci hanno messo come gli schiavi 
    ci hanno imputato per insurrezione arma’
    in fila ci hanno messo come gli schiavi 
    le fotografie ci hanno tira’ 
    dopo nove ore che ci hanno insultati 
    di parole siamo stato provvocati 

    Coll'autoblind'e carrarmati 
    ci hanno subito accompagna' 
    alle carceri di Lucera ci hanno porta' 

    A li sette aprile siamo stati chiamati 
    davanti al presidente ci hanno portati 
    Signor presidente noi siamo innucende 
    sono stati i fascisti ad infamar' 
    se ci condannate non ci spaventiamo 
    siamo comunisti e non lo neghiam 
    alla fine bandiera rossa trionferà

    "Questa è quella che abbiamo inventato nel carcere. L'abbiamo composta noi, andavamo a scuola a scrivere e allora prendevamo dei pezzetti di gesso e chi diceva una parola, chi diceva un'altra e l'hanno organizzata loro sull'aria di Villa Borghese".

  • Durata 03:03
  • Data Giovedì, 25 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Mollica Soccorso Foschini (nato nel 1899) bracciante, militante comunista: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
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  • Descrizione

    Mollica Soccorso canta l’altra canzone composta, in dialetto, a San Severo per ricordare i fatti della rivolta del 1950.

  • Durata 01:10
  • Data Giovedì, 25 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Mollica Soccorso Foschini (nato nel 1899) bracciante, militante comunista: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
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  • Descrizione

    Mollica Soccorso canta la canzone anarchica Sorgiamo. Nel testo piccole varianti e adattamenti con una strofa finale che declina l’ispirazione originale anarchica all’ideale comunista.

  • Durata 01:06
  • Data Giovedì, 25 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Mollica Soccorso Foschini (nato nel 1899) bracciante, militante comunista: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Mollica Soccorso canta la canzone Sorgiamo della tradizione anarchica e sindacalista.

  • Durata 02:24
  • Data Giovedì, 25 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Mollica Soccorso Foschini (nato nel 1899) bracciante, militante comunista; Maria Grazia Foschini (nata nel 1926) bracciante, poi operaia a Milano; Teresa Foschini (nata nel 1929) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
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  • Descrizione

    Testo: Due sposi fanno quistione
    Paraponziponzipo
    A ragione dell'opinione
    Paraponziponzipo
    Lui è rosso a tutto spiano
    E lei è democristiana
    E comunist'oilì comunist'oilà

    E dopo il 18 aprile
    Paraponziponzipo
    Questa sposa ha un nuovo stile
    Paraponziponzipo
    Per potersi divendicare
    Lei si è messa a scioperare
    E comunist'oilì comunist'oilà

    E la sera quand'erano a letto
    Paraponziponzipo
    Lei diceva al poveretto
    Paraponziponzipo
    Per De Gasperi hai votato
    E ora sei disoccupato
    E comunist'oilì comunist'oilà

    Il marito democristiano
    Paraponziponzipo
    Allungava un po' la mano
    Paraponziponzipo
    E lei poi con un doppietto
    E l'ha buttato giù dal letto
    E comunist'oilì comunist'oilà

    E tu caro Fernando
    Paraponziponzipo
    Se ti accetti la mia domanda
    Paraponziponzipo
    Ti lo giuro che son pentito
    E voglio entrare nel tuo partito
    E comunist'oilì comunist'oilà

    E primo le ha dato un bacio
    Paraponziponzipo
    Forte forte l'ha abbracciato
    Paraponziponzipo
    Vieni vieni o mio tesoro
    Nella Camera del lavoro
    E comunist'oilì comunist'oilà

    Ora non fanno più quistione
    Paraponziponzipo
    Per la socializzazione
    Paraponziponzipo
    Ora lavorano con gran passione
    Per aumentar la produzione
    E comunist'oilì comunist'oilà

    Mollica Soccorso canta la canzone politica satirica su due sposi di idee politiche differenti (lo sposo comunista e la sposa democristiana).
    Canto politico in forma di contrasto, collocabile nel periodo delle elezioni del 18 aprile 1948, e di propaganda per il Fronte Popolare.

  • Durata 02:45
  • Data Giovedì, 25 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Mollica Soccorso Foschini (nato nel 1899) bracciante, militante comunista; Maria Grazia Foschini (nata nel 1926) bracciante, poi operaia a Milano; Teresa Foschini (nata nel 1929) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
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  • Descrizione

    Testo: Mò ch'è trasciute l'anne nouve
    L'amme cacciate na bella canzoune
    U quanne ca je belle
    E sop'a don Giuannine Castelle

    E magnatille sucatille stu limoune
    E ij lu sacce ca te piece
    C' l'ana fa na menda capece
    Ca lu limoune c' l'ann'a magnè

    Alli ‘lezion’ du quarantott’
    Nu sime jute tand’ fort’
    E p’ la Vergine Mariì
    E c’ha fr’chet’ la Democrazij

    E magnatill’ sucatill’ stu limoun’
    tu lu sa’ ca te piec’
    e ti hann’a fa ‘na mend’ capece
    che i comunist’ hann’a cumanda’

    A lu pizz’ d’ la port’ de Fogg’
    amme scupert’ ‘na vita casin’
    nu amm’a ji ‘ngoul a mast’ Michel’ Rubbin’
    colla sua settema società

    Amm'angappeit’ ‘n’ata pecherucce
    amme pigghiete u maresciall’ Iannucc’
    u ma tand’ ch’è stete bell’
    u sime jut’a pigghià fine a lu macell’

    Nu sime state li perditour’
    amme caccete u senatour’
    e duje vout’ e chi ‘ngann’ teu
    e nnenn è sciute debbutet’

    Annand’ a cumba’ Foschin’
    e nu ‘m fatt’ ‘na bella fest’
    amme ‘ngappeit’a Salvatour’ Tembest’
    ind’u tavout’ l’amm’a f’cca’

    Addrete Sanda Mariì
    amme menete a don Mattei Nijr’
    e ‘a mugghiere chiagneve fort’
    non me lu cundannete a mort’

    A lu pundoun’ de la stazioun’
    hanne mennete tanda mazzete

    E Gennarin’ tu pecchè si rre’
    i comunist’ vann’ menann’ mazzete
    e chi ‘na mazz’ e chi nu bastoun’
    hann’ mennete a Laurioun’


    Mollica Soccorso e la figlia Maria cantano la canzone politica che descrive le violenze seguite alla sconfitta elettorale subita dai comunisti del Fronte Popolare nelle elezioni del 18 aprile 1948.

  • Durata 03:15
  • Data Giovedì, 25 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Mollica Soccorso Foschini (nato nel 1899) bracciante, militante comunista; Maria Grazia Foschini (nata nel 1926) bracciante, poi operaia a Milano; Teresa Foschini (nata nel 1929) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Mollica Soccorso Foschini racconta aneddoti del periodo fascista, quando bisognava evitare le punizioni delle squadracce di picchiatori. Suo marito andava a lavorare in campagna in bicicletta e nell’andare fischiettava sempre Bandiera rossa. Fu avvisato di non farlo più, perché una squadraccia aveva deciso di fargliela pagare.

  • Durata 02:18
  • Data Giovedì, 25 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Mollica Soccorso Foschini (nato nel 1899) bracciante, militante comunista; Maria Grazia Foschini (nata nel 1926) bracciante, poi operaia a Milano; Teresa Foschini (nata nel 1929) bracciante; Mario Ceglia (nato nel 1932) commerciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Mario Ceglia racconta un altro aneddoto, riguardante suo nonno socialista, del periodo fascista. Il nonno era ortolano e girava col suo carretto nuovo, a cui aveva dipinto le ruote di rosso, nel 1933. Nel rientrare in paese bisognava pagare il dazio denunciando le merci trasportate e il nonno si accorse che gli facevano sempre pagare più del dovuto a causa proprio di quelle ruote rosse che infastidivano i fascisti. Quell’anno, in pieno fascismo, ci fu un grande sciopero degli ortolani di San Severo e Torremaggiore contro l’esosità del dazio e contro l’imposizione di prezzi non vantaggiosi per i produttori. Gli ortolani fecero sapere di essere disposti anche a sradicare tutte le loro piante, se fossero stati arrestati o se le loro richieste non fossero state accolte. Di fronte alla risposta negativa del podestà agirono come promesso. Ci furono molti arresti, ma alla fine la vinsero gli ortolani.

  • Durata 06:43
  • Data Giovedì, 25 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Mario Ceglia (nato nel 1932) commerciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Mario Ceglia racconta il suo rientro dal militare, nel 1956. C’era disoccupazione e bisognava accettare qualsiasi lavoro. Andò a lavorare presso una ditta che costruiva strade. Si lavorava sotto il sole cocente, senza rispetto dell’orario di lavoro e potendo bere solo acqua sporca dei pozzi. Lui era l’unico che aveva il coraggio di ribellarsi. Gli altri, tra i quali molti suoi compagni di partito e sindacalisti, avevano timore di esporsi perché a differenza sua, avevano famiglie da mantenere. Ci fu un alterco tra lui e il padrone, davanti a tutti gli altri lavoratori. Luigi Allegato, allora presidente della Provincia di Foggia, intervenne sulla ditta obbligandola a fornire acqua potabile ai lavoratori, pena l’esclusione da tutti gli appalti.

  • Durata 07:46
  • Data Giovedì, 25 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Mario Ceglia (nato nel 1932) commerciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Mollica Soccorso ricorda i grandi dirigenti comunisti e sindacali Luigi Allegato e Giuseppe Di Vittorio. Senza il loro contributo e la loro guida i lavoratori della terra sarebbero stati sempre sfruttati. Li benedice, ricordando le condizioni dei braccianti prima della conquista dei diritti fondamentali sul lavoro. Racconta alcuni aneddoti sulla fatica delle contrattazioni con i padroni, per l’orario e la paga. Ricorda Allegato, contadino, che come Di Vittorio, quando andava in campagna a lavorare appena poteva tirava fuori il giornale e leggeva.

  • Durata 04:47
  • Data Giovedì, 25 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Mollica Soccorso Foschini (nato nel 1899) bracciante, militante comunista: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Mollica Soccorso canta una strofetta degli stornelli che i braccianti eseguivano al termine della giornata lavorativa per sollecitare il vignaiuolo (il padrone o il caporale) a congedarli.

  • Durata 00:23
  • Data Giovedì, 25 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Mollica Soccorso Foschini (nato nel 1899) bracciante, militante comunista: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Mollica Soccorso canta altre strofette degli stornelli (i calasole) che i braccianti eseguivano al termine della giornata lavorativa per sollecitare il vignaiuolo (il padrone o il caporale) a congedarli.

  • Durata 00:38
  • Data Giovedì, 25 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Mollica Soccorso Foschini (nato nel 1899) bracciante, militante comunista: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo:

    È sciute n'ata specie e malatie
    Quelle ci chiama freve do partite
    A chepe jè sbagliete a tutte quande
    U partite comuniste a dda ij annanz'
    E sta camorr'a ddà finì

    Giovinotti gridiamo tutti
    Che vogliamo la libertà
    Evviva i comunisti
    Bandiera rossa trionferà

    Giuvenott' nu 'mm'a esse tutte eguale
    Avimm'a fa u sciopere generale
    Vui vidite a guerr' che c'ha combinate
    Chi è arreccute e chi è mutilate
    E sta camorra a dda finì

    Giovinotti gridiamo tutti
    Che vogliamo la libertà
    Evviva i comunisti
    Bandiera rossa trionferà

    E i prevete so' na mass' d'empustore
    Chi tene a mantenute e chi fa ammore
    O pozz' dice ij ca l'egge vist'
    E i cchù singere sim'ei comunist'
    E sta camorra a ddà finì

    Giovinotti gridiamo tutti
    Che vogliamo la libertà
    Evviva i comunisti
    Bandiera rossa trionferà

    Mollica Soccorso canta un canto politico anti-democristiano cantato dai comunisti in periodo elettorale.

    È sciute n'ata specie e malatie
    quelle ci chiama freve do partite
    a chepe jè sbagliete a tutte quande
    u partite comuniste a dda ij annanz'
    e sta camorr'a ddà finì

    Giovinotti gridiamo tutti
    che vogliamo la libertà
    evviva i comunisti
    bandiera rossa trionferà

    Giuvenott' nu 'mm'a esse tutte eguale
    avimm'a fa u sciopere generale
    vui vidite a guerr' che c'ha combinate
    chi è arreccute e chi è mutilate
    e sta camorra a dda finì

    Giovinotti gridiamo tutti
    che vogliamo la libertà
    evviva i comunisti
    bandiera rossa trionferà

    E i prevete so' na mass' d'empustore
    chi tene a mantenute e chi fa ammore
    o pozz' dice ij ca l'egge vist'
    e i cchù singere sim'ei comunist'
    e sta camorra a ddà finì

    Giovinotti gridiamo tutti
    che vogliamo la libertà
    evviva i comunisti
    bandiera rossa trionferà

  • Durata 01:12
  • Data Giovedì, 25 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Mollica Soccorso Foschini (nato nel 1899) bracciante, militante comunista; Maria Grazia Foschini (nata nel 1926) bracciante, poi operaia a Milano; Teresa Foschini (nata nel 1929) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: Oggi le donne la politica la sanno
    sanno girare tutto li rione
    vann'a trovare i pacchi dove stanno
    (e specialmente….)
    approfittando fino all'elezioni

    Che poi noi dicevamo
    me pare ch'a dda venì Baffoune…

    Ogni paese fanno la loro discussione
    cercano pane e pasta fino all'elezione
    ma chi mai potrà pensar per chi dovrà votar
    per il 18 aprile ci sta poco da pensar

    Ci siamo malamente combinato
    cu na famiglia senza comprensione 
    a tutti i partiti si so' segnato
    per evitare ogni discussione

    Me pere ch'a dda venì Baffoune…

    Mia moglie è di sinistra
    mia suocera è di destra
    c'ho una sorella monica
    e un'altra ch'è maestra
    chi mai potrà pensar per chi potrà votar
    fino al 18 aprile ci sta tempo da pensar

    Mollica Soccorso canta un canto politico anti-democristiano cantato dai comunisti nel periodo elettorale che precedeva le elezioni del 18 aprile 1948.

  • Durata 01:42
  • Data Giovedì, 25 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Mollica Soccorso Foschini (nato nel 1899) bracciante, militante comunista; Maria Grazia Foschini (nata nel 1926) bracciante, poi operaia a Milano; Teresa Foschini (nata nel 1929) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Mollica Soccorso e la figlia Maria cantano un canto politico anti-democristiano cantato dai comunisti nel periodo elettorale che precedeva le elezioni del 18 aprile 1948. Cantato sull’aria della canzonetta fascista Faccetta nera. Vengono citati Giuseppe Di Vagno e Matteotti, assassinati dai fascisti.

  • Durata 01:27
  • Data Giovedì, 25 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Mollica Soccorso Foschini (nato nel 1899) bracciante, militante comunista; Maria Grazia Foschini (nata nel 1926) bracciante, poi operaia a Milano; Teresa Foschini (nata nel 1929) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Mollica Soccorso e la figlia Maria cantano un canto politico anticlericale (e antidemocristiano) di propaganda comunista, collegabile al precedente brano.

  • Durata 00:44
  • Data Giovedì, 25 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Mollica Soccorso Foschini (nato nel 1899) bracciante, militante comunista; Maria Grazia Foschini (nata nel 1926) bracciante, poi operaia a Milano; Teresa Foschini (nata nel 1929) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
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  • Descrizione

    Mario Ceglia racconta dei tanti gruppi di giovani della Fgci (i giovani comunisti) che cantavano nei diversi rioni del paese. C’era competizione tra i diversi circoli politici.

  • Durata 00:37
  • Data Giovedì, 25 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Mario Ceglia (nato nel 1932) commerciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
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  • Descrizione

    Mollica Soccorso e la figlia Maria cantano due soli versi del canto della Resistenza Armata rossa.

  • Durata 00:15
  • Data Giovedì, 25 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Mollica Soccorso Foschini (nato nel 1899) bracciante, militante comunista; Maria Grazia Foschini (nata nel 1926) bracciante, poi operaia a Milano; Teresa Foschini (nata nel 1929) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Mollica Soccorso e la figlia Maria cantano La guardia rossa (di Spartacus Picenus pseudonimo per Raffaele Offidani, 1919), canto politico comunista.

  • Durata 02:29
  • Data Giovedì, 25 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Mollica Soccorso Foschini (nato nel 1899) bracciante, militante comunista; Maria Grazia Foschini (nata nel 1926) bracciante, poi operaia a Milano; Teresa Foschini (nata nel 1929) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Camera del lavoro. Giuseppe Fiore, sindacalista Cgil, originario di San Paolo Civitate, riporta i ricordi del nonno sulla festa del Primo Maggio nel suo paese natale, durante il periodo fascista. Il paese era piccolo e uno sparuto gruppo di socialisti militanti si riuniva clandestinamente su una collina limitrofa. Anche la sola domanda fatta a un lavoratore sul non andare a lavorare quel giorno era causa di arresti. Il nonno di Ciro proprio per un episodio del genere fu latitante per un mese e mezzo e subì un processo. Il socialismo arrivò nei primi anni del '900 dalla vicina San Severo, dai gruppi intellettuali allargandosi a contadini e braccianti. Nel 1910 a San Paolo arrivò da San Nicandro G. Vincenzo Viggiani, un anarchico. Durante il periodo fascista ci fu sempre resistenza nei confronti del regime da parte dei militanti socialisti e comunisti, che poi si ritrovarono e ripresero l'attività politica alla luce del sole dopo l'8 settembre.

  • Durata 06:15
  • Data Martedì, 30 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Fiore (nato a San Paolo di Civitate nel 1935) bracciante, segretario Camera del lavoro di San Paolo di Civitate: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Camera del lavoro. Giuseppe Fiore, sindacalista Cgil e segretario della Camera del lavoro di San Paolo di Civitate, parla del secondo dopoguerra e del giorno in cui, nel 1944, lui ancora bambino ma in prima fila quando succedeva qualcosa, ci fu una ribellione popolare che si concluse con l’assalto al "circolo dei signori" e con un grande falò, di tutta la mobilia e le suppellettili, che bruciò l’intera giornata. Il quadro che raffigurava il Re e la Regina, invece, fu salvato dal fuoco, ma gettato intenzionalmente sotto le ruote di un camion di passaggio tra le grida di gioia della popolazione.

  • Durata 02:40
  • Data Martedì, 30 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Fiore (nato a San Paolo di Civitate nel 1935) bracciante, segretario Camera del lavoro di San Paolo di Civitate: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Camera del lavoro. Giuseppe Fiore, sindacalista Cgil e segretario della Camera del lavoro di San Paolo di Civitate, parla della partecipazione popolare alla festa del Primo Maggio dopo la fine della guerra: festa, sagra, canti e tarantelle. "Prima il popolo era protagonista della festa, oggi è spettatore". Spesso il clou della festa era rappresentato dagli stornelli a dispetto eseguiti da gruppi di uomini e donne (gli stessi che si eseguivano sul lavoro in campagna). Le grandi speranze del popolo di sinistra e la delusione dei risultati del 18 aprile 1948. Fiore riflette poi sull’attualità, deludente, della festa del Primo Maggio e su come si potrebbe rivitalizzare anche con il coinvolgimento delle scuole. Portare nella scuola la Costituzione, la storia del Primo Maggio, lo Statuto dei lavoratori.

  • Durata 10:23
  • Data Martedì, 30 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Giuseppe Fiore (nato a San Paolo di Civitate nel 1935) bracciante, segretario Camera del lavoro di San Paolo di Civitate: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Camera del lavoro. Ciro Nicolella, dirigente sindacale Cgil, lamenta l’assenza di documentazione sulla storia delle lotte e dei movimenti politici e sindacali locali. La nascita delle prime Leghe contadine agli inizi del ‘900 e l’influenza del socialismo scientifico e del pensiero di Leone Mucci e Gaetano Salvemini. Lo spirito internazionalista e le feste del movimento: il Primo Maggio e il 7 novembre (Rivoluzione russa). La ritualità simbolica della festa del Primo Maggio (il "vestito buono" del matrimonio, il garofano rosso). La manifestazione di donne, nel 1912-’13, contro la partenza dei soldati italiani per la Libia. I fatti del Primo Maggio 1919 e le cariche della Cavalleria contro il corteo di lavoratori. In quell’occasione la "Portabandiera" (Mollica Soccorso Foschini) riuscì a disarcionare, a mani nude, dal cavallo il viceprefetto che comandava la cavalleria e le cariche. Differenze tra le iniziative della festa del Primo Maggio e quelle riprese dal fascismo (per esempio i saggi ginnici). Le condizioni dei braccianti. I contrasti tra lavoratori della terra di territori diversi a fine ‘800. Le iniziative della prima Lega dei contadini per evitare le guerre tra lavoratori e per assicurare una paga uguale per tutti, locali e "forestieri" (i cosiddetti "marinesi", i lavoratori che venivano dalla provincia di Bari).

  • Durata 26:21
  • Data Martedì, 30 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Ciro Nicolella (nato a San Severo nel 1926) edile, segretario Camera del lavoro di San Severo: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
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  • Descrizione

    Camera del lavoro. Ciro Nicolella, dirigente sindacale Cgil, racconta la scissione tra socialisti e comunisti del 1921 rispetto alla realtà cittadina. Il giorno del Primo Maggio sotto il fascismo i compagni festeggiavano nelle case delle famiglie di coloro che erano in carcere. Quel giorno, fino ad oggi, le famiglie si riuniscono per il pranzo della festa (come anche il 7 novembre, anniversario della Rivoluzione sovietica). La ricorrenza del Primo Maggio è sentita anche da gruppi di cattolici e nel 1944 è stata anche celebrata la messa, dopo il comizio, da un sacerdote antifascista. Dal Primo Maggio di oggi, più partecipato quando segue eventi sociali o politici di portata locale, nazionale e internazionale al Primo Maggio successivo ai fatti del 23 marzo 1950 con la rivolta popolare: la festa fu vietata, ma i lavoratori si recarono in massa a Torremaggiore per festeggiarlo comunque, anche con i blocchi stradali della polizia che tentava di intimidire i partecipanti. Per l’attualità interviene Fiore che riflette sulla disaffezione dei giovani verso questo tipo di partecipazione. Riprende Nicolella sulla connotazione della giornata come momento di lotta o momento di festa e su come sollecitare la partecipazione di tutti. Riflessioni sull’idea di militanza e sugli aspetti di condivisione umana e personale, oltre che ideologica. La gestione della festa, unitaria o meno a livello sindacale e la predominanza della componente comunista a livello politico. Come fu vissuta la scissione sindacale del 1948 e come, a San Severo, sia rimasto lo spirito unitario a livello di base, in controtendenza con direttive "esterne".

  • Durata 55:25
  • Data Martedì, 30 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Ciro Nicolella (nato a San Severo nel 1926) edile, segretario Camera del lavoro di San Severo; Giuseppe Fiore (nato a San Paolo di Civitate nel 1935) bracciante, segretario Camera del lavoro di San Paolo di Civitate: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Maria Vincenza Racano canta, accompagnandosi con il ritmo di un’asta a sonagli, un canto politico composto dai comunisti a San Severo dopo i risultati sfavorevoli delle elezioni del 18 aprile 1948.

  • Durata 00:36
  • Data Martedì, 30 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Maria Vincenza Racano (nata nel 1906) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Maria Vincenza Racano ricorda la sua militanza politica. Mostra come usava il tamburello o l’asta a sonagli durante le manifestazioni per accompagnare le tarantelle. Ricorda la festa del Primo Maggio e le cose che preparava per l’occasione: taralli, pizze fritte, che vendeva con la bancarella durante la festa in Villa (i giardini pubblici) e i simboli politici (bandiera rossa, falce e martello) che esponeva davanti casa.

  • Durata 04:11
  • Data Martedì, 30 Maggio 1978
  • Luogo San Severo
  • Provincia Foggia
  • Regione Puglia
  • Esecutore Maria Vincenza Racano (nata nel 1906) bracciante: voce
  • Autore Giovanni Rinaldi, Paola Sobrero