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Pietracamela (28)

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  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto per la nascita di Gesù bambino eseguito a voci miste. Interrotto dopo la terza strofa, prosegue alla  traccia successiva.

    La registrazione è stata effettuata nel 1964-1965.

  • Durata 05:44
  • Luogo Pietracamela
  • Provincia Teramo
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Celestina De Luca, Salvatore De Luca, Giuseppina Giardetti (Giuspecchia), Luigina Panza, Ginevra Bartolomei, Teresa Davidde, Maddalena Montauti (Bimba), Isabella Leone: voce
  • Autore Nicola Jobbi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: [...] Lu fradd d ppijé 
    m’ s’arralligra u cùare c’ha net Giasé. 
    Gia splond la sctalla c’annenzia u Bambun 
    d nùatt e d jurn jaciont d ppijé 
    m’ s’arralligra u cùare c’ha net Giasé. 
    Mareja è la prema ad aderà u Bambun
    j’armboscia i glie vescia j’amàja d ppijé 
    m’ s’arralligra u cùare c’ha net Giasé. 
    Jsoppe s’abboss ad aderà u Bambun 
    j striagna a glie piatte j’amàja d ppijé 
    m’ s’arralligra u cùare c’ha net Giasé. 
    Già vuave hi pascter ad aderà u Bambun 
    hi suane hi glie chjante le lùade d ppijé 
    m’ s’arralligra u cùare c’ha net Giasé. 
    Già vuave hi re miage ad aderà u Bambun 
    ngh l’aure hi l’encionz la merra de ppijé 
    m’ s’arralligra u cùare c’ha net Giasé. 
    Jame na tett ad aderà u Bambun 
    eufframeje u cùare hi l’olme d ppijé 
    m’ s’arralligra u cùare c’ha net Giasé.
    Ripresa della traccia precedente.

    La registrazione è stata effettuata nel 1964-1965.

  • Durata 04:38
  • Luogo Pietracamela
  • Provincia Teramo
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Celestina De Luca, Salvatore De Luca, Giuseppina Giardetti (Giuspecchia), Luigina Panza, Ginevra Bartolomei, Teresa Davidde, Maddalena Montauti (Bimba), Isabella Leone: voce
  • Autore Nicola Jobbi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: Je tinghe na salete
    da mannà a gl’bambeneglie 
    je vuje fa jeje 
    da mannà a gl’bambeneglie 
    je vuje fa jeje.


    Canto polivocale di saluto dedicato a Gesù Bambino eseguito con una modalità a dispetto. La forma di polivocalità che si ascolta è comune ad un'estesa area dell'Italia centro–orientale. L'esecuzione si interrompe dopo la prima strofa.

    La registrazione è stata effettuata nel 1964-1965

  • Durata 00:56
  • Luogo Pietracamela
  • Provincia Teramo
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Celestina De Luca, Salvatore De Luca, Giuseppina Giardetti (Giuspecchia), Luigina Panza, Ginevra Bartolomei, Teresa Davidde, Maddalena Montauti (Bimba), Isabella Leone: voce
  • Autore Nicola Jobbi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: Coi raggi tuoi lucenti dei popoli devoti 
    i pianti e i mesti voti deh sorgi a consolar 
    deh sorgi amica stella la pace ad annunziar (2 volte)
    Con te dall’Oriente si pongono in cammino 
    il redentor divino tre regi ad adorar
    deh sorgi amica stella la pace ad annunziar (2 volte)
    Già godono i prescelti tre regi fortunati 
    [...] di stringere a baciar
    deh sorgi amica stella la pace ad annunziar (2 volte).
    Contemplano sul fieno disteso il loro nume 
    ne sanno del suo lume i cuori loro saziar 
    deh sorgi amica stella la pace ad annunziar (2 volte)
    Ognun con mani tremanti ha il mistico tesoro 
    di mirra, incenso e oro s’affretta a tributar 
    deh sorgi amica stella la pace ad annunziar (2 volte).
    L’incenso al vero Dio, la mirra al Verbo Infante 
    l’oro al divin regnante intendono presentar 
    deh sorgi amica stella la pace ad annunziar (2 volte)
    O fortunati regi dei popoli devoti 
    i pianti i mesti voti, venite a consolar 
    deh sorgi amica stella la pace ad annunziar (2 volte).


    Canto per l'epifania, in italiano. Il brano è preceduto da una breve spiegazione introduttiva.

    La registrazione è stata effettuata nel 1964-1965.

  • Durata 05:03
  • Luogo Pietracamela
  • Provincia Teramo
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Celestina De Luca, Salvatore De Luca, Giuseppina Giardetti (Giuspecchia), Luigina Panza, Ginevra Bartolomei, Teresa Davidde, Maddalena Montauti (Bimba), Isabella Leone: voce
  • Autore Nicola Jobbi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: Je tinghe na salete da mannà a gl’bambeneglie 
    je vuje fa jeje 
    da mannà a gl’bambeneglie 
    je vuje fa jeje. 
    Salete a San Gisoppe a la Mduonne e da salete 
    a u redendur du munne 
    la Mduonne e da salete 
    a u redendur du munne. 
    Hai viscte la vaccarolle e gl’asineglie 
    stava a rescallè 
    lu bambineglie
    l’asineglie stava a rescallà 
    lu bambineglie. 
    S’ha partet na stella dall’Orionde 
    ha muniute ad avvesà 
    tutta la gionde
    dall’Orionde ha muniete ad avvesà 
    tutta la gionde.


    Ripresa della traccia 03.

    La registrazione è stata effettuata nel 1964-1965.

  • Durata 02:39
  • Luogo Pietracamela
  • Provincia Teramo
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Celestina De Luca, Salvatore De Luca, Giuseppina Giardetti (Giuspecchia), Luigina Panza, Ginevra Bartolomei, Teresa Davidde, Maddalena Montauti (Bimba), Isabella Leone: voce
  • Autore Nicola Jobbi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: Ai piedi del Gran Sasso ci sta una cappellina 
    e dentro c’è una madonnina e un mazzolin di fior (2 volte)
    A mezzogiorno vanno i rondinotti a schiera 
    sfiorando con le alucce nere quel mazzolin di fior (2 volte)
    A sera i contadini a casa se ne vanno 
    e alla madonnina danno un mazzolin di fior (2 volte)
    E quando vien la notte nel ciel spunta una stella 
    tu vegli o madonnina bella su tutto il mondo inter (2 volte).


    Canzone alla Madonna del Gran Sasso. Canto polivocale di soggetto religioso, eseguito da voci miste.

    La registrazione è stata effettuata nel 1964-1965.

  • Durata 02:46
  • Luogo Pietracamela
  • Provincia Abruzzo
  • Regione Teramo
  • Esecutore Celestina De Luca, Salvatore De Luca, Giuseppina Giardetti (Giuspecchia), Luigina Panza, Ginevra Bartolomei, Teresa Davidde, Maddalena Montauti (Bimba), Isabella Leone: voce
  • Autore Nicola Jobbi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: Quando vedrai staccarsi la slavina 
    ricordati di noi o madonnina
    Quando vedrai staccarsi la valanga
    ricordati di noi Madonna santa.
    Quando vedrai staccarsi la ra[...]ra
    ricordati di noi Madonna cara.
    La Madonnina del Gran Sasso, in bronzo a grandezza naturale, è stata portata a spalle a quota 2000 metri. La statua ricorda la morte, sotto una slavina, di due alpinisti sorpresi da una bufera durante una traversata invernale. Ogni anno la prima domenica di agosto, pellegrini provenienti da tutte le località della montagna teramana si recano fino alla cappellina, salendo a piedi o, recentemente, in seggiovia. La melodia del canto (polifonico) ricorda la traccia seguente .

    La registrazione è stata effettuata nel 1964-1965.

  • Durata 01:20
  • Luogo Pietracamela
  • Provincia Teramo
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Celestina De Luca, Salvatore De Luca, Giuseppina Giardetti (Giuspecchia), Luigina Panza, Ginevra Bartolomei, Teresa Davidde, Maddalena Montauti (Bimba), Isabella Leone: voce
  • Autore Nicola Jobbi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto polivocale, di argomento religioso sulla stessa aria della  traccia precedente. Il canto si interrompe dopo la prima strofa.

    La registrazione è stata effettuata nel 1964-1965.

  • Durata 00:26
  • Luogo Pietracamela
  • Provincia Teramo
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Celestina De Luca, Salvatore De Luca, Giuseppina Giardetti (Giuspecchia), Luigina Panza, Ginevra Bartolomei, Teresa Davidde, Maddalena Montauti (Bimba), Isabella Leone: voce
  • Autore Nicola Jobbi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: Ai piedi del Gran Sasso dentro una capannina 
    c’è la vergine Maria col suo divin figliuol.
    O bianca castellana vergine santa e bella 
    sei ‘na turgida stella che rallegri i nostri cuor. 
    Appena spunta il sole indora le colline
    ma la bellezza tua Maria illumina terra e ciel. 
    Ogni anno in compagnia a visitarti venivamo 
    ed ora si troviam lontano non si vedremo più. 
    Ma questa lontananza è soltanto di persona 
    però il nostro pensiero non si allontana da te. 
    Nei nostri bisogni ti invochiamo o Maria 
    madre nostra e di Dio solo tu ci puoi salvar. 
    Sei la madre del cielo miracolosa e vera 
    e non vi è chi non spera poter star vicino a te. 
    Apriteci le porte venire in paradiso
    restar con te e Gesù uniti per tutta l’eternità (2 volte).


    Canto di argomento religioso, dedicato alla Madonna del Gran Sasso e composto da Ginevra Bartolomei nel periodo della sua emigrazione in Canada.

    La registrazione è stata effettuata nel 1964-1965.

  • Durata 02:55
  • Luogo Pietracamela
  • Provincia Teramo
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Ginevra Bartolomei: voce
  • Autore Nicola Jobbi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: O San Gabriele puro e sincero facci ritornare a Pietracamela
    facci tornare, facce tornare, per venirti a visitare. 
    Quando eravamo al paese natio la contentezza mai finiva
    quando eravamo al paese nostro a qualunque festa venivam di corsa.
    Durante il cammino si cantava per te Gabriele le preci più care
    si recitava il rosario e preghiere tutto in onore a sto San Gabriele. 
    E affrettando il passo si giungeva a Isola del Gran Sasso
    arrivati al convento, che meraviglia, San Gabriele sembravi un giglio. 
    E a sinistra c’è il tesoro, San Gabriele più bello di un fiore
    quelle nobili feste che si faceva, sembrava a tutti trovarsi sul cielo.
    Ora forse il destino così ha voluto che tutti in America ci siamo perduti
    da che vi ho lasciato mi sembra tanto mentre è poco più di un anno.
    Datosi che ora qua si troviamo San Gabriele ci devi aiutar 
    nella mia famiglia di amici e parenti San Gabriele guardaci sempre. 
    E se il Signore salute ci da speriamo un giorno poter ritornà
    di cuore preghiamo te e Iddio tornando al paese con tanta allegria. 
    Di grazie e miracoli è piena terra e cielo tutti ti onoriamo o San Gabriele (2 volte).
    Canto in onore di San Gabriele che fa riferimento all'emigrazione e alla speranza di poter tornare a casa, composto da Ginevra Bartolomei durante la permanenza in Canada. Nel caso specifico si tratta di emigrazione oltreoceano, ma da Pietracamela gli uomini si recavano come cardatori, per lunghi periodi, anche in località relativamente vicine.

    La registrazione è stata effettuata nell'estate 1964.

  • Durata 02:24
  • Luogo Pietracamela
  • Provincia Teraramo
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Ginevra Bartolomei: voce
  • Autore Nicola Jobbi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

     Testo: Ma perché, signorina fuggi quando vedi a me 
    sembra che hai paura mentre a me batte forte il cuore. 
    Vorrei fermarti per un minuto solo 
    e farti ancora parola ti voglio tanto bene, 
    ma tu cerchi a fuggire. 
    Ma no, ma no, non più fuggire 
    ma no, ma no, ti prego ancora 
    ma no, ma no, non farlo più, mai più. 
    Se il destino volesse a noi per sempre unirci senza paura 
    che fa contento questo mio cuore. Vorrei dirti, vorrei parlarti 
    piano piano di sposarti, 
    ascolta a me ma tu cerchi di fuggire.
    Ma no, ma no, non più fuggire 
    ma no, ma no, ti prego ancora 
    ma no, ma no, non farlo più, mai più.


    Canzonetta in lingua in italiana, di contenuto amoroso.

    La registrazione è stata effettuata nell'estate 1964.

  • Durata 01:53
  • Luogo Pietracamela
  • Provincia Teramo
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Ginevra Bartolomei: voce
  • Autore Nicola Jobbi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: Ti prego cara non dirmi di no 
    domani andremo a cogliere i fior
    io li regalo a te, tu li regali a me 
    o che gioia provo nel cuor 
    segno di amore quello sarà 
    lalleru, lalleru, lalleru lallà 
    lalleru, lallera, lalleru lallà.
    Andremo soli noi fidanzati 
    andremo sui prati a cogliere i fior 
    ci sono i fiori di tutti i colori 
    ognuno il suo odore cantando ridendo
    se il sole risplende allegri si sta 
    lalleru, lalleru, lalleru lallà 
    lalleru, lallera, lalleru lallà.
    Noi siam fidanzati già tutti lo sanno 
    ma niente diranno del mal non si fa
    io li regalo a te, tu li regali a me 
    solo gioia provo nel cuor
    segno d’amore e di felicità 
    lalleru, lalleru, lalleru lallà 
    lalleru, lallera, lalleru lallà,
    segno d’amore e di felicità 
    lalleru, lallera, lalleru lallà


    Canzonetta di contenuto amoroso, in italiano.

    La registrazione è stata effettuata nell'estate 1964..

  • Durata 01:28
  • Luogo Pietracamela
  • Provincia Teramo
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Ginevra Bartolomei: voce
  • Autore Nicola Jobbi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: Celestina, oh Celestina 
    per me sei la più carina 
    questo cuore soffre per te olì, olè 
    io ti prego vieni con me. 
    Volevo chiederti amore 
    so che te l’han chiesto altri e tre 
    ma perché olì, olè 
    tu Celestina non vieni con me. 
    Quelli ti ridono ti scherzano 
    ti fan tutta finta allegria 
    lo fanno per gabbare te olì, olè 
    ma lasciali e vieni con me. 
    Per farti contenta 
    prometton di sposarti 
    già l’han detto l’uno coll’altro 
    come facciamo a sposarla in tre olì, olè 
    credimi dunqu’ e vieni con me. Celestina te lo giuro
    io presto ti sposerò 
    e vedrai s’è vero o no olì, olè 
    per tutta la vita amerò te
    s’è vero o no olì, olè
    per tutta amerò te.


    Canto in italiano di contenuto amoroso.

    la registrazione è stata effettuata nell'estate 1964.

  • Durata 01:35
  • Luogo Pietracamela
  • Provincia Teramo
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Ginevra Bartolomei: voce
  • Autore Nicola Jobbi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: Su tutte le cose si compongono poesie e storie adesso ascoltatemi narrar questo vi voglio. Sono parecchi giorni che lavoro alla farma e tutte le donne con i pantaloni vanno. Solo io portavo la veste mi dissero signora ma tu non vai bene con questa pure i pantaloni devi indossare se vuoi star bene a lavorare. Così una mattina era tarda ora in fretta e in furia presi i pantaloni ma senza poterli misurare e non potete immaginare il giorno quando penai. Ma non solo questo e che feci pur una brutta figura portai sempre fuori il cucù di dietro il cucù davanti la panza come mi guardavano ridevano tutte quante. Eppure ripensandoci per la strada si facemmo delle risate dissi accidenti ai pantaloni e quando me l’ho portati. Son tutte cose che succedono ai vivi ma benedetta quella cosa che faccio bene io.


    Documento sull'emigrazione. Poesia composta da Ginevra Bartolomei per descrivere alcune delle difficoltà di adattamento a nuovi modelli di vita. Vi si rintraccia l'eco del canto in ottava.

    La registrazione è stata effettuata nell'estate 1964.

  • Durata 01:27
  • Luogo Pietracamela
  • Provincia Teramo
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Ginevra Bartolomei: voce
  • Autore Nicola Jobbi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: Mi dicono povera Gina senza lavoro sta sempre dentro casa e fa le canzoni. Si son le canzoni e pure le storie e adopero tutta la mia memoria. Quando sono a casa e non devo far niente scrivo un po’ e mi passa il tempo. Per trovar lavoro ho girato parecchio ma non prendono le giovani figuratevi una vecchia. Così lo posso dire con piena ragione che son venuta in America e fo la signora. In Italia non avevo tempo a farmi la croce mentre qua dormo e mi riposo. E ringrazio Iddio di questa cuccagna che benché non lavoro si beve e si mangia. Lo dice pure il proverbio ed è cosa vera che chi lavora mangia e chi no mangia e beve.


    Documento sull'emigrazione. Poesia composta da Ginevra Bartolomei per descrivere la difficoltà di trovare lavoro (cfr. traccia precedente).

    La registrazione è stata effettuata nell'estate 1964.

  • Durata 00:57
  • Luogo Pietracamela
  • Provincia Teramo
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Ginevra Bartolomei: voce
  • Autore Nicola Jobbi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: O giovinetta amabile 
    sappi la scelta far 
    a chi usa stare in ozio 
    il cuore non donar. 
    Su da bravi giovanotti 
    dite pure l’arte che fate 
    quanto al giorno guadagnate, 
    se bramate di sposar. 
    Io vi do la figlia mia 
    questa gioia questa perla 
    di saperla ben tenerla 
    e di non farla tribular. 
    Ci son io che fo il sarto 
    sono un bel giovanetto, 
    io guadagno qualche cosetta,
    quando c’ho da lavorar. 
    Alle quali io sono istruito 
    e lavoro ancor da donna 
    alla mia moglie abiti e gonne 
    non gli fo giammai mancar. 
    Non ci vuole panno, non ci vuole gonna 
    che mi vieni a me d’intorno 
    tu non guadagni un grosso al giorno
    giovanotto va via di qua. 
    E ritorna ancor di zinni 
    e ritorna ancor di nanna 
    e ritorna ancor di nanna 
    un ragazzo di vostra età. 
    Ci son io che fo il barbiere 
    la mesata guadagno certo, 
    quattro scudi son di certo 
    qualche cosa ancor di più. 
    Alle quali io sono impiegato, 
    ciò la casa della mia 
    questa è tutta roba mia 
    la ragazza la sposerò.
    Quattro scudi basteranno 
    i tuoi vizi a mantenere 
    come figlia di un barbiere, 
    io per me dico di no. 
    Io che abito in montanino 
    fo il mestiere da muratore 
    e c’ho un giusto cuore 
    di poter colei campar. 
    Stai zitto o montanino 
    che vuoi parlar che vuoi,
    scontrastare qui con noi 
    l’avvenir tuo avvenir. 
    Tu dell’arte non ne sai 
    e guadagni pochi denaro
    ci son io che fo il calzolaio
    la ragazza la sposerò. 
    Cucio scarpe e birzicchini 
    son famoso lavorante 
    son pulito e sono elegante 
    la miseria qui non c’è. 
    Stai zitto ciabattino 
    ti conosce il vicinato, 
    che vai tutto rappezzato
    che di nuovo non sai far. 
    Tu dell’arte non ne sai 
    e guadagni pochi denaro 
    ci son io che fo il falegname 
    la ragazza la sposerò. 
    Stai zitto mastro d’ascia 
    che la moglie a te t’impiccia 
    e per bocca gli dai i ricci 
    non li puole digerir. 
    Tu dell’arte non ne sai 
    e guadagni poco denaro 
    ci son io che fo il fabbro ferraio 
    la ragazza la sposerò. 
    Stai zitto mastro fabbro 
    che sei di guasta serrature 
    e tu non ci hai il cuore 
    di poter colei sposar. 
    Tu dell’arte non ne sai 
    e guadagni troppo poco 
    ci son io che fo il cuoco 
    la ragazza la sposerò, 
    che carne, minestra e brodo 
    non gli fo giammai mancar. 
    Amanti miei mi compatite 
    se la mia madre vi ha sviliti 
    la mia madre mi vuole dare 
    uno che mi può campare. 
    Che sia un giovanetto 
    bello, grazioso e senza difetto 
    e se brami la mia destra 
    di venir capo maestro 
    e compiuto il matrimonio 
    allegro al fin si sta. 
    Evviva gli sposi evviva 
    evviva la libertà.


    Il canto illustra, nelle parole di una mamma che cerca marito per la figlia, i pregi e i difetti di alcuni mestieri. Un evidente richiamo ad un mondo in cui le fascie sociali artigiane avevano un certo rilievo nella vita comunitaria. La cantrice introduce il canto affermando: "questo si canta il giorno di carnevale". E' probabile che fosse collegato alle rappresentazioni satiriche e al sistema cerimoniale e rituale diffuso in questo periodo dell'anno.

    La registrazione è stata effettuata nell'estate 1964.

  • Durata 04:42
  • Luogo Pietracamela
  • Provincia Teramo
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Ginevra Bartolomei: voce
  • Autore Nicola Jobbi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: Qui al nostro Pietracamela 
    si lavora con grande piacere 
    ci comanda la forestale 
    in quanto al lavoro non gli si può dir male. 
    Parecchi vengono pure da lontano
    partendo in macchina da Fano Adriano. 
    Altre persone da vicino paese
    questo per nome si chiama Cerqueto. 
    Riuniti siamo una bella compagnia
    si passa il giorno con tanta allegria.
    Chi racconta una cosa e chi un’altra
    la giornata passa in un attimo. 
    i dice che fra giorni incomincia la piantagione 
    e dura forse tutta la stagione. 
    Solo gli anziani non ci possono entrare 
    ma gli altri si non ci serve pregare. 
    Ammettiamo che la paga non è tanta grande 
    ma con niente ci si muore col poco si campa. 
    Ringraziamo il capo ed il boss, 
    tutta la compagnia 
    ed è bella e composta la poesia.


    Poesia scritta per i lavori di rimboschimento dalla stessa testimone (cfr. tracce  14- 15). Come testimonianza di un mondo e di una sensibilità perduti segnaliamo il distico: "Ammettiamo che la paga non è tanta grande/ ma con niente ci si muore col poco si campa".

    La registrazione è stata effettuata nell'estate 1964.

  • Durata 01:07
  • Luogo Pietracamela
  • Provincia Teramo
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Ginevra Bartolomei: voce
  • Autore Nicola Jobbi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Poesia scritta in dialetto dalla stessa testimone (cfr. tracce  14,  15 e  17), durante la sua permanenza a Toronto, in Canada, che descrive dettagliatamente lo spazio paesano elencando tutti gli abitanti di ciascuna zona e rione. La poesia è dedicata alla parente Susanna e si conclude con la presentazione dell'autrice, che si definisce "la Gina, moglie di Gioacchino". Breve introduzione in italiano seguita dalla poesia in dialetto di Pietracamela.

    La registrazione è stata effettuata nell'estate 1964.

  • Durata 02:57
  • Luogo Pietracamela
  • Provincia Teramo
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Ginevra Bartolomei: voce
  • Autore Nicola Jobbi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: O tu di Padova Mirabil santo 
    di nostra Italia tu sei il vanto, 
    accogli un cantico che innalzo a te
    o sant’Antonio prega per me, 
    accogli un cantico che innalzo a te
    o sant’Antonio prega per me. 
    A quel tuo cantico celeste fiore
    rendi tu simile questo mio cuore
    tu custodiscilo, l’affido a te 
    o sant’Antonio prega per me,
    tu custodiscilo, l’affido a te 
    o sant’Antonio prega per me. 
    Tu porgi al povero che pio ti prega
    quel pan che l'avido mondo gli nega
    accogli il cantico che innalzo a te 
    o sant’Antonio prega per me,
    accogli il cantico che innalzo a te 
    o sant’Antonio prega per me. 
    Fonte di grazia tua man disserra 
    dei tuoi miracoli piena è la terra 
    non v’è chi partasi mesto da te 
    o sant’Antonio prega per me 
    non v’è chi partasi mesto da te 
    o sant’Antonio prega per me.


    Canto devozionale in lingua italiana dedicato a Sant'Antonio di Padova. Gli ultimi due versi di ognuna delle quattro strofe vengono ripetuti.

    La registrazione è stata effettuata nell'estate 1964.

  • Durata 04:13
  • Luogo Pietracamela
  • Provincia Teramo
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Ginevra Bartolomei: voce, anonima: voce femminile
  • Autore Nicola Jobbi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: Già si rinserra Iddio 
    in carcere d’amor,
    fratello e padre mio, 
    nascosto mio tesor (2 volte). 
    Chi può il mio ben lasciarti 
    e io ti lascerò, 
    ti chiudi e non ti parti 
    ed io partir dovrò (2 volte). 
    Ma se si parte il piede, 
    io qui ci lascio il cuor 
    in segno di mia fede, 
    di mio sincero amor (2 volte). 
    Maria che hai tanto amore 
    al caro tuo Gesù, 
    deh fa che questo cuore 
    da lui non parta più (2 volte).


    Canto paraliturgico eseguito nel momento in cui il sacerdote chiude il Santissimo mentre ripone l'ostia nel tabernacolo.

    La registrazione è stata effetuata nell'estate 1964.

  • Durata 02:19
  • Luogo Pietracamela
  • Provincia Teramo
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Ginevra Bartolomei: voce, anonima: voce femminile
  • Autore Nicola Jobbi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: Già di maggio il bel mese è tornato 
    di Maria, di Maria la gloria ridesta 
    e c’invita alla gioia la festa (2 volte) 
    di una santa filiale pietà 
    e c’invita alla gioia la festa 
    di una santa filiale pietà (2 volte)
    Aure fresche olezzan di rose 
    il bel cielo il bel cielo ridente e sereno
    tutto tutto ci resta nel seno (2 volte) 
    di una santa filiale pietà 
    tutto tutto ci resta nel seno 
    di una santa filiale pietà (2 volte)
    Ma la gioia maggiore e più bella 
    la più dolce, più santa allegria, 
    è la gioia ch’espande Maria (2 volte)
    nei più vivi e fervidi cuor 

    è la gioia ch’espande Maria
    nei più vivi e fervidi cuor 
    (2 volte).


    Canto paraliturgico eseguito in maggio per il mese mariano.

    La registrazione è stata effettuata nell'estate 1964.

  • Durata 02:55
  • Luogo Pietracamela
  • Provincia Teramo
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Ginevra Bartolomei: voce, anonima: voce femminile
  • Autore Nicola Jobbi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: Su lo principio de lo mio cantar non so se la ripiglio l’aria mia 
    mio cantare non so se la ripiglio l’aria mia 
    L’occhio ti ride, la bocca ti parla te ne poi immaginare quanto sei bella 
    'a ti parla […] 
    E se non canto io nessuno ci sente faremo l’allegria a tutti quanti 
    nessuno ci sente […] 
    Stilluccia rilucente fammi luce quando ripasso davanti alla tua casa 
    fammi luce […] 
    Siete sottile come na cannuccia e delicata siete di bellezza 
    na cannuccia siete delicata di bellezze.
    Tutto i santi in mente li tenete e di Sant’Antonio non ve ne scordate 
    li tinete […] 
    E tutto le Madonne so Madonne quella di mezz’agosto è la più grande 
    so Madonne […]


    Canto polivocale legato al lavoro nei campi ("qualche canzone che si cantano per la campagna"). Questa tipologia di canto (così come la modalità vocale a lungo) era utilizzata in vari contesti. Per quanto riguarda la modalità esecutiva vi è una voce solista che lancia il canto a cui segue il coro delle donne che esegue il resto della strofa polifonicamente, soffermandosi sulla nota finale corrispondente alla vocale che chiude la sezione.

    La registrazione è stata effettuata nell'estate 1965.

  • Durata 05:14
  • Luogo Pietracamela
  • Provincia Teramo
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Anonime: voci femminili
  • Autore Nicola Jobbi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: Si ‘ndi sti zitto ti rombo lo muso
    e stasere ti faccie arij’ senza lu naso 
    rombo lo muso 
    e stasera ti facce arij’ senza lu naso. 
    Dal ciel che ti calesse ‘na ricotta
    che ti calesse ‘nghè ssa bocc’aperta 
    una ricotta 
    e che ti calesse ‘nghè ssa bocc’aperta. 
    E se t’ingondra in una via stretta 
    ti faccio fa lu strillo de la hatta 
    o via stretta 
    ti faccio fa lu strillo de la hatta. 
    Hai fatto la sottana con le strisce 
    e t’hai guadagnata co li baci 
    e co le strisce 
    e te l’hai guadagnata con i baci.
    Nella finestra tua ci so le vele 
    e la bona sera a te la da lu cane 
    ci so le vele 
    e la bona sera a te la da lu cane. 
    Ma tu che canti a ffà, rogno di porco
    e la sera e la mattina ti mangi il trocco 
    rogno di porco e la sera e la mattina ti mangi il trocco. 
    T’hai messo a ruscicà nu catenaccio 
    e ti credevi un osso di prosciutto 
    un catenaccio 
    e ti credevi un osso di prosciutto.


    Serie di strofe a dispetto. Contenuti testuali e profilo musicale molto comuni in ambito regionale riconducibili allo stornello.

    La registrazione è stata effettuata nell'estate 1965

  • Durata 03:28
  • Luogo Pietracamela
  • Provincia Teramo
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Ginevra Bartolomei: voce
  • Autore Nicola Jobbi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: Sul ponte di Perati bandiera nera 
    è il lutto degli alpini che fan la guerra. 
    È il lutto della Julia che vanno alla guerra 
    la meglia gioventù che va sotto terra.
    Mi affaccio alla finestra e vedo il treno 
    sull’ultimo vagon c’è l’amor mio. 
    Sull’ultimo vagone c’è l’amor mio
    col fazzoletto in mano mi dava addio.
    Col fazzoletto in mano mi salutava 
    e con la bocca i baci lei mi mandava. 
    Quelli che son partiti non son tornati 
    sui monti della Grecia sono restati.
    Sui monti della Grecia c’è una viuzza 
    col sangue degli alpini s’è fatta rossa. 
    Gli alpini fanno la storia ma quella vera 
    la fanno col lor sangue e la penna nera. 
    Nel dì della riscossa ritorneranno 
    e tutti i nostri morti risorgeranno.
    Un coro di fantasmi viene giù dai monti 
    è il coro degli alpini che sono morti.
    Alpini della Julia in alto i cuori 
    sul ponte di Perati c’è il tricolore.


    Noto canto sull'epopea degli alpini in Grecia durante la Seconda guerra mondiale. Il testo è tratto da un canto alpino della Prima guerra sostituendo al ponte di Bassano quello di Perati (Perat in Albania). La Brigata Alpina Julia ha un battaglione di stanza all'Aquila, e molta parte dell'Abruzzo interno è bacino di raccolta per gli alpini che militano in questo battaglione. Si noti nel testo la trasformazione del nome Voiussa (fiume sulla linea del fronte tra Grecia ed Albania) del testo originale nel termine viuzza.

    La registrazione è stata effettuata nell'anno 1965.

  • Durata 05:39
  • Luogo Pietracamela
  • Provincia Teramo
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Ginevra Bartolomei: voce
  • Autore Nicola Jobbi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: Un dì una signorina più del solito volle farsi bella, 
    si mise una trina intorno alla gonnella
    si profumò i capelli,
    li arricciò,
    un gioello che non mai veduto. 
    Poi indossa un vestito di velluto 
    ed altera fra la gente se ne andò. 
    Ma la gente nel vederla scoppiò in riso
    s’era scordata di lavarsi il viso.


    Filastrocca composta da Ginevra Bartolomei, denominata La vanità, con precetti comportamentali e morali.

    La registrazione è stata effettuata nell'estate 1965.

  • Durata 00:28
  • Luogo Pietracamela
  • Provincia Teramo
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Ginevra Bartolomei: voce
  • Autore Nicola Jobbi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: Io conosco una fanciulla 
    tanto bella e graziosa 
    tutta linda ed amorosa 
    quando sta vicino a me. 
    Lalalalla... 
    Com’è dolce per la bocca 
    com’è caro il suo sorriso 
    a me sembra un paradiso 
    quando sta vicino a me (2 volte). 
    Lalalalla...


    Canzonetta di argomento amoroso.

    La registrazione è stata effettuata nell'estate 1965.

  • Durata 00:56
  • Luogo Pietracamela
  • Provincia Teramo
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Ginevra Bartolomei: voce
  • Autore Nicola Jobbi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: Nella finestra tua ci sono i vasi ci sono i fiora de tutta i mesi.


    Frammento di canto polivocale. Registrazione interrotta per la fine nastro.

    La registrazione è stata effettuata nell'estate 1965.

  • Durata 00:20
  • Luogo Pietracamela
  • Provincia Teramo
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Anonime: voci femminili
  • Autore Nicola Jobbi

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Una poesia composta per Cerqueto e il parroco don Nicola Jobbi da Ginevra Bartolomei.

  • Durata 02:54
  • Luogo Pietracamela
  • Provincia Teramo
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Ginevra Bartolomei: voce
  • Autore Nicola Jobbi