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Arci, Sant’Anastasia 1978 (8)

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  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Una banda musicale esegue La leggenda del Piave (brano composto da E. A. Mario, pseudonimo di Giovanni Ermete Gaeta, nel 1918, durante la fase finale della Prima guerra mondiale) probabilmente all'ingresso di una squadra di battenti nel santuario, o nel movimento verso l'icona sacra: in entrambi i momenti, infatti, i battenti eseguono un particolare rituale coreutico di omaggio alla Madonna (una forma ridotta delle cosiddette funzioni svolte nei giorni precedenti), accompagnato dall'esecuzione, da parte di una piccola banda musicale, di un repertorio ben riconoscibile. La leggenda del Piave, in tale contesto, viene suonata solitamente al termine del rituale. Gli applausi sul finire della traccia sono probabilmente indice dell'apprezzamento dell'azione coreutica dei battenti da parte degli altri pellegrini.

  • Durata 05:40
  • Data Lunedì, 27 Marzo 1978
  • Luogo Sant'Anastasia
  • Provincia Napoli
  • Regione Campania
  • Esecutore Anonimi: trombe, trombone, grancassa, rullante, piatti
  • Autore ARCI Campania

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto sul tamburo eseguito da una paranza nel piazzale antistante il santuario della Madonna dell'Arco. Il canto documentato presenta alcune peculiarità ravvisabili nella composizione dell'organico strumentale che permettono di ipotizzare la provenienza giuglianese della paranza: tipica dei canti giuglianesi per la Madonna dell'Arco è infatti la presenza, accanto al tamburo a cornice e alle castagnette, di un flauto che esegue, per l'intera durata del brano, una serie di formule melodiche stereotipe reiterate con microvariazioni. Sul flauto utilizzato le note dei ricercatori forniscono indicazioni errate riconoscendo come ottavino un sisco: un flauto dritto di canna non mutuato dalla tradizione colta che molte fonti – ad esempio, De Simone, in riferimento ad un brano simile strutturalmente e timbricamente a quello presente nella traccia (Roberto De Simone, Son sei sorelle – Rituali e canti della Campania, Squilibri, Roma, 2010, p. 65) – indicano, come tipico di questo repertorio; inoltre le indicazioni non riportano la presenza delle castagnette, che pure sono chiaramente distinguibili. Ulteriori elementi di interesse sono riscontrabili a livello stilistico nel doppio contrasto tra la melodia del flauto e quella cantata dalla voce: in primo luogo si avverte la presenza di due modi diversi con altrettanti centri tonali, che caratterizzano rispettivamente la melodia della voce e quella del flauto; in secondo luogo la voce, contrariamente a quanto avviene solitamente nel canto sul tamburo, canta a distesa (tranne che sul secondo distico di ogni strambotto), a differenza del flauto e del tamburo, che procedono con tendenziale omoritmia su base binaria. Il testo, come è usuale nel canto sul tamburo, è costruito sull'accostamento di strambotti stereotipi composti di due distici di endecasillabi. Ben riconoscibile ad esempio è il secondo strambotto dall'incipit Bella figliola ca te chiamme Rosa. Verso la fine del canto alla prima voce maschile si sostituisce per una sola strofa una voce femminile che, tuttavia, non canta a distesa, ma segue l'andamento ritmico degli altri strumenti.

  • Durata 05:57
  • Data Lunedì, 27 Marzo 1978
  • Luogo Sant'Anastasia
  • Provincia Napoli
  • Regione Campania
  • Esecutore Anonimi: voci, sisco, tamburo a cornice, castagnette
  • Autore ARCI Campania

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto sul tamburo eseguito da una paranza giunta nei pressi del santuario della Madonna dell'Arco in occasione del pellegrinaggio del lunedì in albis. I musicisti potrebbero essere gli stessi della traccia precedente, mentre il cantore ha un timbro vocale differente. Nel cantato si noti l'inserimento immediato, subito dopo il primo verso endecasillabo cantato a distesa (A voglio dà 'na voce a stu purtone), di una filastrocca stereotipa in versi ottonari o settenari, quando l'attacco del verso è in levare, con incipit:”e li voglio fa affaccia'".

  • Durata 04:20
  • Data Lunedì, 27 Marzo 1978
  • Luogo Sant'Anastasia
  • Provincia Napoli
  • Regione Campania
  • Esecutore Anonimi: voce maschile, sisco, tamburo a cornice, castagnette
  • Autore ARCI Campania

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto sul tamburo eseguito da una paranza, probabilmente giuglianese, nel piazzale antistante il santuario della Madonna dell'Arco, in occasione del pellegrinaggio del lunedì in albis. Per indicazioni generali su esecutori e caratteritiche del canto si rimanda alla scheda 02. La traccia non documenta l'intera esecuzione ma inizia a metà di uno strambotto cantato a distesa senza l'accompagnamento degli strumenti che entrano dopo alcuni secondi dopo.

  • Durata 09:30
  • Data Lunedì, 27 Marzo 1978
  • Luogo Sant'Anastasia
  • Provincia Napoli
  • Regione Campania
  • Esecutore Anonimi: voce maschile, sisco, tamburo a cornice, castagnette
  • Autore ARCI Campania

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Paesaggio sonoro documentato probabilmente all'interno del santuario della Madonna dell'Arco il lunedì in albis. La registrazione presenta diverse interruzioni restituendo una successione di episodi ritenuti particolarmente significativi (invocazioni alla Madonna, crisi emotive dei battenti, ecc.) occorsi in un arco di tempo più ampio durante la celebrazione delle funzioni religiose.

  • Durata 09:32
  • Data Lunedì, 27 Marzo 1978
  • Luogo Sant'Anastasia
  • Provincia Napoli
  • Regione Campania
  • Esecutore Anonimi: voci
  • Autore ARCI Campania

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    L'inno Noi vogliam Dio eseguito dalla banda presumibilmente durante il rituale di saluto alla Madonna prima dell'ingresso di una squadra di battenti nel santuario. L'esecuzione denota alcune notevoli incertezze da parte dei musicisti.

  • Durata 00:59
  • Data Lunedì, 27 Marzo 1978
  • Luogo Sant'Anastasia
  • Provincia Napoli
  • Regione Campania
  • Esecutore Anonimi: trombone, trombe, piatti, grancassa, rullante
  • Autore ARCI Campania

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Alcuni battenti, uomini e donne, eseguono una tradizionale voce di questua volta all'invocazione della Madonna dell'Arco (incipit: Chi è devoto/ a Maronn' e'll'Arco). Tale voce di questua consiste in un canto monodico non accompagnato da strumenti e a ritmo libero, suscettibile di piccole variazioni sia nel profilo melodico, sia nel testo; più raramente si riscontrano variazioni di natura più macroscopica, tali modificare la struttura stessa del canto con l'omissione o l'aggiunta di versi. La traccia è composta da due momenti distinti: la voce di questua viene cantata in sequenza due volte prima di una cesura e due volte dopo, ogni volta da un esecutore diverso. Sono particolarmente interessanti la terza e, soprattutto, la quarta esecuzione che presentano, appunto, significative variazioni nel testo cantato, in parte riconducibili a più rare forme stereotipe oppure a formule, comunque formalizzate, elaborate estemporaneamente dall'esecutore stesso.

  • Durata 03:37
  • Data Lunedì, 27 Marzo 1978
  • Luogo Sant'Anastasia
  • Provincia Napoli
  • Regione Campania
  • Esecutore Anonimi: voci
  • Autore ARCI Campania

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Una banda, con ogni probabilità al seguito di una squadra di battenti giunti al santuario per venerare l'effigie della Madonna, esegue un brano durante il pellegrinaggio del lunedì in albis al santuario della Madonna dell'Arco.

  • Durata 02:31
  • Data Lunedì, 27 Marzo 1978
  • Luogo Sant'Anastasia
  • Provincia Napoli
  • Regione Campania
  • Esecutore Anonimi: Tromba, trombone, grancassa, rullante, piatti
  • Autore ARCI Campania