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Archivio Sonoro

Domenico Di Virgilio (62)

Un capillare lavoro di ricerca

Nato a Chieti nel 1952 si laurea in Lingue Orientali a Venezia, dove frequenta anche il Conservatorio, iniziando ad interessarsi all'etnomusicologia e documentando il repertorio folklorico in Uttar Pradesh e Bihar durante una ricerca sul campo condotta tra il 1977 e il 1980. Tornato in Italia conosce il professor Diego Carpitella che lo spinge ad occuparsi delle musiche di tradizione orale in Italia, in particolare in Abruzzo. Le numerose campagne di registrazione lungo il territorio regionale sono restituite in pubblicazioni a stampa [La musica di tradizione orale in Abruzzo, Quaderni della Rivista Abruzzese n. 35, Lanciano 2000 (con CD allegato); Musiche tradizionali in Abruzzo. Le registrazioni di Diego Carpitella in provincia di Chieti, Squilibri, Roma 2010; Badhesa, canti liturgici dall’oriente cristiano. Villa Badessa, comunità di origini albanesi nel comune di Rosciano (Pe), Menabò, Ortona 2012, una prima ricognizione del repertorio liturgico greco-bizantino cantato nella più piccola e settentrionale comunità arbëresh dell'Italia centro-meridionale] ed in video (http://fieldworkmusic.it5.it), spesso esito della collaborazione con le istituzioni locali.
Nel 2009 fonda A.E.L.M.A. (Archivio EtnoLinguistico Musicale Abruzzese) con il fine di promuovere "la ricerca demo-etno-antropologica, etnomusicale e linguistica delle culture di tradizione orale presenti sul territorio della Regione Abruzzo e delle culture altre provenienti da fuori regione e ugualmente presenti sul suo territorio". 
Nel 1997 realizza, con l'ingegnere Graziano Tisato, la postazione multimediale Il canto popolare abruzzese, presso il Museo delle Genti d'Abruzzo di Pescara.
Le registrazioni qui conservate documentano il lavoro di ricerca condotto a partire dalla metà degli anni Ottanta nell'arco di un decennio in provincia di Chieti (in forma capillare), Pescara (limitatamente ai comuni di Manoppello e Farindola), e L'Aquila (a Scanno, Celano, Villavallelonga, Collelongo) e compongono un'articolata antologia di generi: se è l'occasione a caratterizzare il canto, se questo era legato al diletto, ma più spesso al lavoro, alla  festa, alla fede, a momenti circostanziati, nel diventare occasione espressiva del sentire del singolo e della comunità assieme, assumendo quindi funzione rituale in alcuni momenti critici (il lavoro, il matrimonio, la morte), allora una possibile classificazione potrebbe essere in canti di lavoro nei campi in occasione della mietitura o della raccolta olive, e nella forma di stornelli a dispetto; ninna nanne, filastrocche, storie cantate, musiche di corteggiamento e canti per la sposa, lamenti e litanie, composizioni di accompagnamento di processioni e pellegrinaggi, canti di questua e repertori trasmessi nelle Confraternite.

  • Genere Audio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto di pellegrinaggio alla Madonna di Montevergine.
    I canti di pellegrinaggio e quelli eseguiti durante le processioni si sovrappongono per funzioni e modalità esecutive. Sono polivocali, eseguiti da sole voci femminili o a voci miste, e in quest'ultimo caso le voci femminili sono quasi sempre preponderanti. E' uno dei pochi repertori ancora ascoltabile in funzione e che ha conservato le tipiche caratteristiche esecutive. I motivi della sopravvivenza sono riconducibili all'occasione: la fede e i significati del pellegrinaggio. Canti di pellegrinaggio sono documentati anche con accompagnamento di strumenti, in particolare la zampogna, ma non da compagnie (così si chiamano i gruppi di pellegrini) abruzzesi. Una particolarità di questo repertorio è legata all'esecuzione in cammino, non nel caso di questo esempio, con probabili influenze sulla fonazione e sul tipo di vocalità. E' evidente, dall'ascolto di questi canti, anche il rapporto con l'ambiente e lo spazio circostante: cantare all’aperto, cantare nelle strade del paese, cantare in chiesa, cantare senza o con accompagnamento strumentale (in chiesa ad esempio è spesso presente l'organo). La polivocalità e le modalità dell'esecuzione rendono, inoltre, i canti processionali molto vicini ai canti di lavoro, e credo che, nell'ambito delle tipologie del canto folklorico abruzzese (monodia, due parti distinte con presenza di più timbri), essi siano il risultato di una diretta trasposizione dal saper cantare sul campo al saper cantare in chiesa, dal cantare la propria fatica al cantare la propria fede/speranza. In questo esempio dopo l'incipit a 00:41 l'introduzione di temi condivisi in Abruzzo da le storie cantate e dalle orazioni umbro-abruzzesi: accadimento funesto/trasgressione dei codici morali-religiosi (e un giorno mi metto per strada e l’incontrai un uomo ammazzato); 04:13 invocazione alla Madonna o al santo (o Madonna del Montivergine e allumini la mia mente), intervento dvino e miracolo risolutivo (la tua menda ti l’hei già’llumat e la prigiona ti l’heio scampà), atto devozionale (e palazz e massarie tutt’a te te le voio donà), esplicitazione della morale (ascultateli bona gende ascultatile tutti quande e di questa bella gran Sande non ci n’avesse mai scurdà).

  • Durata 05:58
  • Data Lunedì, 17 Settembre 1990
  • Luogo Atessa
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Anonimi: voci femminili e voci maschili
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto a dispetto. I canti a dispetto fanno parte del repertorio monodico, prevalentemente femminile, e sono eseguiti da due cantanti che si alternano proponendo, sulla stessa linea melodica, ognuno un proprio testo. Possono essere anche accompagnati dall'organetto, e probabilmente in passato dalla zampogna, su un tempo di saltarella. Sono anche chiamati stornelli a dispetto, o in dialetto a suspittë. Questa denominazione è dovuta sia alla modalità di esecuzione: proposta-risposta, sia al contenuto del testo che spesso è di scherno nei confronti dell'altro cantante. Le occasioni del canto a dispetto sono le più varie: durante la giornata lavorativa, o in momenti di riposo e di festa, quando sono spesso accompagnati da uno strumento. Il testo cantato è costruito attorno ad un distico di endecasillabi che vengono variamente frammentati ed elaborati in ragione dell'interpretazione individuale. Questa modalità di canto è infatti, nel repertorio monodico, il momento vocale in cui è più significativo il contributo del singolo che dimostra la propria abilità sia nel rispondere "in tema" con la proposta ricevuta, sia nello sviluppare ed abbellire la linea melodica all'interno di quanto fissato dalla tradizione. I canti a dispetto possono avere anche tre endecasillabi, o due endecasillabi su tre segmenti melodici, essenziale è comunque il rapporto testo verbale-musica, come in tutto il repertorio dei canti popolari.

  • Durata 02:02
  • Data Lunedì, 17 Settembre 1990
  • Luogo Atessa
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Anonimi: voci femminili e voci maschili
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto semicolto. Narra dell'amore che non è più tornato dalla guerra. Si cita l'Albania quindi si tratta probabilmente della Seconda guerra mondiale. Ma non si può escludere che testi adattati a varie occasioni fossero riciclati sulle stesse melodie.

  • Durata 01:57
  • Data Martedì, 02 Ottobre 1990
  • Luogo Schiavi d'Abruzzo
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Binda Campati: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Storia cantata. Tipica storia cantata con l'incontro alla fonte tra l'amato e l'amata. Le storie cantate, conosciute come "ballateballate epico-lirichecanzoni narrative" sono presenti Abruzzo sia come elaborazioni di testi arrivati da fuori regione che come creazioni autonome. La diffusione sul territorio è abbastanza omogenea, come attestato dalle ricerche, con varianti locali minime per il testo, più consistenti per il modulo melodico. Le ballate di cui si ha documentazione appartengono quasi tutte al repertorio femminile e parlano di donne (Donna lombardaCeciliaLa bella fantina) coinvolte in episodi drammatici che si chiudono con la loro morte. Le storie sono raccontate in forma di dialogo, o in prima persona, e hanno spesso dei topoi nelle figure maschili del cavaliere, dell’ufficiale, o del viandante che con l'inganno, sotto false sembianze femminili, cercano di approfittare delle protagoniste. In molte di queste storie ricorre anche come luogo simbolico la fonte, a cui la protagonista si reca ad attingere l'acqua e presso la quale avviene il fatale incontro. Il testo è in genere strutturato in ottonari, a volte endecasillabi, variamente rimati; ma anche in questo caso è necessario considerare il rapporto con la musica. Le storie cantate fanno parte del repertorio femminile, sia monodico, sia a due voci. In questo caso le singole voci tendono ad avere un andamento più regolare rispetto ai canti di lavoro polivocali, e procedono generalmente per terze parallele.

  • Durata 02:04
  • Data Martedì, 02 Ottobre 1990
  • Luogo Schiavi d'Abruzzo
  • Provincia Chieti
  • Regione Avezzano
  • Esecutore Brigida Tucci: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

     Spiegazione del  canto precedente, in italiano.

  • Durata 00:55
  • Data Martedì, 02 Ottobre 1990
  • Luogo Schiavi d'Abruzzo
  • Provincia Chieti
  • Regione Avezzano
  • Esecutore Brigida Tucci: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

     Lamento funebre per la morte della madre. La letteratura sul lamento funebre nel meridione d'Italia, sia di indirizzo antropologico che più specificatamente etnomusicale, è vastissima. Fondamentali senz'altro gli studi di Ernesto de Martino a cominciare dagli anni '50 dello scorso secolo. In Abruzzo il lamento era sicuramente presente nelle aree interne lungo la dorsale appenninica, e si poteva ascoltare 'in funzione fino alla metà degli anni '60 del '900. A me personalmente hanno raccontato che negli ospedali di alcuni paesi dell'entroterra ascoltare il lamento, in quegli anni, era ancora cosa frequente. De Martino sottolinea una formalizzazione del discorso di questo tipo:
    a) planctus ritualizzato, cioè iterazione di stereotipi letterari, mimici e melodici;
    b) planctus irrelativo, cioè il ricorrere regolare dei ritornelli emotivi stereotipi, ed irregolare dei ritornelli esclamativi (beni di la sora, attàne miemamma measchianata me). Questa formalizzazione, insieme ad una condizione destorificata e ritualizzata del racconto permette il ricordo non solo delle "buone opere", ma anche, in alcuni lamenti per il marito, "dei momenti critici passati assieme, e dei periodi della vita in comune" (E. De Martino, Morte e pianto rituale, Boringhieri, Torino, 1975, pag. 92). Nei due documenti registrati a Schiavi d'Abruzzo si riconosce la formalizzazione e contestualmente la presenza di ricordi che in altri contesti sarebbe imbarazzante raccontare, soprattutto ad estranei, come nel caso della lamentazione per il marito documentata alla traccia successiva .

  • Durata 01:49
  • Data Martedì, 02 Ottobre 1990
  • Luogo Schiavi d'Abruzzo
  • Provincia Chieti
  • Regione Avezzano
  • Esecutore Brigida Tucci: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: E cumbagne mie quanda nuttate mi si fatte
    senza chiagne sempr'a chiagne 'ngulli litti
    cumbagne mi

    Cumbagne mie ca i me ne ia can du...
    di pis 'ncopp e tu na ritrev...
    cumbagne mie
    eh  eh        

    Eh cumbagne me
    quanda lacrimi hai iettatë sessandanë hai vulti
    cumbagne mie

    Cumbagne mei ca n'avi bisugna
    di sta sott'al terrenë a quarantadui anni
    cumbagne mii

    Eh Dio cumbagne mi
    cumbagne mia ca iri li megli di lu paiesi
    cumbagne mei

    Cumbagne mie e mai goduti nu ciurni 
    cumbagne mei
    eh eh

    Lamento funebre per la morte del marito. Il lamento è seguito dal commento parlato in dialetto ed in italiano. Nella linea melodica il lamento tende ad una formalizzazione in intervalli discendenti nell'ambito di quarta o di quinta. Uno stereotipo che si ritrova nel repertorio orale di una vasta area mediterranea, e che potrebbe essere passato nella tradizione colta per divenire, dal XVII sec., espressione simbolica di uno stato emozionale.

  • Durata 01:09
  • Data Martedì, 02 Ottobre 1990
  • Luogo Schiavi d'Abruzzo
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Anonima: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Storia del fraticello. Anche questa storia cantata presenta un tema diffuso in ambito tradizionale: l'incontro tra amato e amata per mezzo di uno stratagemma, in questo caso il travestimento di lui in abiti religiosi. Alla fine del canto si ascoltano brevi commenti delle esecutrici. In questa esecuzione le tre voci fisiche sono fortemente connotate come timbro e vi sono tentativi di bivocalità in particolare nelle cadenze.

  • Durata 05:00
  • Data Martedì, 02 Ottobre 1990
  • Luogo Schiavi d'Abruzzo
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Sabina Falasca, Binda Campati, Brigida Tucci: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto semicolto. Incompleto perché non tutte le cantanti ricordavano il testo. Si noti all'ascolto il diverso atteggiamento vocale rispetto al canto precedente. Probabilmente ciò rimanda ad un diverso grado di arcaicità e/o alla provenienza del canto. Qui le voci tendono ad un molto meno problematico unisono.

  • Durata 02:27
  • Data Martedì, 02 Ottobre 1990
  • Luogo Schiavi d'Abruzzo
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Sabina Falasca, Binda Campati, Brigida Tucci: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Esempio tratto dal vasto repertorio eseguito in più occasioni durante giornata lavorativa e in momenti comunitari come quello della pulitura del granturco. Il testo, qui piuttosto breve, poteva essere arricchito dall'intervento di altri cantanti. Si creava allora un rapporto comunicativo e creativo tra i partecipanti alla esecuzione.

  • Durata 01:08
  • Data Martedì, 02 Ottobre 1990
  • Luogo Schiavi d'Abruzzo
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Sabina Falasca, Binda Campati, Brigida Tucci: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Partenza della sposa. Il canto si interrompe spesso ed è incompleto. Sono documetati i commenti finali delle esecutrici.
    I canti per la partenza della sposa appartengono sia al repertorio maschile che a quello femminile. Nel repertorio maschile il corteggiamento e la partenza si confondono spesso ed hanno inglobato in molte località la partenza del pastoreTutto ciò per la progressiva perdita di funzione rispetto a tradizioni nuziali scomparse ormai da molto tempo. La partenza, che fa parte del repertorio maschile, è una serenata eseguita (portare la partenza) la sera prima delle nozze, sotto casa della sposa, da un cantante accompagnato da un gruppo strumentale che può comprendere organetto, chitarra, tamburelli, ed ancora oggi diffusa in diverse aree della regione. Per il repertorio femminile, invece, è molto difficile recuperare un testo di partenza integro e che non faccia sorgere interrogativi sulle modalità di esecuzione. Spesso queste partenze sono comunque caratterizzate da ricorrenze testuali e melodiche  Alcune di queste ricorrenze possono essere lette come "melos di controllo del patire" (E. De Martino, Morte e pianto rituale, Boringhieri, Torino, 1975, pag. 60):

    Ji’ m’arevuldarrì ‘m bàcc-i-a ‘ste scale,
    e ccercarr
    áje perdón’ a mamm..mm’ e ttàte.
    Ji’ m’arevuldarrì ‘m bàcc-i-a ‘stu purt
    óne
    e ccercarr
    áje perdón’ a ffràt’ e ssóre
    ji’ m’arevuldarrì s
    ótt’a ‘ste mure
    e ccercarr
    áje perdón’ a zzìj’ e nnepute.

    (G. Finamore, Vocabolario dell'uso abruzzese, Barabba, Lanciano, 1991, pag. 280, raccolto a Casoli, Ch)

    Trascriviamo anche, sempre dal Finamore, una quartina iniziale largamente diffusa e, come tale, indicativa di questo genere:

    Partènza dulurósa vita càre;
    chi sa dumàn’a ssér’ addò me tr
    óve!
    Me tr
    óv’a cquéle pàrte de Celènze,
    d
    óve la vita mije suspìr’e ppènze

    (G. Finamore, Vocabolario dell’uso abruzzese, Barabba, Lanciano, 1991, pag. 282, raccolto a Casoli, Ch)

  • Durata 05:18
  • Data Martedì, 02 Ottobre 1990
  • Luogo 2 ottobre 1990
  • Provincia Schiavi d'Abruzzo
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Sabina Falasca, Binda Campati, Brigida Tucci: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: E meta met’e quanda voi mete
    invece da i ‘nniende i vaia’rrete
    e meta mete ‘nghi la fauciie
    ca lu padrone mi vo da lu fiie
    ffacciat’ a la finestra o ricciolone
    dammi nu riccio dei tuoi capelli
    feri lu vende e tozzi la castagne
    l’amore ‘miezz’a Callier’ e i ‘ngambagne
    aria San Pietr’e aria San Giuvanne
    e che bell’arie l’amora mi manne
    o che bell’arie l’amora mi manne
    l’arie li piie l’amore li lande
    ma l’acque di lu mare fa li spricchitte
    ma l’uocchie di l’amore fa li ccinnitte
    vulesse passa lu mare ‘nghi la cannucce
    […] di Carminucce
    vulesse passà lu mare si ie putesse
    […]
    la mamma di l’amore ma ditti ladre
    e ca so ‘rrubbate lu cor’a lu fiie
    apprima ti vuleve mo nin di voie
    e fatti lu paiarelle ca mi ta piia
    fatti lu paiarella la casi pure
    allora mi ta pie e cchiù sicure
    coma facime amore si s’ingundreme
    …abbasse lu core ci saluteme
    Canto di mietitura. I canti di mietitura costituiscono il fulcro dell'espressione cantata nel repertorio regionale: lavoro, polivocalità, espressione di genere/condizione (quella femminile), uso della voce e timbro, trattamento dei testi.
    Tra i canti di lavoro la stragrande maggioranza è chiamata canti di mietitura: i lavori connessi al raccolto del grano erano infatti, nella civiltà contadina, i più importanti: quelli che richiedevano un maggior dispendio di energie, e il cui risultato condizionava il resto dell'anno. Seguendo le differenze climatiche, da alcuni paesi abruzzesi si migrava a mietere nelle Puglie, poi si mieteva al proprio paese, ed infine, a luglio, nelle zone interne di montagna. I canti detti di mietitura venivano però eseguiti anche in contesti lavorativi diversi, che comunque si svolgevano all'aria aperta. Tale repertorio non è di genere essendo collegato a momenti di lavoro promiscuo. Le voci femminili, comunque, sono quelle che conducono il canto. Le caratteristiche proprie del canto di lavoro (andamento della melodia, rapporti tra le note) e le modalità di esecuzione (tipologie diverse, qualità delle voci) ne fanno sicuramente una testimonianza arcaica del modo di cantare contadino. Credo si possa dire che entrambe le "tipologie" di canto conosciute dalla cultura popolare abruzzese, monodico e polivocale, siano fortemente influenzate dallo stile dei canti di mietitura, che rimane l'occasione primaria di espressione. Il canto polivocale, soprattutto, nasce nei contesti lavorativi per poi essere praticato in situazioni diverse senza perdere la connotazione originaria. Questo modo di cantare è infatti fortemente caratterizzato dall'interpretazione individuale, se monodico, e dalla qualità timbrica, se polivocale.
    La costruzione della bivocalità di base di questo repertorio è visibile nel sonogramma Caldarimin9:55corrispondente al distico ai minuti 09:55, in questo caso eseguito da due sole esecutrici a cui avevo chiesto di farmi "sentire lu avete e lu basse".

  • Durata 09:27
  • Data Mercoledì, 24 Giugno 1992
  • Luogo Caldari di Ortona
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Argentina Lanari, Maria Scopinaro, Maria Vincenza D'Annibale, Maria Tamagnini: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

     Testo: Lu piedi di Santi Donati
    c’è nati lo giglio gigli’e ci sponda lu sole
    c’è nati lo gigli’e ci sponda lu sole
    Santi Donati è protettore
    e protittora ti vengo a trovare
    facci la grazia per pietà
    la gamba di Santi Donati
    c’è nati lo gigli’e ci sponda lu sole
    c’è nati lo gigli’e ci sponda lu sole
    Santi Donati è protettore
    protittora ti vengo a trovare
    facci la grazia per pietà
    lu ginocchi di Santi Donat’e
    quanda è bell’e quanda è bello
    lu ginocchi di Santi Donati
    c’è nati lo gigli’e ci sponda lu sole
    c’è nati lo gigli’e ci sponda lu sole
    Santi Donati è protettore
    protittora ti vengo a trovare
    facci la grazia per pietà
    la coccia di Santi Donati
    c’è nati lo gigli’e ci sponda lu sole
    c’è nati lo gigli’e ci sponda lu sole
    Santi Donati è protettore
    protittora ti vengo a trovare
    facci la grazia per pietà
    Canto di pellegrinaggio a San Donato. Alcuni dei più diffusi canti di pellegrinaggio-processionali hanno il testo costruito secondo due prevalenti modelli: iterativo e misto, iterativo-descrittivo, come il canto seguente. Il motivo della descrizione antropomorfica della divinità è antico e conosciuto già nei Salmi. Famose e bellissime sono le descrizioni dell'amata e dell'amato nel Cantico dei Cantici. Nell’esempio che segue è lei che parla: 
    L'amato mio è bianco e rosso,
    insigne fra mille e mille.
    Il suo capo è oro, oro fino,
    i suoi riccioli, penduli rami di palma,
    neri come il corvo.
    […] 
    Le sue mani globuli d'oro,
    adorni di gemme di Tarsis,
    il suo ventre, avorio lavorato,
    coperto di zaffiri.
    Le sue gambe colonne di marmo
    fondate su basi d’oro fino,
    il suo aspetto come il Libano,
    fiorente come i cedri.
    Il palato suo, dolcezze
    e, tutto lui, delizia!

    (Cantico dei Cantici, trad. di F. Nardoni, Einaudi, Torino 1999, pag. 13).

  • Durata 04:57
  • Data Mercoledì, 23 Settembre 1992
  • Luogo Schiavi d'Abruzzo
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Concetta Citrulli, Santina Di Carlo, Anita Di Carlo: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: Lu piedi di Santi Donati
    c’è nati lo giglio gigli’e ci sponda lu sole
    c’è nati lo gigli’e ci sponda lu sole
    Santi Donati è protettore
    e protittora ti vengo a trovare
    facci la grazia per pietà
    la gamba di Santi Donati
    c’è nati lo gigli’e ci sponda lu sole
    c’è nati lo gigli’e ci sponda lu sole
    Santi Donati è protettore
    protittora ti vengo a trovare
    facci la grazia per pietà
    lu ginocchi di Santi Donat’e
    quanda è bell’e quanda è bello
    lu ginocchi di Santi Donati
    c’è nati lo gigli’e ci sponda lu sole
    c’è nati lo gigli’e ci sponda lu sole
    Santi Donati è protettore
    protittora ti vengo a trovare
    facci la grazia per pietà
    la coccia di Santi Donati
    c’è nati lo gigli’e ci sponda lu sole
    c’è nati lo gigli’e ci sponda lu sole
    Santi Donati è protettore
    protittora ti vengo a trovare
    facci la grazia per pietà
    Canto di pellegrinaggio a San Donato. Alcuni dei più diffusi canti di pellegrinaggio-processionali hanno il testo costruito secondo due prevalenti modelli: iterativo e misto, iterativo-descrittivo, come il canto seguente. Il motivo della descrizione antropomorfica della divinità è antico e conosciuto già nei Salmi. Famose e bellissime sono le descrizioni dell'amata e dell'amato nel Cantico dei Cantici. Nell’esempio che segue è lei che parla: 
    L'amato mio è bianco e rosso,
    insigne fra mille e mille.
    Il suo capo è oro, oro fino,
    i suoi riccioli, penduli rami di palma,
    neri come il corvo.
    […] 
    Le sue mani globuli d'oro,
    adorni di gemme di Tarsis,
    il suo ventre, avorio lavorato,
    coperto di zaffiri.
    Le sue gambe colonne di marmo
    fondate su basi d’oro fino,
    il suo aspetto come il Libano,
    fiorente come i cedri.
    Il palato suo, dolcezze
    e, tutto lui, delizia!

    (Cantico dei Cantici, trad. di F. Nardoni, Einaudi, Torino 1999, pag. 13).

  • Durata 04:57
  • Data Mercoledì, 23 Settembre 1992
  • Luogo Schiavi d'Abruzzo
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Concetta Citrulli, Santina Di Carlo, Anita Di Carlo: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto semicolto. Brano incompleto, registrazione interrotta.

  • Durata 01:51
  • Data Mercoledì, 23 Settembre 1992
  • Luogo Schiavi d'Abruzzo
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Concetta Citrulli, Santina Di Carlo, Anita Di Carlo: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto di pellegrinaggio. E' lo stesso brano che si ascolta alla traccia 13, qui viene eseguita la sola prima strofa a voci separate.

  • Durata 01:35
  • Data Mercoledì, 23 Settembre 1992
  • Luogo Schiavi d'Abruzzo
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Concetta Citrulli, Santina Di Carlo, Anita Di Carlo: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Storia cantata. Storie di tre sorelle, di un anello caduto nel mare e di un pescatore: Pescator dell’onde ripescami l’anella […].
    Storia molto diffusa in ambito regionale e presente in diverse raccolte, a cominciare dal Nigra. Qui il canto si interrompe e senza soluzione di continuità si passa ad un'altra storia con testo e melodia tuttora molto comuni tra le giovani generazioni ed eseguita in vari contesti.

  • Durata 02:57
  • Data Venerdì, 22 Luglio 1994
  • Luogo Roccaspinalveti
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Anonime: voci femminili
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Storia cantata. Il testo non è eseguito integralmente.

  • Durata 01:44
  • Data Venerdì, 22 Luglio 1994
  • Luogo Roccaspinalveti
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Anonime: voci femminili
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto di mietitura.

  • Durata 02:15
  • Data Venerdì, 22 Luglio 1994
  • Luogo Roccaspinalveti
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Anonimi: voci femminili e voci maschili
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

     Le stelle sono une
    la Madonna è bbella
    che luna che sole che gioia d’amor
    le stelle sono duve
    la Madonna è bbelle
    che luna che sole che gioia d’amor
    le stelle sono tree
    la Madonna è bbella
    che luna che sole che gioia d’amor
    le stelle sono quattre...
    Canto di pellegrinaggio alla Madonna del Ponte.

  • Durata 05:00
  • Data Giovedì, 31 Agosto 1995
  • Luogo Lanciano, contrada Iconicella
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Cristina Zinni, Ida Paolucci, Chiara Colasante, Marisa Campitelli, Adelfia Abbonizio, Addolorata Di Rado, Lunetta Colanero, Rosa Di Nunzio, Eleonora Paolucci, Teresa Paolucci, Fioravante D’Ovidio: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto semicolto.

  • Durata 03:27
  • Data Giovedì, 31 Agosto 1995
  • Luogo Lanciano, contrada Iconicella
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Cristina Zinni, Ida Paolucci, Chiara Colasante, Marisa Campitelli, Adelfia Abbonizio, Addolorata Di Rado, Lunetta Colanero, Rosa Di Nunzio, Eleonora Paolucci, Teresa Paolucci, Fioravante D’Ovidio: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Aria di mietitura.

  • Durata 01:27
  • Data Giovedì, 31 Agosto 1995
  • Luogo Lanciano, contrada Iconicella
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Cristina Zinni, Ida Paolucci, Chiara Colasante, Marisa Campitelli, Adelfia Abbonizio, Addolorata Di Rado, Lunetta Colanero, Rosa Di Nunzio, Eleonora Paolucci, Teresa Paolucci, Fioravante D’Ovidio: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Aria di mietitura. In questa registrazione il canto, su mia richiesta, viene eseguito dalla sola prima voce (lu avete), in genere sulla seconda parte dell’endecasillabo si univano gli altri cantori ad una terza sotto (lu basse).

  • Durata 06:44
  • Data Giovedì, 31 Agosto 1995
  • Luogo Lanciano, contrada Iconicella
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Chiara Colasante: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto per la raccolta delle olive. Questi canti hanno le stesse caratteristiche e modalità esecutive dei canti di mietitura e venivano eseguiti durante la raccolta delle olive ('a coi l'aliv).

  • Durata 03:40
  • Data Giovedì, 31 Agosto 1995
  • Luogo Lanciano, contrada Iconicella
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Cristina Zinni, Ida Paolucci, Chiara Colasante, Marisa Campitelli, Adelfia Abbonizio, Addolorata Di Rado, Lunetta Colanero, Rosa Di Nunzio, Eleonora Paolucci, Teresa Paolucci, Fioravante D’Ovidio: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Aria di mietitura.

  • Durata 06:09
  • Data Giovedì, 31 Agosto 1995
  • Luogo Lanciano, contrada Iconicella
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Cristina Zinni, Ida Paolucci, Chiara Colasante, Marisa Campitelli, Adelfia Abbonizio, Addolorata Di Rado, Lunetta Colanero, Rosa Di Nunzio, Eleonora Paolucci, Teresa Paolucci, Fioravante D’Ovidio: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto occasione. Consideriamo in questa categoria tutti quei canti che non erano legati ad un particolare momento o attività. Sono canti sia monodici che polivocali, con o senza accompagnamento strumentale, eseguiti in momenti di lavoro, domestico e non, o di socializzazione come la smarroccatura (pulitura delle pannocchie di granturco fatta da più persone sull'aia). Tra questi si considerano anche i canti detti semicolti cioè nati fuori dalle modalità della tradizione orale (tra cui alcuni canti d'autore), e poi assorbiti dal mondo contadino.

  • Durata 03:37
  • Data Giovedì, 31 Agosto 1995
  • Luogo Lanciano, contrada Iconicella
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Cristina Zinni, Ida Paolucci, Chiara Colasante, Marisa Campitelli, Adelfia Abbonizio, Addolorata Di Rado, Lunetta Colanero, Rosa Di Nunzio, Eleonora Paolucci, Teresa Paolucci, Fioravante D’Ovidio: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto occasione. Consideriamo in questa categoria tutti quei canti che non erano legati ad un particolare momento o attività. Sono canti sia monodici che polivocali, con o senza accompagnamento strumentale, eseguiti in momenti di lavoro, domestico e non, o di socializzazione come la smarroccatura (pulitura delle pannocchie di granturco fatta da più persone sull'aia). Tra questi si considerano anche i canti detti semicolti cioè nati fuori dalle modalità della tradizione orale (tra cui alcuni canti d'autore), e poi assorbiti dal mondo contadino.

  • Durata 03:04
  • Data Giovedì, 31 Agosto 1995
  • Luogo Lanciano, contrada Iconicella
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Cristina Zinni, Ida Paolucci, Chiara Colasante, Marisa Campitelli, Adelfia Abbonizio, Addolorata Di Rado, Lunetta Colanero, Rosa Di Nunzio, Eleonora Paolucci, Teresa Paolucci, Fioravante D’Ovidio: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Esempio di uno dei tanti balli da sala diffusi nel territorio soprattutto a seguito del largo utilizzo della fisarmonica e dell'organetto diatonico, qui un dodici bassi.

  • Durata 03:10
  • Data Lunedì, 16 Luglio 1990
  • Luogo Castiglione Messer Marino
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Michele Paradiso: organetto diatonico a dodici bassi
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Zunparella. Questa denominazione indica una forma di danza affine alla saltarella di cui condivide alcuni moduli melodico-ritmici e l’area di diffusione. In tale area le due denominazioni sono spesso intercambiabili. Alcuni moduli melodico-ritmici sono anche affini alla spallata. Tutte queste sono danze di probabile ascendenza italica e diffuse lungo la dorsale appenninica dalle Marche meridionali alla Basilicata. In questa registrazione più voci si alternano nell’esecuzione di stornelli, un'altra caratteristica condivisa con le danze menzionate.

  • Durata 09:32
  • Data Sabato, 16 Giugno 1990
  • Luogo Castiglione Messer Marino
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Gaetano Checchia, Filomena Magnaccia, anonimi: voce, voce, organetto due bassi
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Stornelli.

  • Durata 00:43
  • Data Sabato, 16 Giugno 1990
  • Luogo Castiglione Messer Marino
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Anonima: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Partenza della sposa. Versione incompleta di un testo molto diffuso in ambito regionale. Segue una breve spiegazione ed un colloquio in dialetto tra i presenti.

  • Durata 01:23
  • Data Sabato, 16 Giugno 1990
  • Luogo Castiglione Messer Marino
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Filomena Magnaccia, Gaetano Checchia, anonimi: voci femminili e voci maschili
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: Amore amore acciucchimi ssa rame
    fammeli coie a me ssu belli fiore
    ssu belli fiore
    e fammili coie a me ssu belli fiore
    su belli fiore fammeli coie a me
    fammeli coie a me ssu belli fiore
    apprima ti vuleve e mo ndi voie
    mi sa vutatë la mende chi ci vu fa
    quest’è la via di lu passa passe
    ce passë l’amor’e lu core ce lascie
    Aria di lavoro. In questo repertorio quando si canta assieme, alle due linee strutturali (lu avete e lu bbasse) se ne aggiungono altre (linee fisiche), con l’idea di disporsi "attorno" alla linea de lu bbasse; con una ben precisa idea di costruzione sonora e del contributo della propria voce. La percezione di questa è ben chiara per gli esecutori, e su di essa si basa il rapporto di entrate ed uscite delle varie soliste e del coro. Allo stesso tempo la dimensione vocale di ogni partecipante realizza una eterofonia che è sostanziale, in quanto effettivamente possono esserci scarti nell’ambito delle frequenze, ma vissuta idealmente (dato emico) come eterofonia di timbri: più individualità vocali.

  • Durata 03:00
  • Data Giovedì, 07 Giugno 1990
  • Luogo Filetto
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Isoletta Esposito, Aurina Di Tullio, Domenica Di Nanno, Lidia Marino, Filomena Esposito, Maria Domenica Galante, Vinicio Antonucci, Giuseppe Marino: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Aria di mietitura.

  • Durata 01:02
  • Data Giovedì, 07 Giugno 1990
  • Luogo Filetto
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Anonima: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Aria di lavoro. Due strofe sullo stesso profilo melodico del documento31. E' una ripresa dello stesso canto, un ulteriore esempio della flessibilità del repertorio tradizionale la cui esecuzione si può interrompere, anche inaspettatamente, e poi essere ripresa.

  • Durata 01:17
  • Data Giovedì, 07 Giugno 1990
  • Luogo Filetto
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Isoletta Esposito, Aurina Di Tullio, Domenica Di Nanno, Lidia Marino, Filomena Esposito, Maria Domenica Galante, Vinicio Antonucci, Giuseppe Marino: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto semicolto. Testo tradizionale cantato in diversi contesti e su diversi profili melodici.

  • Durata 03:40
  • Data Giovedì, 07 Giugno 1990
  • Luogo Filetto
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Isoletta Esposito, Aurina Di Tullio, Domenica Di Nanno, Lidia Marino, Filomena Esposito, Maria Domenica Galante, Vinicio Antonucci, Giuseppe Marino: voce; Domenico Tenaglia: mandolino
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

     Altre strofe sul profilo melodico del  documento 31.

  • Durata 03:31
  • Data Giovedì, 07 Giugno 1990
  • Luogo Filetto
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Isoletta Esposito, Aurina Di Tullio, Domenica Di Nanno, Lidia Marino, Filomena Esposito, Maria Domenica Galante, Vinicio Antonucci, Giuseppe Marino: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto semicolto.

  • Durata 02:09
  • Data Giovedì, 07 Giugno 1990
  • Luogo Filetto
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Isoletta Esposito, Aurina Di Tullio, Domenica Di Nanno, Lidia Marino, Filomena Esposito, Maria Domenica Galante, Vinicio Antonucci, Giuseppe Marino: voce; Domenico Tenaglia: mandolino
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Aria di lavoro. E' lo stesso documento della  traccia 31. Trascrizione: Filetto1 e Filetto 2 da sec. 0:42 a sec. 2:28 Sonogramma:  Filetto1. Sono visibili gli andamenti delle singole voci e alcune delle loro caratteristiche come il vibrato.

  • Durata 04:32
  • Data Venerdì, 12 Ottobre 1990
  • Luogo Filetto
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Isoletta Esposito, Aurina Di Tullio, Domenica Di Nanno, Lidia Marino, Filomena Esposito, Vinicio Antonucci, Giuseppe Marino: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto semicolto. Testo tradizionale adattato su una melodia comune in ambito regionale e frequente nel repertorio di molte corali folkloristiche. Accompagnamento di mandolino, principale strumento nel fare musica per la classe artigiana, ed ora quasi scomparso.

  • Durata 02:49
  • Data Venerdì, 12 Ottobre 1990
  • Luogo Filetto
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Isoletta Esposito, Aurina Di Tullio, Domenica Di Nanno, Lidia Marino, Filomena Esposito, Vinicio Antonucci, Giuseppe Marino: voce; Domenico Tenaglia: mandolino
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Aria di lavoro. Testo del  documento 37 recitato in italiano.

  • Durata 01:10
  • Data Venerdì, 12 Ottobre 1990
  • Luogo Filetto
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Anonima: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Aria di lavoro. Registrazione della prima voce e della seconda voce separatamente.

  • Durata 02:22
  • Data Venerdì, 12 Ottobre 1990
  • Luogo Filetto
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Anonima: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Aria di mietitura

  • Durata 02:06
  • Data Venerdì, 12 Ottobre 1990
  • Luogo Filetto
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Isoletta Esposito, Aurina Di Tullio, Domenica Di Nanno, Lidia Marino, Filomena Esposito, Vinicio Antonucci, Giuseppe Marino: voce; Domenico Tenaglia: mandolino
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Storia cantata. Versione incompleta. In questa e nelle prossime tracce registrate a Farindola incontriamo alcune testimoni della tradizione popolare depositarie di un patrimonio ricchissimo, che abbraccia praticamente tutti i generi del canto tradizionale: lavoro, canti narrativi e religiosi. A questa conoscenza si unisce la ricchezza timbrica delle voci e la capacità esecutiva. Le loro testimonianze sono presenti anche in  altre raccolte di questo archivio. Maria Salzetta, e la figlia Bambina, erano conosciute per questa abilità e ad esse arrivavano, in pratica, tutti i ricercatori attivi nell'area.

  • Durata 01:30
  • Data Sabato, 11 Luglio 1992
  • Luogo Farindola
  • Provincia Pescara
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Maria Salzetta, Bambina Miraglia, Elisa Margotti: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Storia cantata, chiamata La Cecilia.

  • Durata 06:20
  • Data Sabato, 11 Luglio 1992
  • Luogo Farindola
  • Provincia Pescara
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Maria Salzetta, Bambina Miraglia, Elisa Margotti: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: E cui l’alive e versi Firenz
    versi Firenza li vutive la rame

    Ciaveti l’occhi nere e seti bbelle
    e tineta lo culore di lu curalle

    Chi li vo rpurtà  la nov’a mamme
    e lu cuor l’aie dunat’a la Madonna

    A lu pettuccie di Maria Giovanna
    c’è fa la neve lu mesa di Giugno

    Quando spunti lu sole la matine
    e na la finestra tu la prima sfere

    Quandi sponda lu sole
    l’amore s’abbandoni e non si lasce

    Chi ti l’ha fatti fa a ji da lundane
    l’amande la tinivo da vicino

    Chi ti l’ha fatti fa si pen’ amare
    e durmiri na lu letti sola sola

    Nu giorna mi truvivi na na rise
    e lu sorgia li mittè lu fil’all’ aghe

    Lu sorgi li mitteva lu fil’all’ aghe
    e la gatti l’arcucevi la camice

    E chi li vo sballà va a la siella
    e chi la vo lascià caruccia bbella
    A cojie l’alivë, canto per la raccolta delle olive. Pur con qualche indecisione ascoltiamo qui un esempio di come durante il canto veniva "manipolato" il distico di endecasillabi. E’ questa la struttura metrica su cui è costruito gran parte del repertorio lirico abruzzese. Il verso viene spezzato è passato di voce in voce con abbellimenti e riprese di sillabe o singole parole. Importante per una buona esecuzione, indice anche dell’abilità degli esecutori, è mantenere una certa consequenzialità tematica tra i distici. Brano incompleto, registrazione interrotta.

  • Durata 07:23
  • Data Sabato, 11 Luglio 1992
  • Luogo Farindola
  • Provincia Pescara
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Maria Salzetta, Bambina Miraglia, Elisa Margotti, Carolina Cardone, Filomena Astolfi: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto di mietitura. Il brano si interrompe, probabilmente per la fine del nastro.

  • Durata 01:10
  • Data Sabato, 11 Luglio 1992
  • Luogo Farindola
  • Provincia Pescara
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Maria Salzetta, Bambina Miraglia, Elisa Margotti: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

     Ninna nanna. Tentativo di esecuzione corale di un brano che appartiene al repertorio monodico. Interruzioni. Da secondi 55 l’esecuzione è più decisa. Durante le registrazioni sul campo è usuale che più testimoni, ed anche più testimonianze, si accavallino nel tentativo di ritrovare il filo della memoria, interrottasi anni prima.

  • Durata 02:17
  • Data Domenica, 26 Luglio 1992
  • Luogo Carpineto Sinello
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Teresa Di Paolo, Anna Mastrippolito, Ida Di Rico, Irene Colanero, Adelmina Gattella, Maria Mastrippolito: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

     Repertorio strumentale.

  • Durata 01:17
  • Data Domenica, 26 Luglio 1992
  • Luogo Carpineto Sinello
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Giuseppe Lizzi: organetto otto bassi
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Repertorio strumentale.

  • Durata 01:38
  • Data Domenica, 26 Luglio 1992
  • Luogo Carpineto Sinello
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Giuseppe Lizzi: organetto otto bassi
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Repertorio strumentale.

  • Durata 01:31
  • Data Mercoledì, 22 Luglio 1992
  • Luogo Carpineto Sinello
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Giuseppe Lizzi: organetto otto bassi
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: E vacci fiia me vacci cundende
    ca 'loche li truve n'atra bbona gendë eh

    E fiia mei lest'a lu magnaie
    la via è longh'e la da fa

    E m'arivolti 'mbacci'a la finestre
    la casa di mamma e tata ris'e festë eh

    E m'arivolti 'mbacci'a lu purtone
    e m'arivolti 'mbacci'a lu purtone

    La casa di mamma e tata mo l'abbandonë
    e m'arivolte e mei'ariviltate

    La casa di mamma e tata li so lassatë
    luci la selle e luci lu cavalle

    Luci la staff 'ddo mettii lu pedë
    e ggendi chii li iet'accumbagnaie

    Facetii li carezza pii la vi
    e di carezza i facemi tande

    Gne canda fus la fiola mi eh
    e vei fiia me vacci cundende

    Ca lochi li truvi 'n'andra bbona ggendë
    e fiia mei stitticii nu mese

    Ca ti l'mpir l'use de lu paiesë
    e fiia mei stittici uotti iourne

    Ca ti l'impiri l'use de lu...
    Canto per la partenza della sposa (cfr.  traccia11 sul repertorio femminile).

  • Durata Durata: 01:57
  • Data Mercoledì, 29 Luglio 1992
  • Luogo Carpineto Sinello
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Maria Zocca: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Storia cantata. Il canto è seguito da una breve spiegazione in dialetto.

  • Durata 05:21
  • Data Lunedì, 27 Luglio 1992
  • Luogo Carpineto Sinello
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Maria Zocca, Carmela Di Paolo: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Storia cantata. Incompleta.

  • Durata 02:01
  • Data Lunedì, 27 Luglio 1992
  • Luogo Carpineto Sinello
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Maria Zocca, Carmela Di Paolo: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: La nevë më cacciat’a ste mundagne
    m tocc’a ie a la Puglia e tu n ‘mpiagne
    …stregnë u core
    ca t’eia lassa sola tra ste mure
    na littera te scriv ë quand’arrive
    rispunnemë n’appena la ricieve
    dumanë quande vaie piu tratture
    a ti curri u punzier’ a tutt ë l’ore
    le pecurë già tiene ie ienucchie
    repare i me…
    c’a giugn’arrivë iu preut’e ce sposa
    l’appenesell’aspetta…
    La partenza del pastore. Registrato a Scanno nel 1993, è lo stesso canto raccolto da Alan Lomax il 5 dicembre 1954 durante la sua campagna di ricerca in Italia. Allora gli esecutori furono solo due: chitarrista e violinista, un ensemble a corde sicuramente più vicino alla tradizione. Sul canto di partenza si veda quanto detto ala traccia11.

  • Durata 03:55
  • Data Mercoledì, 08 Settembre 1993
  • Luogo Scanno
  • Provincia L 'Aquila
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Donato Ciccotti: voce,Ernesto Mancini: chitarra, Gianni La Villotti: fisarmonica, Stefano Di Vitto: chitarra, Giuseppe Mancini: contrabbasso, Giulia Liberatoscioli: violino
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Testo: Eccheme bbella c’hajje remenute
    le bbellizze tè l’hiene revulute.

    Pe revederte che tante letizie
    reporte vainelle e reulizie.

    Doppe c’hajje fatte suole stù tratture
    ce rabbraceme stritte core a core.

    Quande è Demeneca e facème festa
    me piece che ssù cappellitte ‘n testa.

    I lècce che tu porte a fantasiè
    mittene a tutte tanta sempatiè.

    Quande alla Messa prieghe e può t’enchene
    tu mitte mmidia pure alle reggene.

    A dirle a mammuta nen ce la facce
    quande hèma fa pe nnù jù catenacce.

    Ju preute m’ha ditte ‘n’sacrastie
    a’ huanne v’èta spusà ‘n’grèzia de Ddie.
    Appenesella. Il tema della partenza e della serenata ha dato vita anche ad una tradizione locale di componimenti d’autore. A Scanno la serenata ai zite era chiamata appenesella. Il testo qui cantato è tratto dal volume di Donato Ciccotti: Le appeneselle, Roma, Edigraf, 1991.

  • Durata 04:29
  • Data Mercoledì, 08 Settembre 1993
  • Luogo Scanno
  • Provincia L'Aquila
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Donato Cicciotti: voce, Ernesto Mancini: chitarra, Gianni La Villotti: fisarmonica, Stefano Di Vitto: chitarra, Giuseppe Mancini: contrabbasso, Giulia Liberatoscioli: violino
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Appenesella. Seconda presa della  traccia precedente.

  • Durata 04:52
  • Data Mercoledì, 08 Settembre 1993
  • Luogo Scanno
  • Provincia L'Aquila
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Donato Ciccotti: voce, Ernesto Mancini: chitarra, Gianni La Villotti: fisarmonica, Stefano Di Vitto: chitarra, Giuseppe Mancini: contrabbasso, Giulia Liberatoscioli: violino
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto per salutare gli sposi. Anche questo testo è di Donato Ciccotti, composto sulla falsariga delle serenate per un saluto augurale.

  • Durata 03:02
  • Data Mercoledì, 08 Settembre 1993
  • Luogo Scanno
  • Provincia L'Aquila
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Donato Ciccotti: voce, Ernesto Mancini: chitarra, Gianni La Villotti: fisarmonica, Stefano Di Vitto: chitarra, Giuseppe Mancini: contrabbasso, Giulia Liberatoscioli: violino
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Stornelli per la mietitura, preceduti da una breve introduzione circa l'esperienza del lavoro agricolo.

  • Durata 02:05
  • Data Lunedì, 13 Settembre 1993
  • Luogo Villavallelonga
  • Provincia L'Aquila
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Mario Lippa: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Stornelli d’occasione, in parte recitati. Alcuni, secondo l’autore, riconducibili alle incanate.
    Nei canti di mietitura l’espressività del rituale agrario-arcaico è evidente nell’uso di distici di dileggio e di allusioni sessuali. Per Alfonso Maria Di Nola sono: "forme residue di più consistenti e remoti cerimoniali di affidamento, ma sono spesso utilizzati al solo fine di costituire le rime, e quindi con scadimento del valore originale" (Alfonso M. Di Nola, L’arco di rovo, impotenza ed espressività in due rituali del sud, Boringhieri, Torino, 1983, pag. 106). Nel panorama dei canti di lavoro nelle nostre campagne essi rappresentano "costume ritualizzato destinato al controllo dell’aggressività e della contestatività bracciantile" (A. M. Di Nola, L’incanata abruzzese, paralleli e interpretazione antropologica, "Rivista Abruzzese", n. 2, 1978, pag. 65).
    In una vasta area dell’Abruzzo questa forma espressiva è detta incanata. Il dileggio era rivolto ad altri mietitori più in basso nella gerarchia interna del gruppo, o alla padrona/padrone, o a persone che si trovavano a passare. Il carattere osceno era però mediato dall’ambiguità: "Meno frequenti sono i motivi propriamente lascivi, osceni ed ambigui, poiché persiste un notevole controllo lessicale. La carica erotico-oscena, circola soprattutto nell’ambiguità dei riferimenti terminologici, nei quali determinati oggetti simbolizzano situazioni o organi sessuali. Una notevole ricorrenza ha il tema databuizzato del petto femminile, proprio nel suo aspetto di centro erogeno, contrapposto al seno materno e galattifero: l’amoro mio ch’à jit’a Rroma e mmete, m’arpòrta le rembizze ‘nzuccherate"(A. M. Di Nola 1983, pag. 108).
    In questa traccia si ascolti la strofa recitata da Mario Lippa a 03:28.

  • Durata 01:46
  • Data Venerdì, 13 Agosto 1993
  • Luogo Villavallelonga
  • Provincia L'Aquila
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Mario Lippa: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

    Canto di lavoro, chiamati localmente tomma tomma dal distico che ricorre durante l'esecuzione.

  • Data Sabato, 28 Agosto 1993
  • Luogo Palmoli
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Emma Roberti, anonime: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio

  • Genere Audio
  • Audio

  • Descrizione

     Canto eseguito in diversi contesti durante le attività quotidiane.

  • Durata 00:42
  • Data Sabato, 28 Agosto 1993
  • Luogo Palmoli
  • Provincia Chieti
  • Regione Abruzzo
  • Esecutore Emma Roberti, anonime: voce
  • Autore Domenico Di Virgilio