Archivio Sonoro

Canti della filanda e altre storie

Canti della filanda e altre storie (74)

Registrazioni realizzate tra il 1976 e il 1977, in diversi comuni dell’anconetano e uno sconfinamento a Spoleto, seguendo la continuità di una narrazione tutta al femminile, incentrata sul riferimento alla filanda, con una netta prevalenza di canti narrativi su una ricca varietà di forme espressive della tradizione.

A parte la presenza di Camillo Caglini in alcuni brani, tutti i canti, racconti e testimonianze sono raccolti dalla voce di donne che hanno avuto esperienza, diretta o indiretta, del lavoro in filanda: Rosa Berardinelli, Laura Calabresi, Elvira Corsetti, Annunziata Giannotti, Telemaca Gori, Quartina Lombardi, Giuseppina Militoni, Elisa Novelli, Maria Pietrucci, Anita Rocchetti, Maria Romagnoli, Cesira Santarelli.

Il canto delle filandare, al quale Pietrucci ha dedicato nel 1990 il disco Io vado alla Filanda/Gruppo ‘Filandare’ di Jesi, è essenzialmente riconducibile al repertorio del canto narrativo espresso sia nelle forme della ballata epico-lirico tradizionale sia in quelle delle arie di cantastorie e delle cronache su fogli volanti. In questa direzione la raccolta avvalora quanto è altrove affermato, a livello nazionale e internazionale, sull’uso della forma narrativa nel canto in contesti di produzione manifatturiera in contrapposizione alle forme monostrofiche dei contesti agricoli.

Ad un vasto numero di esecuzioni di canti narrativi se ne affianca uno più esiguo di canti esplicitamente legati alle condizioni lavorative della filanda che muovono da una presa di coscienza protestataria seppure attraverso forme espressive spesso legate ad aspetti parodici e scherzosi nel racconto dei rapporti di classe e della vita lavorativa. Tuttavia la maggior parte delle informatrici esprime solitamente una certa riluttanza all’esecuzione o al semplice ricordo di questi brani e dei correlate temi sociali.

Nella raccolta sono presenti anche altre forme espressive della tradizione orale (stornelli sull’aria romana o di corteggiamento, orazioni sacre e canti di questua nella tipologia della passione per i riti pasquali) e un vario campionario di forme monostrofiche, per lo più recitate (filastrocche, indovinelli, motti, storie e barzellette, preghiere e orazioni).