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La Valnerina ternana (1)

Un'esperienza di ricerca-intervento.

La Valnerina ternana è la parte sud-occidentale della Valle del Nera che ricade nel territorio dei comuni di Arrone, Montefranco, Ferentillo, Polino e in piccola parte di Terni. La sua economia, tradizionalmente incentrata sull’agricoltura e sulla pastorizia, il suo territorio e i suoi rapporti sociali furono segnati profondamente dall’industrializzazione, sia da quella che interessò direttamente la valle fin dall’inizio del '900 (lo Stabilimento elettrochimico di Papigno e, più tardi, la SNIA-Viscosa di Collestatte), sia soprattutto dalla creazione già nel 1884 dell’Acciaieria, posta proprio al suo imbocco. Le sue dimensioni e le modalità della sua espansione (la fabbrica rispondeva a esigenze belliche, non già a quelle di un armonico sviluppo) resero il rapporto in particolare dell'Acciaieria col territorio piuttosto traumatico. La velocità con la quale intere generazioni di contadini si ritrovarono a fare i conti con la nuova realtà economica e sociale produsse necessariamente lacerazioni culturali profonde che spinsero quelle generazioni a non abbandonare mai del tutto il rapporto né con la terra – creando, per esempio interessanti fenomeni di part-time – né con la propria cultura di origine e con i suoi apparati espressivi. E l’aspetto più rilevante di quest’ultimo fenomeno è consistito nell’uso - da parte dei nuovi operai e, più tardi, dei partigiani formatisi politicamente in fabbrica – delle forme espressive più tradizionali, sia musicali che narrative, per esprimere i nuovi contenuti legati alla lotta politica. Capitò così che Valentino Paparelli e Alessandro Portelli, che insieme hanno condotto la ricerca in questa parte dell’Umbria, si ritrovarono a registrare discussioni sul "compromesso storico" in ottava rima, invettive contro il governo che utilizzavano le melodie dei canti del lavoro, o considerazioni politiche su argomenti i più disparati all’interno di sequenze di stornelli a saltarello.
Questa scoperta convinse i due ricercatori della possibilità di costruire su questa realtà, già di per sé dirompente, un’ipotesi di trasformazione della ricerca in momento di organizzazione culturale "dal basso", operazione resa possibile dalla decisione di un gruppo di informatori, certamente i più consapevoli, di costituirsi in Gruppo della Valnerina, che segnò profondamente con la sua attività la riproposta negli anni Settanta. Si trattava di Dante Bartolini, Americo Matteucci, Pompilio Pileri, Trento Pitotti, Luigi Matteucci. I documenti di questa raccolta vanno dunque integrati con quelli della Raccolta Dante Bartolini.

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