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La prima campagna di registrazioni riguardante la musica tradizionale del Salento, se si escludono le riprese effettuate da Alfredo Majorano nel 1950 nelle campagne del tarantino, si deve a Alan Lomax e Diego Carpitella che, fra il 12 e il 17 agosto 1954, effettuarono un gran numero di registrazioni in molte località, compresi vari comuni della Grecìa. I canti e le musiche, ora nella Raccolta 24b dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, spaziano dalle pizziche ai lamenti funebri, dalle ninne nanne agli stornelli, dai canti di lavoro alle canzoni narrative e satiriche, con una particolare attenzione al repertorio polifonico e a quello in lingua grica: l'importanza di quel "viaggio esplorativo", con il quale si avviava una nuova stagione nella ricerca etnomusicologica, è sottolineata dallo stesso Carpitella trent'anni dopo, in un'intervista rilasciata a Ettore De Carolis .

Nell’ambito della ricerca sul tarantismo condotta nell’estate del ’59 da Ernesto de Martino e da un’equipe interdisciplinare comprendente Diego Carpitella, venne realizzata la Raccolta 48 del Centro Nazionale di Studi di Musica Popolare, dal 26 giugno al 3 luglio 1959, nelle località di Nardò, Galatina e Muro Leccese. In tutto 33 brani che documentano le fasi delle terapie domiciliari, condotte da Luigi Stifani e il suo gruppo, e le procedure devozionali seguite in occasione del pellegrinaggio a Galatina, all’interno della cappella di san Paolo.

diego-carpitellaSempre nell’ambito degli studi sul tarantismo si colloca la Raccolta 53, realizzata dal solo Carpitella dal 6 al 16 giugno 1960, con la registrazione di 55 documenti sonori fra Bari (nella sede Rai con musicisti terapeuti di Nardò), Giuggianello, Sanarica, Muro Leccese, Matino, Taviano, Ruffano, Avetrana (TA).

Carpitella realizzò inoltre alcune riprese cinematografiche (circa 100 metri di pellicola a 16 mm), senza sonoro durante una terapia domiciliare autentica a Nardò e durante una “ricostruzione artificiale” a Muro Leccese. Il filmato intitolato Meloterapia del tarantismo è stato restaurato e sonorizzato nel 1996, a cura del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma e costituisce la prima documentazione cinematografica del tarantismo.

Nella notte tra il 15  e il 16 agosto 1960, nella località di Torrepaduli di Ruffano, in occasione della festa di san Rocco, Carpitella realizzò la Raccolta 55, documentando lungamente l’ambito sonoro della festa e rilevando le musiche che accompagnano la “danza-scherma” .

salento-02Nel 1961 l’antropologa Annabella Rossi, assieme a Simonetta Piccone Stella, effettua  una lunga registrazione di una terapia domiciliare tenuta da Luigi Stifani e il suo gruppo in casa di una tarantata, confluita nella Raccolta 62 del Centro Nazionale di Studi di Musica Popolare.

Sempre nel 1961 il regista Gianfranco Mingozzi realizza, con la consulenza di Ernesto de Martino, il documentario La Taranta, nelle località di Nardò, Galatone e Galatina. Nelle riprese compaiono Luigi Stifani e il suo gruppo, impegnati in una terapia domiciliare.

Il 6 e il 7 agosto del 1965, in occasione della festa di San Donato a Montesano Salentino, Annabella Rossi documentò gli aspetti sonori di un arcaico rito di guarigione,  analogo per alcuni aspetti al tarantismo, parallelamente alle riprese del documentario Il male di San Donato di Luigi Di Gianni.

sentitebonagente2L’11 dicembre del 1966, in preparazione dello spettacolo Sentite buona gente, Diego Carpitella e Roberto Leydi sono a Nardò dove raccolgono interviste ed esecuzioni strumentali con Luigi Stifani, Pasquale Zizzari, Giuseppe Ingusci e Salvatora Marzo “Za’ Tora”.

Nell’agosto 1968, Gianni Bosio, il fondatore dell’Istituto Ernesto De Martino, condusse una campagna di registrazioni in Salento, fra Lecce, Otranto, la Grecìa e altre località,  raccogliendo musiche tradizionali, racconti orali e altri materiali sonori, pubblicati di recente a cura di Luigi Chiriatti, Ivan Della Mea e Clara Longhini.

Negli anni 1968 e 1969, il glottologo salentino Oronzo Parlangeli raccolse fra Novoli e Francavilla Fontana una serie di registrazioni che spaziano dai canti di lavoro e le canzoni narrative a racconti, preghiere e filastrocche, conservate presso la Discoteca di Stato nelle raccolte AELM 40, 90 e160.

carpitella1960Fra la fine degli anni ’60 e la metà dei ’70 si colloca il lavoro di ricerca di Giovanna Marini a Sternatia e in altri comuni della Grecìa, conservato presso l'Archivio "Franco Coggiola" del Circolo Gianni Bosio di Roma. Grazie all’apporto delle straordinarie voci di tre contadine, Mariuccia e Rosina Chiriacò e Stella De Santis, riemersero brani che si imposero come classici del repertorio salentino.

Alla metà degli anni '70 risalgono le registrazioni che Brizio Montinaro effettua in vari paesi del Salento e, in particolare, della Grecìa con la partecipazione di esecutori tradizionali divenuti in seguito famosi, come Niceta Petrachi “la Simpatichina”, Lucia De Pascalis e una prima formazione degli Ucci, offrendo esempi di tutti i generi tradizionali, dalla pizzica al canto di questua al lamento funebre, ma anche filastrocche, invocazioni, scongiuri.

Alla metà degli anni Settanta risale anche l'avvio della ricerca di Luigi Chiriatti che, impegnato anche nel movimento della riproposta come musicista ed operatore culturale, ha raccolto una grande quantità di materiali etnografici e musicali, costituendo uno degli archivi privati più importanti sul Salento, confluito poi in molte pubblicazioni edite negli ultimi anni.

Negli stessi anni si avvia la ricerca condotta da Salvatore Panizza all'interno del Circolo culturale Argalio, nato con lo scopo di salvaguardare e divulgare il patrimonio musicale, la lingua e le tradizioni di Corigliano D'Otranto: un'esemplare ricerca "amatoriale" che ci restituisce un'efficace rappresentazione del contesto sonoro di una comunità.

Agli stessi anni si possono far risalire alcune campagne di ricerca determinate da Roberto Leydi per le attività della cattedra di etnomusicologia dell'università di Bologna, tra le quali le registrazioni di Mario Biasi a Maglie e in altre non precisate località del Basso Salento e di Giacinta Rampino, tra il 1986 e il 1987, ad Alezio, Aradeo, Casarano, Collepasso, Cutrofiano e Sannicola. Del 2000 sono le registrazioni di Antonio De Vito a Corigliano d'Otranto e a Martano per una tesi di laurea sui canti grecanici del Salento (relatore NIco Staiti, correlatore Leydi) che contiene però altre registrazioni realizzate da M. Giammaruco a Martano e a Corigliano d'Otranto nel 1974

Nel corso degli anni Settanta e Ottanta altri esponenti del locale folk revival, come Luigi Lezzi, Carlo Lubello, Daniele Durante e Franco Tommasi, hanno effettuato campagne di ricerca, spesso funzionali alla riproposta in concerto. Specifiche rilevazioni ad Alessano, Surano e Spongano sono state condotte, a partire dal 1978, da Luigi Mengoli e, negli stessi anni, da Otello Profazio a Scorrano e Racale.  

Dal 1980 datano le ricerche di Giuseppe Michele Gala che si è soffermato in particolare sulle varie forme di pizziche e di musiche per la danza.

talamancaDopo l’eclissi degli anni ’80, che ha coinvolto tutta la musica tradizionale in Italia, la musica salentina è riemersa prepotentemente all’attenzione, non solo nazionale, grazie alla popolarità conquistata dalla pizzica. Una popolarità, non esente da aspetti di vera e propria mistificazione, che ne attesta però la forza simbolica e di aggregazione nonché la capacità di generare risultati positivi anche per la ricerca sul campo.

Si registra, infatti, il ritorno di un fenomeno, tipico degli anni '70, per cui alcuni musicisti, impegnati nella riproposta, effettuano rilevazioni sul campo: Enza Pagliara, con le registrazioni di contadine e trattoristi a Torchiarolo, Dario Muci, con la ripresa di canti polivocali eseguiti dalle sorelle Gaballo di Nardò, e Anna Cinzia Villani con una  notevole quantità di riprese audiovisive in tutto il Salento.