Archivio Sonoro

Arnaldo Mora

Arnaldo Mora (74)

Canti di questua, stornelli, saltarelli e altri repertori di musica di tradizione orale raccolti nel 1977.  

toccaceli-arnaldomoraArnaldo Mora, nato a Francavilla d’Ete (AP) nel 1928, ha svolto l’attività di contadino prima come mezzadro e poi come lavoratore salariato.

Le registrazioni sono state effettuate nel comune di Mogliano (MC), nella frazione di Macina di Mogliano, e nel comune di Corridonia (MC). Arnaldo Mora canta ed è accompagnato quasi sempre da un variegato numero di altri esecutori, parte del proprio gruppo di amici e familiari: Nazzareno Caproli (tamburello, triangolo), Sesto Caproli (nacchere), Lina Marinozzi (voce), Ernesto Massaccesi (voce), Fernando Mora (voce), Nazzareno Pesallaccia (voce, raganella, tamburello), Angelo Pierantoni (organetto), Pietro Rapari (organetto), Nazzareno Saldari (voce), Guido Stizza (tamburello) ed altri non identificati. Arnaldo era infatti solito esibirsi, con alcuni dei suoi amici, in contesti locali: ed è a uno di questi suoi concerti che risale l’incontro con Dario Toccaceli.

Il suo repertorio si sviluppa soprattutto su quelle forme tradizionali che prevedono un accompagnamento strumentale, in particolare organetto (o fisarmonica) e tamburello: numerosi canti per la questua -pasquelle e passioni- tra le quali si possono apprezzare diverse esecuzioni dell’Orologio della Passione  e della meno nota Passione per le anime purganti, nonché altri canti legati ai riti della Settimana Santa che si collegano alle rappresentazioni sacre della Passione del Cristo e alla tradizione medievale dei Pianti di Maria. Non mancano però brani esclusivamente strumentali, sia nelle arie classiche per il ballo sia in quelle più prettamente locali del saltarello, della castellana e della ballarella.

La raccolta si caratterizza principalmente per le serie di stornelli, sia nella forma a saltarello o a serenata, con accompagnamento strumentale, sia nelle numerose varianti di stornelli sul lavoro (mietitura, falciatura, potatura, raccolta), su temi che spaziano dal licenzioso al corteggiamento, dal satirico al protestatario, eseguiti spesso in forme alternate, a dispetto e/o a discanto e che nell’uso locale assumono variegate denominazioni: a vatoccu o batoccu, alla cerretanella, a buciarone o vociarone. A completamento della complessa struttura del repertorio di questi informatori si riscontrano alcune esecuzioni di canti narrativi epico-lirici e su aria di cantastorie, canti della leva militare e della prima guerra mondiale, canzoni satiriche e da osteria, proverbi, detti e aneddoti.