Archivio Sonoro

Archivio Sonoro Marche

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Fondo Toccaceli

Fondo Toccaceli (535)

Una ricerca che, dal 1969 al  1983,  ha coinvolto numerosi informatori e interessato diverse aree geografiche per un’ampia documentazione dei repertori di tradizione orale.

 

Angelo Ianni e Argentina Zappacosta

Angelo Ianni e Argentina Zappacosta (24)

Registrazioni del 1977 con saltarelli, stornelli, canti narrativi e altri repertori di tradizione orale.

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Arnaldo Mora

Arnaldo Mora (74)

Canti di questua, stornelli, saltarelli e altri repertori di musica di tradizione orale raccolti nel 1977.  

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Caterina e Iole Agostini

Caterina e Iole Agostini (25)

Ottava rima, canti narrativi e un repertorio vario di forme tradizionali, raccolto tra il 1970 e il 1977.

 

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Enrico Tassi

Enrico Tassi (27)

Canti di questua, stornelli a saltarello e un repertorio vario di forme tradizionali, rilevato tra il 1975 e il 1977.

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Famiglia Sabatinelli

Famiglia Sabatinelli (74)

Saltarelli, castellane, stornelli, canti narrativi e altre forme dell'espressività popolare, registrate tra il 1972 e il 1976. 

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Metodio Giacchi

Metodio Giacchi (39)

Ottava rima, canti di questua e canti narrativi rilevati tra il 1974 e il 1977.

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Provincia di Ancona

Provincia di Ancona (45)

Canto sociale, stornelli e un repertorio vario di forme tradizionali, dal 1974 al 1982. 

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Provincia di Ascoli Piceno

Provincia di Ascoli Piceno (12)

Stornelli, parodie e altre forme espressive popolari, raccolte nell'agosto del 1972.

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Provincia di Macerata

Provincia di Macerata (39)

Rilevati tra il 1969 e il 1983, canti di questua, canzoni da osteria, stornelli e altri repertori tradizionali.

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Provincia di Pesaro e Urbino

Provincia di Pesaro e Urbino (151)

Canti di questua, canzoni da osteria, stornelli e un ampio repertorio di forme tradizionali rilevato tra il 1972 e il 1982.

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Rita Lignini

Rita Lignini (24)

Stornelli, canti narrativi e altri repertori tradizionali rilevati nel 1978.

 

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Il fondo di Dario Toccaceli, costituito tra il 1969 e il 1983, si sviluppa per più di un centinaio di supporti (nastri magnetici da ¼ di pollice sulle classiche bobine aperte da 12cm per magnetofoni portatili e alcune musicassette).

Le registrazioni sono state suddivise in undici raccolte, in parte costruite attorno a figure di cantori che risaltano per la quantità e qualità dei repertori eseguiti, a volte accompagnati anche da gruppi eterogenei di esecutori: Caterina e Iole Agostini (canti narrativi e ottava rima), Rita Lignini (canti narrativi e stornelli), Metodio Giacchi (ottava rima e questue), Arnaldo Mora (stornelli, saltarelli e questue), Enrico Tassi (questue e stornelli), Francesco e Maria Sabatinelli (stornelli, saltarelli e canti narrativi), Angelo e Argentina Ianni (stornelli e canti narrativi).
I restanti documenti sonori sono stati accorpati in base a un criterio meramente geografico e distribuiti in quattro raccolte a seconda della provincia di riferimento (Ancona, Macerata, Pesaro-Urbino, Ascoli).

Le registrazioni sono state realizzate soprattutto in contesti domestici e nel corso di ripetuti incontri, determinando quindi l’instaurazione di un legame di confidenza e fiducia reciproca che non poche volte traspare dall’ascolto. Non mancano però registrazioni in funzione, sia in contesti performativi (esibizioni in piccole festività locali che danno anche origine ad alcuni degli incontri poi confluiti nella ricerca) sia durante forme rituali tradizionali (pasquelle e il rito de La Turba di Cantiano, in particolare).

Il complesso del repertorio di forme musicali raccolte riflette la medesima varietà che si esprime nel numero di informatori, informatrici e contesti locali e regionali. Un risalto particolare hanno le forme monostrofiche dell’ottava rima e dello stornello nelle sue numerosissime varianti e tipologie (a saltarello, sul lavoro, a serenata, a batoccu, a buciarone…), i canti narrativi (tradizionali e su aria di cantastorie), il repertorio della prima guerra mondiale e quello della leva militare, il canto devozionale, il canto satirico, quello da osteria, il canto sociale e protestatario, il canto per la questua, i brani strumentali (per il ballo e l’accompagnamento di stornelli e questue) e - in ultimo - tutto il pluriforme insieme di detti, proverbi, rime, filastrocche, preghiere, invocazioni e ninne nanne che intrecciano il canto e l’espressività orale con la storia materiale e quotidiana delle classi popolari di questi territori.

Infine si evidenzia la presenza di una non esigua quantità di documenti a carattere di intervista. Questi materiali offrono la possibilità di una conoscenza più ampia degli informatori e delle informatrici coinvolti nelle registrazioni e rendono quindi possibile il confronto dei documenti musicali con il vissuto personale e sociale nei luoghi e nei contesti della ricerca. La datazione della ricerca sovrapposta a quella anagrafica delle persone registrate rende possibile la presenza di riferimenti e l’affiorare di memorie relative a fatti ed eventi storici anche relativamente lontani nel tempo. Tra questi quelli di maggior ricorrenza sono senza dubbio i riferimenti alla prima guerra mondiale, al fascismo e antifascismo, alle lotte per i patti agrari e per l’orario di lavoro delle lavoratrici in filanda.