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Archivio Sonoro dell'Umbria

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Perugia e dintorni (1)

Canti di questua, ottava rima, danze con strumenti a mantice, canti di lavoro e stornelli.

Registrazioni condotte tra il 1973 e il 1980 nelle località di Annifo (già ampiamente rappresentata nella raccolta dedicata a Francesca Albanesi), Moiano, Magione, Isola Maggiore, Sanfatucchio, Paciano e Colfiorito, che documentano forme espressive musicali tradizionali, diffuse anche in altri territori della regione presi in esame nel corso dell'indagine: l'improvvisazione poetica in ottava rima, anche nelle forme memorizzate e narrative, le danze eseguite con strumenti a mantice, il monostrofismo imperfetto del canto di lavoro - soprattutto quello per la mietitura - e dello stornello nelle forme accompagnate allo strumento e in quelle puramente vocali anche con frequenti esempi di arcaismi formali di esecuzione a discanto.
La specificità dei materiali raccolti, in comune con quanto rinvenuto a Spoleto e dintorni, sta nei canti e nelle forme rituali legati alle questue, che si articolano nel ciclo calendariale tra l'Epifania e il mese di maggio, documentati sia come repertorio memorizzato dagli informatori in contesti domestici e informali, sia in funzione, durante l'esecuzione. In particolare viene proposto un ampio gruppo di registrazioni di "Sega la vecchia " e alcune più rare testimonianze dello "Sposalizio". Si tratta, in entrambi i casi, di rappresentazioni popolari, esito finale di pratiche propiziatorie diffuse in tutta Europa e da rintracciare nel solco della tradizione germanica e longobarda data l'architettura rituale impermiata sulla centralità dell'albero [per una descrizione esaustiva ed un'analisi antropologica di entrambe le rappresentazioni si rimanda al volume di V. Paparelli,L'Umbria cantata. Musica e rito in una cultura popolare Musica e rito in una cultura popolare, Squilibri Editore, 2009, e all'ampia bibliografia sull'argomento], e proprio al "Sega la vecchia" e allo "Sposalizio", è dedicata una puntuale attenzione nell'ambito dell'estesa e accurata campagna di ricerca, a partire dal 1958, sulla musica tradizionale umbra nata dalla collaborazione tra Tullio Seppilli e l'Istituto di Etnologia e Antropologia Culturale dell'Università di Perugia, con il Centro Nazionale per la Musica Popolare diretto da Diego Carpitella, e i mezzi tecnici messi a disposizione dalla RAI.
Le registrazioni di "Sega la vecchia" qui documentate catturano esecuzioni memorizzate di frammenti del repertorio canoro e musicale che accompagna la rappresentazione nei comuni di Sanfatucchio e Magione, sia la documentazione in funzione di un'intera rappresentazione raccolta nel comune di Paciano. Sullo "Sposalizio" sono invece riportate solo alcune interviste registrate a Magione con una ricostruzione del rito e alcuni brani del relativo repertorio canoro.
Merita un cenno specifico la documentazione dell'apparato liturgico e dei canti processionali per i riti del Venerdì Santo registrati sia a Colfiorito nel 1980, sia più recentemente, a testimonianza della persistenza della tradizione, a Cascia nel 2009.
In ultimo la presenza del repertorio interpretato da una singolare figura al limite tra il cantautore e il folksinger, Silvio Pattume di Moiano, che, in un interessante esperimento di rifunzionalizzazione di temi classici e di riproposta, compone parodie con testi legati alla protesta operaia e alle condizioni sociali e lavorative dell'emigrante, utilizzando non solo, e anzi in minima parte, le melodie della discografia commerciale ma soprattutto le arie delle canzoni di maggior fama nella tradizione del canto sociale e del folk revival.

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