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Archivio Sonoro dell'Umbria

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Francesca Albanesi (1)

Tra le più belle voci della tradizione umbra, punto di riferimento imprescindibile per cantori e musicisti.

Francesca Albanesi (1929) è nata e ha sempre vissuto ad Annifo, una piccola frazione montana del comune di Foligno, poco distante dal valico di Colfiorito che unisce l’Umbria alle Marche. È una delle voci più belle, tra le tante che compaiono nell’archivio Paparelli, e nello stesso tempo uno dei personaggi più rappresentativi della musica di tradizione orale dell’Umbria per la vastità del repertorio e per la disinvoltura con la quale si muove all’interno di tutti i generi, con l’eccezione della sola ottava rima, genere maschile per antonomasia. 
Il suo repertorio è, infatti, molto ampio e copre, di fatto, tutte le forme musicali tipiche della dorsale appenninica umbro-marchigiana, spaziando dai canti rituali di questua (Passioni, Pasquelle, Maggi) alle canzoni narrative (particolarmente ricco sia il repertorio da foglio volante, sia quello delle ballate, tra le quali spiccano pregevoli versioni di alcune delle più note, come “Fiore di tomba”). Molto ricco anche il repertorio lirico-monostrofico in tutte le sue declinazioni (serenate e canti del lavoro per la mietitura, soprattutto), nel quale spiccano alcune sequenze di particolare pregio poetico. 
La sua forte personalità, unita a un carisma istintivo, ne hanno fatto nel tempo un punto di riferimento imprescindibile per i cantori e gli strumentisti popolari di tutta l’area, e un’animatrice instancabile, convinta della necessità di difendere e di promuovere il patrimonio rituale ed espressivo della zona.

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